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	<title>Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente. Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%  - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente. Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%  - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/automotive-e-meccanica-luci-e-ombre-di-una-ripresa-ancora-fragile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/internazionalizzazione-decisiva-per-le-piccole-imprese-servono-strumenti-piu-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132095</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
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<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132045</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/forum-sulla-sostenibilita-il-report-con-le-evidenze-su-territori-persone-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132006</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131987</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
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</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131875</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131676</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131851</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
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</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131811</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131789</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131774</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
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<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
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		<item>
		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
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<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131753</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131748</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente. Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%  - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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