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	<title>Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026 &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[mimt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7265 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/banche-e-artigiani-un-buon-rapporto-se-mediato-da-confidi/">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">22 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi</h1>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<p>La globalizzazione non risparmia le piccole imprese, anche quelle che, in termini di business, non guardano al di là dei confini del proprio comune di residenza. Anche queste, infatti, devono fare i conti con prodotti i cui prezzi vengono fissati in posti ben lontani dal Bel Paese. Si pensi, ad esempio, ai carburanti. A quei 100 dollari al barile di petrolio raggiunti &#8211; e poi superati &#8211; a New York, che in Italia hanno spinto il prezzo della benzina verde a 1,40 centesimi di euro al litro. <span id="more-7265"></span>Meccanismi simili regolano anche il costo del denaro, sempre più condizionato dagli equilibri tra le grandi aree monetarie dell’economia internazionale. Il denaro, al pari del petrolio, si conferma una merce preziosa il cui prezzo tende a crescere. Come per la benzina, è difficile farne a meno, ma questo non significa che non si possa risparmiare sul suo acquisto. I dati dell’Osservatorio congiunturale di Confartigianato del secondo semestre del 2007, confermano che gli artigiani fanno un uso accorto del credito (41,5% degli investimenti realizzati). E’ l’autofinanziamento a far la parte del leone: 49,9%. Per quanto riguarda gli strumenti finanziari, il leasing risulta il canale maggiormente impiegato (39,8%), seguito dalle forme di finanziamento agevolate (32,5%). Un dato appare chiaro: le imprese artigiane chiedono il denaro in prestito solo quando è strettamente necessario. Più di un terzo delle imprese, infatti, non presenta alcuna forma di indebitamento. Il dato, unito alle alte percentuali di autofinanziamento, confermano, se mai ce ne fosse bisogno, lo stretto legame che intercorre tra l’artigiano e la sua attività. Estremizzando il concetto: il credito è uno strumento e mai un fine. Quando è necessario ricorrere a un supporto esterno, l’area Credito e Incentivi di Confartigianato fornisce alcune indicazioni per poterlo fare nelle migliori condizioni. L’imprenditore artigiano può dialogare alla pari con i grandi gruppi bancari per ottenere un credito di qualità, solo se lo fa come “cliente collettivo”. In sostanza, nella logica della globalizzazione che ormai guida i mercati, l’artigiano ha la possibilità, attraverso lo strumento dei Confidi, di far valere nella trattativa un peso che diversamente non avrebbe. Basti pensare che attualmente i Confidi di origine artigiana hanno in essere garanzie bancarie per oltre 8.500 milioni di euro a livello nazionale. Da anni il comparto dell’artigianato è il primo in assoluto sia in termini numerici, sia per volume delle garanzie prestate, rispetto ai Confidi degli altri settori economici: Industria, Commercio, Agricoltura. Una seconda strada passa sempre attraverso Confartigianato. In questo caso sono le associazioni provinciali della Confederazione ad aiutare l’imprenditore attraverso specifiche convenzioni, a “misura d’impresa”, stipulate con istituti o gruppi bancari.</p>
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		<title>Banche e artigiani: un buon rapporto se mediato da Confidi - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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