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	<title>Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. 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Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. 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A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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</div>
<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<item>
		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6699 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti tag-bianchi tag-del-boca tag-patente tag-sanzioni tag-sicurezza tag-stradale tag-trasporti-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6699 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti tag-bianchi tag-del-boca tag-patente tag-sanzioni tag-sicurezza tag-stradale tag-trasporti-2" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane fresco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-le-vere-imprese-artigiane-e-per-per-distinguere-il-pane-fresco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 08:41:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 31 Maggio 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
</div>
</div>
<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export al giorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Maggio 2026·DAZI USA In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/premio-pietro-calabrese-ai-grandi-nomi-della-cultura-dello-sport-e-del-giornalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio menicacci]]></category>
		<category><![CDATA[premio pietro calabrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Maggio 2026 Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo Cultura, sport, giornalismo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/busia-anac-a-confartigianato-cosi-la-digitalizzazione-cambia-il-mercato-degli-appalti-per-le-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 18:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anac]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Busia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Maggio 2026·APPALTI Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221; La digitalizzazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
</div>
</div>
<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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		<title>SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/smeunited-a-confronto-con-la-presidente-von-der-leyen-sulle-politiche-a-favore-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 17:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 27 Maggio 2026·EUROPA SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Agosto 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Enciclica Magnifica Humanitas riafferma primato dell&#8217;intelligenza artigiana&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/il-presidente-granelli-enciclica-magnifica-humanitas-riafferma-primato-di-intelligenza-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 18:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Magnifica Humanitas]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone XIV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Maggio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli: &#8220;Enciclica Magnifica Humanitas riafferma primato dell&#8217;intelligenza artigiana&#8221; &#8220;Accogliamo l&#8217;Enciclica Magnifica Humanitas di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/08/sicurezza-stradale-il-giro-di-vite-del-ministro-bianchi/">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Sicurezza stradale: il giro di vite del ministro Bianchi</h1>
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<p>Il Consiglio dei ministri, di fronte ai dati degli incidenti stradali del mese di luglio – “il numero dei morti è stato eccessivo. Non solo alto, ma proprio senza giustificazione” come ha ricordato il premier Romano Prodi – ha detto basta. Lo stop si è tradotto in un decreto legge lampo, in sostituzione della legge ordinaria in dibattimento alla Camera, approvato a pochi giorni dal tradizionale esodo estivo degli italiani. “Le nuove norme entreranno in vigore da subito – ha affermato il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi – e saranno applicate già nel primo temuto weekend di agosto”. Tra le prime disposizioni immediatamente operative, quelle riguardanti la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze. In entrambe i casi tolleranza zero con arresto fino a sei mesi (pena che può essere commutata nell’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita presso strutture traumatologiche pubbliche), sanzioni fino 6.000 euro, oltre alla sospensione della patente da sei mesi a un anno, che scatta al momento dell’accertamento del reato. Sempre che il conducente sottoposto ai controlli non abbia provocato incidenti, perché in tal caso le pene raddoppiano, con in più il fermo amministrativo del mezzo per novanta giorni. Piena libertà, inoltre, di rifiutare il test del palloncino, salvo incappare in una multa da far tornare la lucidità seduta stante: da 2.500 a 10.000 euro. Una mannaia che non risparmia i professionisti dell’autotrasporto, anzi, proprio su loro si abbatte con maggiore forza: revoca della patente se colti al volante in stato alterato, per più di una volta nell’arco di due anni. A Francesco del Boca, Presidente di Confartigianato Trasporti, le nuove regole proprio non vanno giù. “Non ci piacciono, troppo punitive. L’autotrasporto non partecipa alle stragi del sabato sera. Le norme relative al consumo di alcolici o di sostanze stupefacenti non descrivono un problema della nostra categoria. I killer della strada sono altri”. A chi fa riferimento? “Penso a chi si mette al volante di autovetture abitualmente ubriaco, o drogato, oppure ai giovani che sommano alcol a inesperienza, un cocktail spesso mortale. In questi casi è giusto sanzionare, dico di più, ben venga la revoca della patente, e non dopo due o tre segnalazioni. Non tutto il contenuto del decreto è da gettare, alcune norme sono giuste, ma in troppi punti si discrimina la categoria. Come nel caso della velocità”. Insieme ad alcol e droga, a finire sul banco degli imputati delle stragi sull’asfalto, sono proprio gli eccessi di velocità. Pugno di ferro contro gli amanti delle corse. Chi supera il limite di 40 chilometri orari, ma meno di 60, si deve aspettare una multa da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente da tre a sei mesi. Per chi ha il piede ancora più pesante e sorpassa il limite di oltre 60 chilometri orari, scatta una sanzione tra 500 e 2.000 euro e la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Se il piede non si fa più leggero, se l’infrazione si ripete nel biennio, ecco la sospensione del documento. Anche qui sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie raddoppiate per i professionisti delle quattro e più ruote. “Come vede siamo ancora quelli colpiti in modo più duro. E non è giusto. Per noi sanzioni raddoppiate. L’eccesso di velocità non può riguardare i nostri mezzi muniti di limitatore. Va bene la norma relativa all’inasprimento delle sanzioni in caso di manomissione dell’apparecchio: noi non giustifichiamo i delinquenti, che devono pagare, ma le persone che lavorano tutti i giorni con correttezza e professionalità. I nostri mezzi coinvolti in incidenti mortali sono solo il 6.2% del totale. Il 3.3% delle disgrazie avviene nei centri urbani e il 2.5% su strade extraurbane e autostrade. Va da sé che solo questi ultimi sono provocati da mezzi da autotrasporto propriamente detti. Gli altri, la maggioranza, da piccoli mezzi, furgoni”. Le novità introdotte dal Decreto Bianchi non si fermano qui. Confermato per i conducenti il divieto di utilizzo dei cellulari sprovvisti di auricolare o viva voce, pena una sanzione da 148 a 594 euro, e la sospensione della patente da uno a tre mesi se la violazione viene ripetuta nel corso del biennio. Arresto in caso di guida senza patente recidiva, e, in ogni caso, multa da 2.257 a 9.032. Limiti anche all’utilizzo delle due e delle quattro ruote da parte dei neo patentati. E ancora: fine degli autovelox nascosti e via libera agli strumenti che permettono alle forze dell’ordine di calcolare la velocità media su un tratto di strada prefissato. Ma le sole misure repressive varate dal governo potrebbero non essere sufficienti per raggiungere l’obiettivo imposto dall’Unione Europea, dimezzare i morti da incidenti stradali entro il 2010, se, nello stesso tempo, non si mettono in cantiere interventi mirati a migliorare la qualità delle infrastrutture. “Le cito alcuni dati – riprende Del Boca di Confartigianato Trasporti &#8211; dal 1985 al 2005 i chilometri di strade e autostrade in Europa sono aumentati del 79%, e in Italia appena del 7.9%. Le nostre strade sono vecchie”. Che molte strade italiane siano vecchie e pure pericolose è un’opinione condivisa anche dall’Automobile Club d’Italia che, anzi, rincara la dose: “Se si mettessero in sicurezza le strade più a rischio – si legge in una nota dell’Automobile Club – abbassando il tasso di mortalità ai livelli medi della rete nazionale, si avrebbe una riduzione di circa il 60% dei decessi pari ad oltre 600 vittime l’anno. Oggi la totalità degli incidenti mortali si concentra su appena il 3.2% dell’estensione complessiva delle strade italiane, le cui condizioni rappresentano oggi, un forte elemento di rischio”. Un panorama sconfortante. Ma nel Decreto Bianchi, c’è almeno un punto che accoglie le rivendicazioni degli autotrasportatori e li fa felici? “Si. Uno c’è &#8211; conclude il presidente di Confartigianato Trasporti -. Siamo stati ascoltati poco, ma su almeno un punto l’abbiamo spuntata. Finalmente ci viene riconosciuta una patente professionale, che si affianca a quella già in possesso dai trasportatori. Se si riceve una sanzione mentre non si è al lavoro e si è alla guida della propria autovettura, i punti vengono tolti dalla patente ‘privata’ e non da quella professionale. E viceversa. La nostra richiesta era partita nel 2005, e solo adesso è stata esaudita. Una delle poche”.</p>
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