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	<title>La “bufala” della diossina nella mozzarella campana - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>La “bufala” della diossina nella mozzarella campana - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Assemblea 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Ottobre 2026·EVENTI Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6788 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie tag-bellopede tag-bufala tag-de-castro tag-diossina tag-mozzarella" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6788 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie tag-bellopede tag-bufala tag-de-castro tag-diossina tag-mozzarella" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
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<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>Il 24 ottobre Linea Verde Start ad Ancona con i valori artigiani che costruiscono il futuro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 21 Ottobre 2026·MEDIA Il 24 ottobre Linea Verde Start ad Ancona con i valori artigiani che costruiscono il futuro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia Oggi [&#8230;]</p>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<item>
		<title>Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/innovazione-in-crescita-soprattutto-nelle-piccole-imprese-il-report-dellistat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Ottobre 2026·INNOVAZIONE Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat Secondo l’Istat, nel recente report “L’innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6788 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie tag-bellopede tag-bufala tag-de-castro tag-diossina tag-mozzarella" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
</div>
</div>
<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-giornalista-maria-latella-a-confartigianato-riprendiamoci-lorgoglio-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[maria latella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Ottobre 2026·EVENTI La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy» Valorizzare il saper fare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6788 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie tag-bellopede tag-bufala tag-de-castro tag-diossina tag-mozzarella" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-milano-scuola-e-impresa-affollano-il-teatro-strehler-per-seize-the-change-futuri-sostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<item>
		<title>Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the Change’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/green-skill-introvabili-16-milioni-di-lavoratori-il-report-di-confartigianato-allevento-seize-the-change/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[SETTIMANA ENERGIA E SOSTENIBILITA' 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the [&#8230;]</p>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-open-jam-i-giovani-imprenditori-confartigianato-raccontano-agli-studenti-il-valore-del-fare-impresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[open jam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-meta-2026-persiste-il-calo-36-dei-prestiti-alle-piccole-imprese-le-tendenze-per-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studii 8 Ottobre 2026·CREDITO A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre più qualificata</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-campagna-fiscale-2026-del-caaf-confartigianato-si-chiude-con-numeri-in-aumento-e-unassistenza-sempre-piu-qualificata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[caaf]]></category>
		<category><![CDATA[campagna fiscale 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Ottobre 2026·CAAF La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6788 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie tag-bellopede tag-bufala tag-de-castro tag-diossina tag-mozzarella" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
</div>
</div>
<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo piano da 20 miliardi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/con-intesa-sanpaolo-un-patto-per-la-crescita-delle-piccole-imprese-e-dei-territori-nuovo-piano-da-20-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anna roscio]]></category>
		<category><![CDATA[carlo messina]]></category>
		<category><![CDATA[INTESA SANPAOLO]]></category>
		<category><![CDATA[stefano barrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Ottobre 2026·CREDITO Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6788 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie tag-bellopede tag-bufala tag-de-castro tag-diossina tag-mozzarella" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/export-delle-mpi-confartigianato-creare-le-condizioni-per-competere-sui-mercati-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 12:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[maeci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Ottobre 2026·MERCATI ESTERI Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali” “Le micro e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>Tra Ministero dell&#8217;Istruzione e Confartigianato alleanza scuola-impresa per costruire il futuro dei giovani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/tra-ministero-dellistruzione-e-confartigianato-alleanza-scuola-impresa-per-costruire-il-futuro-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 16:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Valditara]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Porta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 6 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI Tra Ministero dell&#8217;Istruzione e Confartigianato alleanza scuola-impresa per costruire il futuro dei giovani Meno giovani, [&#8230;]</p>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto al top dell’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026: le opportunità per i giovani tra impresa e lavoro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/lombardia-emilia-romagna-e-veneto-al-top-dellindice-confartigianato-youth-friendly-2026-le-opportunita-per-i-giovani-tra-impresa-e-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 11:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto al top dell’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026: le opportunità per i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6788 post type-post status-publish format-standard hentry category-alimentazione category-categorie tag-bellopede tag-bufala tag-de-castro tag-diossina tag-mozzarella" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Alimentazione</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-viceministro-leo-a-confartigianato-dalla-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato-benefici-per-crescita-e-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/03/la-bufala-della-diossina-nella-mozzarella-campana/">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">27 Marzo 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “bufala” della diossina nella mozzarella campana</h1>
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<p>“L’emergenza rifiuti in Campania rischia di provocare ingenti danni anche agli artigiani e alle piccole imprese, in particolare a quelle che operano nel settore alimentare”. Lo scorso gennaio, con queste parole, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini consigliava una buona dose di attenzione alle forze politiche. Un’attenzione diventata premonizione e che, appena due mesi dopo, ha mostrato la propria verità. Vendite a picco e panico tra i consumatori di uno dei migliori prodotti della cucina tipica italiana, la mozzarella di bufala campana certificata dal marchio comunitario DOP. Sono bastati il blocco alla frontiera sudcoreana e la cautela manifestata dal governo giapponese per innescare la bomba, i controlli nei caseifici campani per farla esplodere. Ma la presunta contaminazione da diossina della mozzarella campana sembra essere, sia concesso il gioco di parole, una vera e propria bufala. Con il rischio, serio, di far rivivere una storia già vissuta l’anno scorso con l’allarme aviaria. Il primo a denunciarlo è il Ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, per il quale non ci sono dubbi: “Non esiste un caso diossina in Italia. Questo allarmismo mediatico rischia di fare il paio con il problema dell’influenza aviaria che lo scorso anno causò il crollo dei consumi di carne. C’è incattivimento &#8211; ha aggiunto De Castro &#8211; con la regione Campania”. D’altronde, l’emergenza non sembra reggersi su basi fondate. La mozzarella bloccata in Corea del Sud, infatti, non sembra essere italiana ma soltanto una delle tante brutte copie dei prodotti alimentari italiani. Dal Ministero per le Politiche agricole, invece, confermano che “il governo giapponese ha soltanto inviato alle autorità italiane un elenco delle proprie aziende fornitrici con l’intento di sapere se tra quelle ci fossero aziende risultate positive ai controlli”. Controlli, appunto, il terzo elemento che ha scatenato il gran fracasso degli ultimi giorni. A parlare è ancora il ministro De Castro: “Gli allevamenti sui quali sono in corso accertamenti sono 83 su 1.900”, una percentuale tanto bassa da poter accendere appena un minimo campanello d’allarme e non “la montatura di una campagna tanto negativa”, come la definisce De Castro. Il Ministro ha poi concluso sottolineando come “un tema così delicato richieda la massima chiarezza e la più assoluta correttezza, per non penalizzare l’intero comparto e tutti gli imprenditori onesti, la stragrande maggioranza, che tutti i giorni lavorano per un prodotto che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro agroalimentare di qualità”. Allarmismo infondato, dunque, ma crisi vera. Per evitarla non sono bastati gli avvertimenti di Confartigianato e le smentite del Ministero alle tante indiscrezioni giunte dalle frontiere asiatiche e dai caseifici campani. Nel frattempo, il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana ha denunciato un già vistoso calo delle esportazioni all’estero e delle vendite in Italia, mentre il Presidente dei caseari di Confartigianato, Salvatore Bellopede, denuncia la necessità di “un intervento urgente delle istituzioni pubbliche, a livello locale e nazionale, per sostenere un settore che impiega 20mila addetti e che vanta un giro d’affari di 300 milioni di euro. Non è giusto che a pagare per le responsabilità politiche dell’emergenza rifiuti campana sia un intero comparto produttivo, costituito da piccole imprese che hanno fatto la scelta della qualità per un prodotto riconosciuto a marchio comunitario DOP e che, quindi, deve rispondere a stringenti norme contenute nei disciplinari di produzione. Il sequestro probatorio di prodotto lattiero caseario che rappresenta meno del 10% della produzione totale di mozzarella DOP nel 2007 &#8211; continua &#8211; dimostra l’efficacia dei sistemi di controllo che garantiscono la sicurezza di un prodotto apprezzato in tutto il mondo”. Per cancellare le paure generate nell’opinione pubblica e nei consumatori, bisognerebbe dar vita ad una serie di interventi immediati, efficaci e concreti. Per Bellopede “occorre avviare una campagna di controllo a monte della filiera produttiva, con campionamenti di latte presso gli allevamenti; definire le zone di produzione lattiera realmente a rischio, individuare e bloccare le partite di prodotto sospette, accertare le specifiche responsabilità individuali. Contemporaneamente occorre rilanciare con programmi promozionali l’immagine della mozzarella di bufala le cui innegabili caratteristiche organolettiche la contraddistinguono nel panorama dei prodotti tipici e tradizionali”.</p>
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		<title>La “bufala” della diossina nella mozzarella campana - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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