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	<title>In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/in-edilizia-piu-soldi-dallirpef-che-dallires/">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6774 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-edilizia" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
</div>
</div>
<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<item>
		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Artel]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133351</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/in-edilizia-piu-soldi-dallirpef-che-dallires/">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/in-edilizia-piu-soldi-dallirpef-che-dallires/">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<item>
		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133243</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/in-edilizia-piu-soldi-dallirpef-che-dallires/">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/in-edilizia-piu-soldi-dallirpef-che-dallires/">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/in-edilizia-piu-soldi-dallirpef-che-dallires/">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/in-edilizia-piu-soldi-dallirpef-che-dallires/">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/in-edilizia-piu-soldi-dallirpef-che-dallires/">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/in-edilizia-piu-soldi-dallirpef-che-dallires/">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<item>
		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/in-edilizia-piu-soldi-dallirpef-che-dallires/">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/02/in-edilizia-piu-soldi-dallirpef-che-dallires/">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires</h1>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2008</span></div>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133073</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
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<p>Nel comparto delle costruzioni le società di capitale rappresentano un cattivo affare per l’erario, a differenza delle ditte individuali e delle società di persone, vere e proprie galline dalle uova d’oro in termini di gettito fiscale. Il dato emerge dalle prime anticipazioni del Rapporto Anaepa-Confartigianato sul comparto dell’edilizia, intitolato “Costruttori di crescita”, in cui, tra l’altro si affronta il tema della fiscalità che grava sulle imprese del settore. I dati sono i più recenti disponibili e fanno riferimento al 2005. Per rendere evidente quanto i “piccoli” costruttori contribuiscono alla formazione del gettito fiscale complessivo del comparto, lo studio mette in relazione l’Irpef delle ditte individuali e delle società di persone soggette agli studi di settore TG50U (Intonacatura, rivestimento tinteggiatura ed altri lavori edili), TG75U (Installazione di impianti elettrici e di impianti idraulico-sanitari) e TG69U (Costruzioni), con l’Ires delle società di capitali dello stesso segmento di attività. Il risultato conferma la premessa: ditte individuali e società di persone fruttano all’erario la bellezza di 2.101 Mln di euro in imposte dirette, ben più delle società di capitali che versano nelle casse dello Stato appena 1.853 Mln di euro di IRES. Un effetto difficile da spiegare dal punto di vista contabile: l’Irpef dei “piccoli” supera del 13,4% l’Ires dei “grandi”, anche se il fatturato di questi ultimi è superiore del 34%. La redditività “fiscale” sulle vendite (ROS, Return On Sales) si comporta di conseguenza: le ditte individuali sfiorano il 10% (9,5), il doppio del magro 4,2% delle società di capitale. A questo punto lo studio entra nel terreno della provocazione e immagina di applicare alle società di capitale lo stesso ROS delle ditte individuali. Con questo risultato: maggiori imponibili IRES per 7.180 Mln di euro e maggiori imposte (IRES con aliquota del 33%) pari a 2.369 Mln di euro. In sostanza si raddoppierebbe il gettito che proviene dalle società di capitali che operano nelle costruzioni. Il dossier analizza anche i livelli di congruità definiti dagli studi di settore sopra citati. Anche qui le sorprese non mancano anche se il risultato a questo punto è scontato: i “piccoli” sono più congrui dei “grandi”, il 45,5% risulta, infatti, non congrua e/o non normale, contro il 52,7% delle società di capitale. Una particolare attenzione viene posta sui redditi medi registrati da società non congrue: a fronte di 31.901 società di persone che hanno dichiarato un reddito di 24.300 euro e sono risultate non congrue, 37.696 società di capitale sono risultate anche loro non congrue, ma sulla base di numeri ben differenti. Hanno denunciato, infatti, un reddito medio di 6.400 euro, pur in presenza di fatturati più che doppi. A questo proposito lo studio presenta un “caso nel caso”, che da spessore all’idea che la redditività delle società di capitale in edilizia – anche se non congrue – sia davvero troppo bassa, soprattutto in riferimento a quanto dichiarato dalle società di persone nella medesima condizione di non congruità. Il caso è da manuale: una società di persone non congrua dichiara un fatturato di 291.300 euro e un reddito di 18.600 euro, mentre una società di capitale, pur denunciando un fatturato di 479.200 euro, dichiara un reddito di soli 3.500 euro.</p>
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		<title>In edilizia più soldi dall’Irpef che dall’Ires - Confartigianato Imprese </title>
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