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	<title>L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Ottobre 2026·CONGIUNTURA Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7196 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 category-lavoro-e-previdenza tag-confartigianato tag-fallimento" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
</div>
</div>
<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-del-consiglio-giorgia-meloni-allassemblea-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
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		<category><![CDATA[Assemblea 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Ottobre 2026·EVENTI Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7196 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 category-lavoro-e-previdenza tag-confartigianato tag-fallimento" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/confartigianato-a-netzero-milan-2026-gli-ostacoli-allelettrificazione-delle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7196 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 category-lavoro-e-previdenza tag-confartigianato tag-fallimento" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 24 ottobre Linea Verde Start ad Ancona con i valori artigiani che costruiscono il futuro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 21 Ottobre 2026·MEDIA Il 24 ottobre Linea Verde Start ad Ancona con i valori artigiani che costruiscono il futuro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/percorsi-accoglienti-le-botteghe-che-raccontano-litalia-e-fanno-rete-con-il-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia Oggi [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7196 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 category-lavoro-e-previdenza tag-confartigianato tag-fallimento" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
</div>
</div>
<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/innovazione-in-crescita-soprattutto-nelle-piccole-imprese-il-report-dellistat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Ottobre 2026·INNOVAZIONE Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat Secondo l’Istat, nel recente report “L’innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7196 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 category-lavoro-e-previdenza tag-confartigianato tag-fallimento" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-giornalista-maria-latella-a-confartigianato-riprendiamoci-lorgoglio-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[maria latella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Ottobre 2026·EVENTI La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy» Valorizzare il saper fare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7196 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 category-lavoro-e-previdenza tag-confartigianato tag-fallimento" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-milano-scuola-e-impresa-affollano-il-teatro-strehler-per-seize-the-change-futuri-sostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the Change’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/green-skill-introvabili-16-milioni-di-lavoratori-il-report-di-confartigianato-allevento-seize-the-change/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[SETTIMANA ENERGIA E SOSTENIBILITA' 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133518</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-7196 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 category-lavoro-e-previdenza tag-confartigianato tag-fallimento" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
</div>
</div>
<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7196 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 category-lavoro-e-previdenza tag-confartigianato tag-fallimento" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-open-jam-i-giovani-imprenditori-confartigianato-raccontano-agli-studenti-il-valore-del-fare-impresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[open jam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-meta-2026-persiste-il-calo-36-dei-prestiti-alle-piccole-imprese-le-tendenze-per-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studii 8 Ottobre 2026·CREDITO A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<item>
		<title>La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre più qualificata</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-campagna-fiscale-2026-del-caaf-confartigianato-si-chiude-con-numeri-in-aumento-e-unassistenza-sempre-piu-qualificata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[caaf]]></category>
		<category><![CDATA[campagna fiscale 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Ottobre 2026·CAAF La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7196 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 category-lavoro-e-previdenza tag-confartigianato tag-fallimento" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
</div>
</div>
<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo piano da 20 miliardi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/con-intesa-sanpaolo-un-patto-per-la-crescita-delle-piccole-imprese-e-dei-territori-nuovo-piano-da-20-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anna roscio]]></category>
		<category><![CDATA[carlo messina]]></category>
		<category><![CDATA[INTESA SANPAOLO]]></category>
		<category><![CDATA[stefano barrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Ottobre 2026·CREDITO Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7196 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 category-lavoro-e-previdenza tag-confartigianato tag-fallimento" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/export-delle-mpi-confartigianato-creare-le-condizioni-per-competere-sui-mercati-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 12:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[maeci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Ottobre 2026·MERCATI ESTERI Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali” “Le micro e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>Tra Ministero dell&#8217;Istruzione e Confartigianato alleanza scuola-impresa per costruire il futuro dei giovani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/tra-ministero-dellistruzione-e-confartigianato-alleanza-scuola-impresa-per-costruire-il-futuro-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 16:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Valditara]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Porta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 6 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI Tra Ministero dell&#8217;Istruzione e Confartigianato alleanza scuola-impresa per costruire il futuro dei giovani Meno giovani, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto al top dell’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026: le opportunità per i giovani tra impresa e lavoro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/lombardia-emilia-romagna-e-veneto-al-top-dellindice-confartigianato-youth-friendly-2026-le-opportunita-per-i-giovani-tra-impresa-e-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 11:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto al top dell’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026: le opportunità per i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2007/11/lazione-di-confartigianato-sulla-normativa-del-fallimento/">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7196 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2 category-lavoro-e-previdenza tag-confartigianato tag-fallimento" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Novembre 2007</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento</h1>
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<p>Dal 1° gennaio 2008 entreranno in vigore le disposizioni correttive della disciplina del fallimento e delle procedure concorsuali. La normativa ha tenuto conto, oltre che delle proposte delle varie Associazioni di categoria, su tutte Confartigianato, anche dei problemi riscontrati nei tribunali nella fase di prima applicazione delle precedenti disposizioni. Confartigianato, considerate le problematiche legate al mondo della piccola imprenditoria artigiana, si è mossa per correggere in diversi punti la legge precedente, riscontrando, una volta approvata la manovra correttiva, molteplici risultati positivi. Quattro i principali risultati ottenuti: nuovi criteri di fallibilità, l’onere della prova che passa all’imprenditore debitore, la nuova disciplina del concordato preventivo e degli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, e l’estensione della “esdebitazione” nella fase transitoria. Ma procediamo con ordine. La prima vittoria ottenuta dalla Confederazione riguarda la definizione degli imprenditori non soggetti al fallimento. Con l’entrata in vigore della disciplina, infatti, non rientreranno nella fascia di fallibilità gli imprenditori che hanno registrato, nei tre esercizi precedenti la deposizione dell’istanza di fallimento, un attivo patrimoniale non superiore ai 300.000 euro, che, nello stesso periodo, hanno avuto ricavi lordi annui non superiori ai 200.000 euro e che, infine, hanno un ammontare totale di debiti, scaduti e non scaduti, non superiore ai 500.000 euro. Successivamente, l’azione Confederale ha puntato l’attenzione sulla documentazione necessaria come prova di non fallibilità. Infatti, se prima spettava al creditore l’onere della prova, ora è il debitore a dover depositare presso il tribunale i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda. A tal proposito però, è necessario evidenziare che, potendo contare su una contabilità semplificata, le micro e piccole imprese artigiane potrebbero essere escluse dal fallimento e dal concordato preventivo, subordinatamente alla valutazione del tribunale fallimentare che potrà giudicare altri documenti fiscali redatti per la contabilità nonché il comportamento dell’imprenditore in sede istruttoria. Il terzo punto dell’azione di Confartigianato riguarda il rafforzamento del concordato preventivo per la ripresa dell’azienda in crisi. E’ stato infatti cancellato l’automatismo per cui scattava la domanda di fallimento in caso di inammissibilità, improcedibilità, rigetto o annullamento della domanda di concordato preventivo. Richiesta che ora deve essere espressamente avanzata dal creditore o dal pubblico ministero una volta accertati i criteri di fallibilità. Ma la novità più importante riguarda la possibilità, da parte delle piccole imprese artigiane, benché non soggette al fallimento, di poter concordare la ristrutturazione dei debiti con i creditori e con l’avallo del giudice. Uno strumento, del tutto innovativo, che permette di emergere dalla crisi finanziaria contrattando direttamente con i propri creditori e potendo contare su un periodo di sessanta giorni nel corso del quale non è possibile procedere ad azioni esecutive sul patrimonio del debitore. L’ultimo punto riguarda la possibilità di liberare l’imprenditore dai debiti residui, la cosiddetta esdebitazione. Una possibilità a vantaggio degli imprenditori collaborativi che hanno già saldato buona parte dei propri creditori, e che permetterebbe loro di riprendere la propria attività imprenditoriale. Una via percorribile a tre condizioni: l’aver collaborato alla rapida soluzione della procedura fallimentare, non essere ricorso ad altre esdebitazioni negli ultimi dieci anni e non aver riportato cause penali per reati fiscali e finanziari. In tal senso, la modifica più importante voluta da Confartigianato, riguarda la possibilità di potersi avvalere di questo strumento contrattuale anche per le cause attualmente in giudicato, senza aspettare i lunghi tempi della giustizia fallimentare.</p>
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		<title>L’azione di Confartigianato sulla normativa del fallimento - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Thu, 15 Nov 2007 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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