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	<title>“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri” - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri” - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;La Commissione Ue ritira proposta contro ritardi pagamento. Grave passo indietro”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 14:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 5 Novembre 2026·EUROPA Il Presidente Granelli: &#8220;La Commissione Ue ritira proposta contro ritardi pagamento. Grave passo indietro” «Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6734 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia tag-anaepa tag-appaltatore tag-bersani tag-cantieri tag-confartigianato tag-sub" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>CI.TE.MO.S, a Vicenza il 19 novembre il convegno sul futuro dell’auto, dalla meccanica all’intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 12:44:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[autoriparazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 4 Novembre 2026·EVENTI CI.TE.MO.S, a Vicenza il 19 novembre il convegno sul futuro dell’auto, dalla meccanica all’intelligenza artificiale Dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Donne Impresa Confartigianato a confronto con ADAPT su welfare occupazionale e aziendale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 12:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<title>Midterm USA &#8211; Made in Italy resiste ai dazi: +3,7% nel 2026 meglio dei competitor europei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 07:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Novembre 2026·MIDTERM USA Midterm USA &#8211; Made in Italy resiste ai dazi: +3,7% nel 2026 meglio dei competitor [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Kimi Antonelli campione del mondo: nel 2025 il premio di Confartigianato Motori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 08:43:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[confartigianato motori]]></category>
		<category><![CDATA[KIMI ANTONELLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Novembre 2026·MOTORI Kimi Antonelli campione del mondo: nel 2025 il premio di Confartigianato Motori Il successo del pilota [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Assemblea di Confartigianato protagonista sui media</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 13:16:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Ottobre 2026·MEDIA Assemblea di Confartigianato protagonista sui media Un’attenzione mediatica straordinaria e un’eco imponente su tutti i principali [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Spirito Artigiano esplora sfide e opportunità della transizione green per le Mpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 10:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 15:34:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·ASSEMBLEA 2026 Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6734 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia tag-anaepa tag-appaltatore tag-bersani tag-cantieri tag-confartigianato tag-sub" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 14:43:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·LEGGE BILANCIO 2027 Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel 21° Rapporto Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 11:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Ottobre 2026·RAPPORTI Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel [&#8230;]</p>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Home XL]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberta Metsola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Ottobre 2026·EVENTI Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato Il via libera del Governo [&#8230;]</p>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[MELONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità” “Dopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Ottobre 2026·MEDIA Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani &#160; Una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni manifatturiere]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Ottobre 2026·CONGIUNTURA Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-del-consiglio-giorgia-meloni-allassemblea-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Ottobre 2026·EVENTI Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6734 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia tag-anaepa tag-appaltatore tag-bersani tag-cantieri tag-confartigianato tag-sub" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
</div>
</div>
<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6734 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia tag-anaepa tag-appaltatore tag-bersani tag-cantieri tag-confartigianato tag-sub" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/percorsi-accoglienti-le-botteghe-che-raccontano-litalia-e-fanno-rete-con-il-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Ottobre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/10/la-burocrazia-non-rende-piu-sicuri-i-cantieri/">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri”</h1>
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<p>Rischia di allungarsi la lista di documenti che ogni azienda edile deve tenere in cantiere. Un elenco che già oggi si compone di circa 116 atti tra normative sulla sicurezza, sugli appalti e sul lavoro, che con il nuovo anno potrebbe diventare ancora più corposo, per l’entrata in vigore del decreto attuativo dell’articolo 35 della legge 248/2006, sulla responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore in merito alla regolarità dei versamenti fiscali e contributivi dei dipendenti. La preoccupazione che le nuove regole previste dal Decreto Bersani possano comportare nuovi adempimenti burocratici per le imprese edili è stata espressa da ANAEPA Confartigianato in una nota congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile. “Secondo le anticipazioni – affermano i presidenti delle Associazioni della Consulta – il decreto relativo alla responsabilità solidale tra appaltatore e sub appaltatore sarebbe in corso di emanazione e prevede l’asseverazione da parte dei professionisti sull’effettuazione delle ritenute fiscali e la comunicazione preventiva di dati anagrafici e codici fiscali dei lavoratori impegnati in cantiere”. “Ricordiamo che per quanto riguarda la regolarità contributiva esiste già l’obbligo del DURC – continuano i rappresentanti della Consulta – e che al tavolo di confronto sulla sicurezza nel settore edile convocato dal Ministro del Lavoro le Associazioni degli artigiani e delle PMI hanno chiesto che quanto previsto in materia di responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore non si traduca nella richiesta di nuovi certificati ed adempimenti per le imprese e che si faccia ricorso all’autocertificazione. Quello che si apprende sul contenuto del decreto non sembra corrispondere a questa esigenza”. La nuova legge prevede che l’appaltatore garantisca (acquisendo la relativa documentazione prima del pagamento del corrispettivo) il corretto versamento da parte del subappaltatore delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori per i lavoratori impiegati nell’esecuzione dell’appalto. Se il subappaltatore non presenta detta documentazione, il subappaltatore potrà sospendere i pagamenti. A sua volta l’appaltatore, per essere pagato, dovrà presentare al committente le stesse attestazioni. Nel decreto attuativo sottoposto al Consiglio di Stato, accanto a questi adempimenti già noti ne compaiono di nuovi, e sono proprio questi che, secondo Anaepa Confartigianato, potrebbero rendere quasi impossibile la vita delle imprese edili e che giustificano la richiesta della Consulta di un’audizione presso il Ministero del Lavoro, prima dell’emanazione della normativa. Il primo obbligo impone al subappaltatore di comunicare all’appaltatore il codice fiscale dei lavoratori impegnati in un cantiere, in modo che quest’ultimo possa verificare su quali lavoratori sia applicabile la responsabilità solidale. Secondo l’Anaepa si tratta di un chiaro limite per tutte le aziende che ottimizzano il personale facendolo ruotare nei cantieri aperti, a seconda delle esigenze. La seconda incombenza riguarda la modalità di versamento degli oneri relativi ai lavoratori impiegati nell’appalto in cui vige il principio di solidarietà. Per ogni appalto in cui è impiegato il lavoratore, il subappaltatore dovrà effettuare i versamenti delle ritenute fiscali, previdenziali e assicurative utilizzando distinti modelli F24. Il meccanismo si complica ulteriormente se il lavoratore viene impiegato in modo saltuario in più cantieri nello stesso mese. In questo caso il subappaltatore dovrà calcolare le percentuali di lavoro effettuato in ogni singolo cantiere e ripartire gli oneri nei modelli F24 relativi ad ogni appalto. Se la formulazione del Decreto Bersani fino a oggi nota, poteva aiutare l’emersione del lavoro nero in molti settori, compresa l’edilizia, con le nuove regole introdotte dal decreto attuativo si rischia l’effetto opposto, ossia quello di scoraggiare le imprese regolari paralizzandone l’attività con adempimenti costosi e di difficile applicazione, senza per questo innalzare il livello di sicurezza dei lavoratori. Un pericolo rimarcato da Anaepa Confartigianato nella dichiarazione congiunta con le associazioni della Consulta Nazionale Artigianato e Piccola e Media Industria Edile, dove si legge: “In una situazione di crescente difficoltà per l’edilizia, dovuta anche alla forte contrazione dei lavori pubblici ordinari, è necessaria una efficace politica di sviluppo per il settore, ma risorse ed incentivi non servono a nulla se le imprese artigiane e le piccole imprese sono messe nell’impossibilita di lavorare”.</p>
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		<title>“La burocrazia non rende più sicuri i cantieri” - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Thu, 18 Oct 2007 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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