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	<title>Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese Immagine creata con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7486 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-confartigianato tag-federalismo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7486 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-confartigianato tag-federalismo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7486 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-confartigianato tag-federalismo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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</div>
<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7486 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-confartigianato tag-federalismo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7486 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-confartigianato tag-federalismo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7486 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-confartigianato tag-federalismo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
</div>
</div>
<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/11/federalismo-confartigianato-a-confronto-con-la-commissione-parlamentare/">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7486 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco tag-confartigianato tag-federalismo" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Novembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare</h1>
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<p>Dopo i numerosi incontri parlamentari sulla crisi economica, il 6 novembre Confartigianato è stata chiamata ad esprimere il proprio giudizio sulla riforma federalista, il cui disegno di legge è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 3 ottobre scorso. Nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare per le Questioni regionali, il Segretario generale di Confartigianato Imprese, Cesare Fumagalli, ha confermato le impressioni espresse durante la “Summer school” settembrina di Confartigianato ed emerse da un sondaggio che la stessa Confartigianato aveva commissionato per verificare le aspettative che gli artigiani italiani ripongono sul federalismo. “La riforma federalista è una grande occasione per interrompere la spirale perversa del “tassa e spendi”, che all’aumento di spesa pubblica fa corrispondere l’innalzamento della pressione fiscale o l’introduzione di nuove tasse. Per le imprese italiane &#8211; ha aggiunto &#8211; il federalismo fiscale deve essere sinonimo di responsabilità delle amministrazioni pubbliche, migliori servizi, riduzione degli sprechi, eliminazione delle sovrapposizioni tra livelli di governo e dell’oppressione burocratica”. Le piccole imprese italiane sperano che l’attuazione della riforma federalista, in primo luogo fiscale, cancelli molte delle voci di spesa che oggi appesantiscono i bilanci aziendali e i numerosi e ridondanti adempimenti burocratici, frutto della moltiplicazione delle responsabilità degli enti locali. Sotto accusa la pubblica amministrazione che, spesso, genera sprechi ed una gestione inefficiente degli introiti fiscali. Soprattutto in questo ambito dovrà intervenire la riforma. “Il federalismo fiscale &#8211; ha aggiunto Fumagalli &#8211; dovrà introdurre elementi di razionalizzazione negli interventi pubblici e di qualificazione della spesa. I recuperi di efficienza della pubblica amministrazione, ed i conseguenti risparmi, dovranno essere, prioritariamente, destinati a ridurre la pressione fiscale che grava su imprese e famiglie”. I principali avversari della riforma federalista hanno spesso denunciato che l’attuazione del federalismo fiscale in Italia potrebbe allontanare il Sud dal resto del Paese. Secondo una recente indagine condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, il PIL pro-capite regionale della Valle d’Aosta, prima regione in questa speciale classifica, nel 2006 si è attestato su una cifra pari al doppio rispetto al PIL pro-capite della Calabria, ultima regione italiana. Gli ultimi otto posti della classifica, secondo i dati Istat, sono occupati proprio dalle otto regioni meridionali. Il pericolo di spezzare in due il Paese potrà essere scongiurato se, come ha sottolineato Cesare Fumagalli, “la costruzione del federalismo fiscale sarà accompagnata da forti elementi di solidarietà che permettano al Mezzogiorno, in un congruo lasso di tempo, di colmare le differenze con il resto del Paese. Per permettere lo sviluppo dei territori che presentano un grado di competitività nettamente inferiore rispetto al sistema Paese, vanno ricercate, in conformità alla legislazione comunitaria, tutte le possibili forme di fiscalità di sviluppo”. La riforma federalista, dunque, potrebbe essere la soluzione ad una gestione inefficiente della spesa pubblica e all’eccessiva tassazione che ne consegue. Infatti, secondo il sondaggio commissionato da Confartigianato, 9 imprenditori associati su 10 ritengono che i servizi erogati dallo Stato non siano allineati con l’ingente prelievo fiscale. Un giudizio positivo, dunque, quello espresso da Confartigianato sul progetto di riforma federalista. L’impianto normativo, però, necessita di alcune correzioni fondamentali per migliorare davvero la vita delle piccole imprese e delle famiglie italiane. “Confartigianato &#8211; ha concluso Fumagalli &#8211; condivide la scelta di garantire l’integrale copertura dei costi relativi ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, come la sanità, l’assistenza e l’istruzione, sostituendo, però, nella quantificazione delle risorse il criterio della spesa storica con quello del costo standard. Solo così si eviterà di continuare a finanziare le inefficienze e gli sprechi”.</p>
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		<title>Federalismo, Confartigianato a confronto con la Commissione parlamentare - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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