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	<title>Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-viceministro-leo-a-confartigianato-dalla-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato-benefici-per-crescita-e-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133238</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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