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	<title>Comunicazione unica, parte la fase sperimentale - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Comunicazione unica, parte la fase sperimentale - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026 &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</h1>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/comunicazione-unica-parte-la-fase-sperimentale/">Comunicazione unica, parte la fase sperimentale</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Il 19 febbraio 2008 è partita la fase sperimentale della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa. Introdotta dalla legge 40/2007 firmata dal Ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, la procedura per la Comunicazione unica vivrà una prima fase transitoria di sei mesi in alcune città italiane, per poi marciare a regime dal 20 agosto 2008 su tutto il territorio nazionale. Una vera e propria rivoluzione burocratica, una semplificazione che permetterà di avviare una nuova impresa riunendo in un’unica comunicazione, per giunta telematica, tutti gli adempimenti necessari. Gli imprenditori italiani, paese classificato al 65° posto di una recente classifica mondiale per la snellezza dell’apparato burocratico, non dovranno più cimentarsi nella classica corsa a tappe tra sportelli pubblici e documenti vari, ma soltanto, per dirla in termini ciclistici, in un’unica tappa di velocità. Fino all’entrata in vigore della Comunicazione unica, chi voleva avviare un’impresa doveva affrontare un lungo, quanto dispendioso, percorso ad ostacoli. Prima tappa all’Agenzia delle Entrate per ottenere la partita Iva ed il codice fiscale, necessari per passare agli obblighi previdenziali ed assistenziali dell’Inps e dell’Inail. L’ultimo ostacolo era poi rappresentato dalla definitiva registrazione dell’impresa all’Albo della Camera di Commercio locale. Dal 19 febbraio, invece, saranno gli imprenditori di Venezia, Padova, Milano, Torino, Ravenna, Prato, Pescara, Napoli, Cagliari e Taranto a sperimentare per primi la novità della Comunicazione unica.. Essa, secondo le intenzioni del Ministero, “vale quale assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto, sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali, nonché per l’ottenimento del codice fiscale e della partita IVA”. Tutto in un unico invio, dunque. Questa rivoluzione, però, seppur innovativa e conveniente in termini di tempo e denaro spesi dalle imprese, mostra dei punti scuri ancora da chiarire. A cominciare dai problemi di natura tecnica, con la fase sperimentale estesa soltanto ai Registri di alcune Camere di Commercio e soltanto per quanto riguarda l’inizio attività. In più, attualmente, soltanto le Camere di Commercio e l’Agenzia delle Entrate sono completamente operative, mentre l’Inail e l’Inps devono ancora perfezionare alcuni aspetti, soprattutto informatici. Soprattutto, però, la Comunicazione unica presenta problemi di natura giuridica, perché allo stato attuale le imprese artigiane sono state escluse dalla possibilità di avvalersi della semplificazione. Questo nonostante l’azione di rappresentanza svolta da Confartigianato durante l’iter legislativo della legge 40/2007. La Confederazione ha proposto emendamenti e ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico e del Governo, arrivando anche alla Conferenza delle Regioni. Ma le soluzioni e gli emendamenti proposte da Confartigianato sono stati congelati con la caduta del Governo e la conseguente stasi legislativa. Si dovrà aspettare l’avvio dei lavori della prossima legislatura per vedere realizzate le proposte Confederali. Nel frattempo, lo scorso 6 febbraio, Confartigianato ha organizzato una giornata di approfondimento dedicata alle Associazioni del Sistema Confederale con i tecnici di Infocamere, i responsabili delle strutture informatiche delle Camere di Commercio, per un confronto sulla nuova procedura unica, individuando la reale convenienza per le imprese artigiane, non soltanto in termini economici. Intanto, la Comunicazione unica vivrà la fase sperimentale del progetto, dove verranno testati i limiti e i reali vantaggi che la semplificazione burocratica porterà a chi fa impresa in Italia.</p>
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