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	<title>Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6815 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
</div>
</div>
<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6815 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
</div>
</div>
<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6815 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
</div>
</div>
<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
</div>
</div>
<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6815 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
</div>
</div>
<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 16 Jun 2008 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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