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	<title>Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto scuola-lavoro&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:30:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Media 4 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:54:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221; “Esprimiamo i nostri migliori [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue per tutelare imprese”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:29:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue [&#8230;]</p>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza di personale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Buona Pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·PASQUA A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/la-pace-come-lavoro-quotidiano-il-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:57:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Aprile 2026·MEDIA La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano In un contesto internazionale segnato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-intervento-del-governo-su-transizione-5-0-rida-certezze-alle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Aprile 2026·TRANSIZIONE 5.0 Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221; “Siamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il focus sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/artigianato-della-cura-del-verde-crescita-a-doppia-cifra-101-in-cinque-anni-il-focus-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:25:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giardinieri]]></category>
		<category><![CDATA[imprese del verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 1 Aprile 2026·CURA DEL VERDE Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:51:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·MADE IN ITALY Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato C’è una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[middle management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento Potenziare le capacità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto nel webinar del 13 aprile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:21:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Marzo 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/decreto-fiscale-confartigianato-penalizzati-gli-investimenti-delle-imprese-su-transizione-5-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:05:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·TRANSIZIONE 5.0 Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0” “Amara sorpresa dalla [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:31:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·MADE IN ITALY Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>L’alta qualità dei dolci pasquali, grazie a 37mila imprese artigiane e 1.699 prodotti della tradizione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/lalta-qualita-dei-dolci-pasquali-grazie-a-37mila-imprese-artigiane-e-1-699-prodotti-della-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Marzo 2026·ALIMENTAZIONE L’alta qualità dei dolci pasquali, grazie a 37mila imprese artigiane e 1.699 prodotti della tradizione  A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il 28 marzo Linea Verde Start a Venezia,  unica al mondo per saperi e tradizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Marzo 2026·MEDIA Il 28 marzo Linea Verde Start a Venezia, unica al mondo per saperi e tradizioni Sabato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Il punto sulla guerra del Golfo: import GNL dal Qatar, rischi per costi energia e crescita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:26:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Marzo 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Il punto sulla guerra del Golfo: import GNL dal Qatar, rischi per costi energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Il principio “Think Small First” entra tra le priorità dei Capi di Stato e di Governo Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:48:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[‘Think Small First’]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Marzo 2026·EUROPA Il principio “Think Small First” entra tra le priorità dei Capi di Stato e di Governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Sistema Confartigianato celebra la Giornata della Cultura Artigiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/il-sistema-confartigianato-celebra-la-giornata-della-cultura-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata cultura artigiana]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Marzo 2026·CULTURA ARTIGIANA Il Sistema Confartigianato celebra la Giornata della Cultura Artigiana In occasione della festività di San [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Da Tg1 Rai al Corriere della sera: la Giornata della cultura artigiana sui media</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata cultura artigiana]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Marzo 2026·CULTURA ARTIGIANA Da Tg1 Rai al Corriere della sera: la Giornata della cultura artigiana sui media La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Confartigianato protagonista a Londra con la mostra “Benfatto. L’eccellenza dell’artigianato tra arte, materia e tempo”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/confartigianato-protagonista-a-londra-con-la-mostra-benfatto-leccellenza-dellartigianato-tra-arte-materia-e-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:15:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Benfatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Marzo 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato protagonista a Londra con la mostra “Benfatto. L’eccellenza dell’artigianato tra arte, materia e tempo” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Granelli e il Ministro Urso a L’Aquila: le riforme per il futuro dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 22:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 19 Marzo 2026·CULTURA ARTIGIANA Granelli e il Ministro Urso a L’Aquila: le riforme per il futuro dell’artigianato A L’Aquila Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Wed, 12 Nov 2014 16:18:06 +0000</lastBuildDate>
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