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	<title>Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
</div>
</div>
<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
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		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6815 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
</div>
</div>
<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132494</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6815 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
</div>
</div>
<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6815 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-logistica-e-mobilita category-trasporti" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
</div>
</div>
<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Giugno 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</h1>
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<p>Tempi stretti per il Governo per varare il pacchetto di misure richiesto dalle Associazioni dell’autotrasporto per affrontare la difficile crisi che sta coinvolgendo il settore. “La più grave degli ultimi 20 anni “, sottolinea il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca. Scadono il 30 giugno i termini per la chiusura della vertenza. Oltre quella data il fermo dei mezzi, annunciato ai primi del mese, sarà inevitabile. Ma i giorni a disposizione del Governo per scongiurare il fermo potrebbero essere ancora meno: le Associazioni di categoria, infatti, attendono risultati concreti entro il 24 giugno. Intanto il sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino ha annunciato che il tavolo tra Governo e autotrasporto si farà, e anche a breve. Forse in settimana. Giachino ha precisato che il “tavolo deve essere il luogo per affrontare i problemi che in questi anni sono rimasti irrisolti”. “Il paese – ha dichiarato il sottosegretario –non può permettersi un altro blocco dei Tir”. La complessa partita da giorni si è spostata anche sul tavolo dell’Unione Europea. I problemi denunciati dagli autotrasportatori italiani, sono comuni, infatti, a quelli dei colleghi di più nazioni. Una prova evidente è rappresentata dalle agitazioni che nelle ultime settimane hanno fatto procedere a singhiozzo l’autotrasporto pesante di Francia, Belgio e Gran Bretagna, e che hanno fatto dire al ministro sloveno e Presidente di turno della Ue Radovan Zerjav che al problema “dovrà essere trovata una soluzione”. Una volta per tutte, auspicano gli autotrasportatori. Anche il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli è convinto che la soluzione al problema del comparto passi attraverso Bruxelles. Soprattutto per quanto riguarda il caro-gasolio per il quale “bisogna individuare una soluzione condivisa da tutti i Paesi Ue, per permettere agli autotrasportatori di continuare a lavorare”. Della necessità di un intervento forte nella questione da parte dell’Unione Europea è convinto anche il Commissario europeo ai trasporti Antonio Tajani, investito del problema da Matteoli. Quest’ultimo ha tenuto comunque a sottolineare che l’allargamento della vicenda alla Ue non toglie che “l’Italia farà la sua parte”. Intanto il 13 giugno il Presidente di Confartigianato Trasporti Francesco del Boca è stato eletto per acclamazione Presidente di UETR, l’Unione europea degli autotrasportatori di merci che riunisce otto federazioni nazionali delle imprese dell’autotrasporto di Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Slovenia e Ungheria e che ha per obiettivo la rappresentanza, difesa e promozione degli interessi dei trasportatori a livello comunitario. Il primo atto di Del Boca è stato quello di predisporre una proposta di interventi per affrontare i problemi congiunturali e strutturali condivisi “in tutta la loro gravità e urgenza dalle imprese di autotrasporto di tutti i paesi europei”. Le proposte si sono condensate in un documento che sarà consegnato il 19 giugno alla presidenza dell’Unione Europea. “Le richieste che avanziamo alla Ue –spiega Del Boca &#8211; sono simili a quelle che abbiamo già sottoposto il 10 giugno al Ministro Matteoli. Sul tavolo non c’è solo la questione del caro-gasolio. Abbiamo chiesto la predisposizione di misure antidumping per bloccare il fenomeno della concorrenza sleale; l’istituzione di un Osservatorio sui costi che, prendendo in esame diversi parametri, indichi all’autotrasportatore il costo minimo a chilometro al di sotto del quale va in perdita. Legato a questo, abbiamo sollecitato un meccanismo che permetta l’adeguamento automatico della tariffa agganciandola al costo del carburante. Un’altra misura mira a far scendere a 30 giorni il termine di pagamento delle fatture, che oggi è intorno a 90/180 giorni. Poi la questione dei controlli. Chiediamo una politica dei controlli seria ed efficace, non come quella che si ostinano a fare in Italia sulla lampadina bruciata o sul battistrada con qualche millimetro in meno. Chiediamo un controllo sulla legalità. In Italia circolano migliaia di veicoli stranieri che fanno dei trasporti all’interno del nostro territorio, pur non avendone alcuna autorizzazione”. In sostanza abusivi. “Sì, abusivi. Sarebbe facile spezzare questa catena che sottrae agli autotrasportatori una cospicua quota di mercato. Sono sufficienti controlli seri. Basta verificare le bolle”. Tutte le misure elencate da Del Boca, presentate a livello nazionale a Matteoli e da questi rilanciate alla Commissione europea trasporti guidata da Tajani, facevano già parte del pacchetto di proposte concordate con il precedente Governo lo scorso dicembre. “Sì. Le misure sono quelle. Poi non se ne è fatto più niente. Capisco, hanno avuto i loro problemi. Ma adesso i problemi sono tutti nostri. La situazione non è più quella dello scorso dicembre. Da dicembre a oggi il gasolio è aumentato del 35%. Allora c’erano ancora i margini per trovare una soluzione, anche se minimi. Ora tali margini non ci sono più. La situazione è tragica, ci sono ormai i primi blocchi spontanei. Le bisarche si sono già fermate, lo stesso i porta container a la Spezia. Bisogna fare presto”. Fare presto, sì, ma le misure richieste, almeno quelle avanzate al Governo Italiano potrebbero infrangersi sul doppio scoglio rappresentato dai costi e dai tempi ormai stretti. “La questione potrebbe essere risolta velocemente e senza maggiori costi per lo Stato”. Come? “Mettendoli a carico dei committenti – spiega Del Boca -. In effetti questo è il problema. Tolte le misure che abbiamo chiesto al Governo per ripianare i maggiori costi che negli ultimi sei mesi abbiamo dovuto sopportare per le fluttuazioni del greggio, abbiano chiesto, per il futuro, di poter trasferire gli eventuali aumenti del gasolio direttamente sulle tariffe, con una sorta di automatismo, vigilato da un Osservatorio che ne stabilisca di mese in mese l’entità. Una clausola che andrebbe a pesare sui committenti. Quelli grandi, penso ai complessi industriali, ad esempio, non sono chiaramente d’accordo a pagare di più. Guardano ai loro interessi, che sono poi quelli di tenere i nostri prezzi al minimo. In sostanza preferiscono che sia lo Stato a ripianare i conti. Una strada che non intendiamo perseguire. E’ una vecchia trappola. Così siamo sempre costretti a chiedere, mentre noi chiediamo adeguamenti automatici”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/06/autotrasporto-approdano-alla-ue-le-trattative-per-scongiurare-il-fermo/">Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Autotrasporto: approdano alla Ue le trattative per scongiurare il fermo - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 16 Jun 2008 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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