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	<title>Comunicazione unica, parte la fase sperimentale - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Comunicazione unica, parte la fase sperimentale - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7260 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-lavoro-e-previdenza tag-burocrazia tag-camere tag-commercio tag-comunicazione tag-confartigianato tag-imprese tag-unica" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7260 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-lavoro-e-previdenza tag-burocrazia tag-camere tag-commercio tag-comunicazione tag-confartigianato tag-imprese tag-unica" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Comunicazione unica, parte la fase sperimentale - Confartigianato Imprese </title>
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