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	<title>Un credito nuovo per le MPI - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Un credito nuovo per le MPI - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/un-credito-nuovo-per-le-mpi/">Un credito nuovo per le MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Un credito nuovo per le MPI</h1>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/un-credito-nuovo-per-le-mpi/">Un credito nuovo per le MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/un-credito-nuovo-per-le-mpi/">Un credito nuovo per le MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/internazionalizzazione-decisiva-per-le-piccole-imprese-servono-strumenti-piu-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/un-credito-nuovo-per-le-mpi/">Un credito nuovo per le MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7411 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Un credito nuovo per le MPI</h1>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Un credito nuovo per le MPI</h1>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/un-credito-nuovo-per-le-mpi/">Un credito nuovo per le MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/un-credito-nuovo-per-le-mpi/">Un credito nuovo per le MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/un-credito-nuovo-per-le-mpi/">Un credito nuovo per le MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7411 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Un credito nuovo per le MPI</h1>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Un credito nuovo per le MPI</h1>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/un-credito-nuovo-per-le-mpi/">Un credito nuovo per le MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/un-credito-nuovo-per-le-mpi/">Un credito nuovo per le MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/un-credito-nuovo-per-le-mpi/">Un credito nuovo per le MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Un credito nuovo per le MPI</h1>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/07/un-credito-nuovo-per-le-mpi/">Un credito nuovo per le MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Luglio 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Un credito nuovo per le MPI</h1>
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<p>Banca e impresa. Un rapporto tutto da rivedere. O almeno da rileggere alla luce degli scossoni profondi che, negli ultimi anni e mesi, hanno mutato radicalmente gli scenari tradizionali di riferimento. Basilea 2, i processi di aggregazione del sistema bancario, la crisi internazionale dei mutui “sub prime”, tutti fenomeni di vasta portata che mal si conciliano con le forme di finanziamento a forte base “relazionale” che hanno caratterizzato il rapporto banca-impresa dal dopoguerra ad oggi. In questo panorama, Associazioni e Confidi &#8211; in sostanza il sistema di relazioni territoriali di Confartigianato &#8211; possono giocare un ruolo di grande importanza per ristabilire il dialogo tra due interlocutori che fanno sempre più fatica a capirsi. Ma gli interventi più forti, quelli chiave, per interrompere un cortocircuito pericoloso per l’economia del Paese, sono attesi dalla politica e dalle Istituzioni. Che hanno tutti gli strumenti per agire. La definizione di una nuova politica del credito, orientata soprattutto a favorire l’accesso allo stesso da parte delle micro e piccole imprese, attraverso una normativa appropriata e interventi mirati, è stata l’oggetto di una riunione promossa dalla Confederazione, rivolta ai responsabili del settore “Credito e Incentivi” del Sistema Confartigianato, che si è tenuta a Roma a fine giugno. Ad aprire i lavori, il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli, il quale ha confermato che i Confidi, che stanno vivendo una fase di profonda ristrutturazione, “rappresentano l’anello essenziale nel rapporto banca-impresa”. Uno strumento importante, soprattutto in un sistema produttivo, come quello italiano, caratterizzato dall’elevato numero di piccole e piccolissime imprese. Proprio quelle che hanno maggiore difficoltà ad accedere ad un credito di qualità. “Fare politica del credito per il sistema economico in Italia, significa avere a che fare soprattutto con il mondo delle micro, piccole e medie imprese”, sintetizza Luciano Consolati, Responsabile del settore Credito Confederale. Completare i processi di liberalizzazione dei servizi e dei prodotti bancari, verificando che i vantaggi della concorrenza siano reali ed estesi a tutte le categorie, è una delle prime misure che Confartigianato sollecita per riequilibrare il rapporto banca-impresa. Ma la nuova politica bancaria non può prescindere dalle criticità, dai punti di debolezza, propri delle PMI, che rendono difficile il rapporto tra queste e gli istituti di credito. E’ il caso della sottocapitalizzazione comune a un grande numero di imprese, che, secondo la Confederazione, potrebbe essere risolto “mediante l’ingresso nel capitale di investitori istituzionali, soci finanziatori “pazienti”, il cui unico obiettivo è quello di rivendere la partecipazione, molto spesso agli imprenditori, guadagnano sulla plusvalenza”. Il riferimento è a “fondi chiusi, società finanziarie di partecipazione, merchant bank, finanziarie regionali e società pubbliche per la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali”. Altrettanto importante la diversificazione delle fonti di finanziamento, da realizzarsi “mediante l’emissione diretta o indiretta di obbligazioni e il ricorso a forme miste di finanziamento”. “Bond di territorio e strumenti finanziari partecipativi”, sono indicati come “strumenti efficaci” per raggiungere lo scopo. Nella diversificazione delle fonti, un discorso a parte lo meritano i finanziamenti agevolati, un’importante alternativa alle fonti di finanziamento tradizionali. Ma ancora troppo poco utilizzata, a causa della grande difficoltà di interpretazione dei bandi e del costo eccessivo degli adempimenti formali. L’aiuto alle imprese, qui, potrebbe venire soprattutto dalle Associazioni, che potrebbero “svolgere la funzione di selezione delle opportunità più interessanti e fornire adeguata assistenza nella redazione dei formulari e nella fase istruttoria”. E poi i rapporti tra banche e micro e piccole imprese. Che potrebbero essere mediati dal mondo della rappresentanza. In particolare, la richiesta al sistema creditizio è quella di comprendere meglio le peculiarità organizzative e relazionali delle MPI, affiancando ai loro sistemi di rating altri di espressione associativa: rating di rete, rating di distretto, rating associativi. In sostanza, strumenti più idonei per cogliere il patrimonio ‘soft’ delle MPI, “dandogli valore economicamente riconoscibile”. Anche le Regioni devono contribuire all’accesso al credito delle micro e piccole imprese. Un obiettivo che, secondo Confartigianato, può essere raggiunto “attraverso un vero federalismo fiscale, o incrementando la dotazione del fondo unico per le attività produttive, trasferito alle regioni”. A livello centrale, poi risulta necessario “accelerare il decollo dei Fondi del Ministero dello sviluppo economico per la competitività e finanza d’impresa, con particolare riguardo ad un reale coinvolgimento dell’artigianato e delle piccole imprese”.</p>
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		<title>Un credito nuovo per le MPI - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Thu, 17 Jul 2008 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
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