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	<title>Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente. Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%  - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente. Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%  - Confartigianato Imprese</title>
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	<item>
		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/mancano-316mila-tecnici-in-ia-il-51-del-totale-richiesto-dalle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132573</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132546</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
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<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132454</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132439</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
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<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132372</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
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<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132266</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2008/12/il-bonus-energia-fa-bene-alleconomia-alloccupazione-allambiente-confartigianato-10-buone-ragioni-per-ripristinare-lincentivazione-del-55/">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26304 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Dicembre 2008</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente.  Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%</h1>
</div>
</div>
<p>Più imprese ed occupati, più risparmio energetico. Meno abusivismo e meno inquinamento. Sono questi, in sintesi, alcuni effetti prodotti dagli incentivi fiscali per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio. II Presidente di Confartigianato <span id="more-26304"></span>Giorgio Guerrini ritiene vi siano 10 ottime ragioni per ripristinare la norma che prevede agevolazioni del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. “Si tratta – sottolinea Guerrini – di uno dei pochi provvedimenti a carattere strutturale che vanno mantenuti soprattutto in questa fase di crisi”.<br />
1. IN 2 ANNI, 240.000 DOMANDE E  3,4 MILIARDI DI INVESTIMENTI</p>
<p>Gli incentivi hanno generato, in 2 anni, oltre 240.000 domande che hanno prodotto un volume di 3,4 miliardi di investimenti in ristrutturazioni ed isolamento di edifici, in installazione di pannelli solari, di caldaie a condensazione e di impianti a maggiore efficienza.</p>
<p>2.  PIU’ VALORE A UN SETTORE CHIAVE DELL’ECONOMIA CON 610.000 IMPRESE E 2 MILIONI DI ADDETTI</p>
<p>Il settore del &#8216;sistema casa&#8217; coinvolto dalle politiche per l&#8217;efficienza energetica comprende 609.972 imprese, di cui 98,4% con meno di 20 addetti, che occupano 1.963.869 addetti, e che realizzano un valore aggiunto di 66,9 Miliardi di €.</p>
<p>3. UNA SPINTA ALL’OCCUPAZIONE</p>
<p>Nel decennio 1998-2007, in cui era vigente l&#8217;incentivo del 36% per le ristrutturazioni degli immobili, l&#8217;occupazione nel comparto costruzioni (edilizia e installazioni impianti) è cresciuta di 492.000 unità, con un incremento del 29,5%, a fronte di una crescita del 12,9% negli altri settori dell&#8217;economia (agricoltura, manifatturiero e servizi).</p>
<p>4. SENZA BONUS ENERGIA, FORTI RISCHI PER L’OCCUPAZIONE</p>
<p>La mancata conferma dell&#8217;incentivazione del 55% impedirebbe 92.700 interventi di riqualificazione, con il rischio di provocare la perdita del posto di lavoro per 11.067 addetti del comparto.</p>
<p>5. UN SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO</p>
<p>Tra il 1998 e il 2007 sono state effettuate 3.226.307 richieste di agevolazione per le ristrutturazioni in edilizia, L&#8217;utilizzo degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni ha visto nel primo periodo di applicazione 1998-2002 un trend di costante crescita, cui è seguita una flessione nel 2003 recuperata nel 2006. Le ristrutturazioni in edilizia hanno raggiunto le 402.811 unità nel 2007, anno del boom di richieste di agevolazioni dopo 10 anni dall’introduzione.</p>
<p>6. UN’ARMA CONTRO L’ABUSIVISMO</p>
<p>Il meccanismo del contrasto di interessi connesso agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni frena il fenomeno dell’abusivismo nel settore costruzioni dove gli operatori irregolari che fanno concorrenza sleale agli imprenditori sono 283.700.</p>
<p>7.  STRUMENTO CONTRO L’INQUINAMENTO DA CO2</p>
<p>Il 12,2% delle emissioni in atmosfera, pari a 62 milioni di tonnellate di CO2, provengono dal riscaldamento delle abitazioni. Tra il 1995 e il 2005 le emissioni da riscaldamento delle abitazioni sono cresciute del 15,8%, ad un tasso superiore a quello delle emissioni globali, salite dell&#8217;11,7% nello stesso periodo.</p>
<p>8. ANTIDOTO AL CALO DI PRODUZIONE NEI SETTORI DEL SISTEMA CASA</p>
<p>Gli incentivi servono a risollevare le sorti del settore costruzioni dove l&#8217;indice della produzione ha segnato, nel terzo trimestre del 2008, una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2007. Critica la situazione anche nei settori che ricomprendono la filiera interessata dagli incentivi: nei primi 10 mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, la produzione del settore del legno e prodotti in legno è scesa del 9%, quella della lavorazione di piastrelle, mattoni, vetro, ecc. del 6,1%, quella dei prodotti in metallo è scesa del 3,8% e quella della produzione di macchine e apparecchi meccanici segna &#8211; 0,7%.</p>
<p>9. LA STRADA GIUSTA PER RIDURRE IL GAP CON L’UE SU POLITICHE ABITATIVE</p>
<p>Gli incentivi servono a recuperare terreno rispetto all’Europa sul fronte della spesa italiana per le politiche abitative. Gli investimenti delle aziende di servizio pubblico locali nell&#8217;edilizia residenziale pubblica sono crollati tra il 2003 e il 2007 del 21,1%, mentre negli altri settori i servizi pubblici locali hanno accresciuto gli investimenti del 55,5%.</p>
<p>La mancata incentivazione della spesa privata di riqualificazione delle abitazioni si somma alla più bassa spesa pubblica per politiche abitative: nel 2006, l&#8217;Italia ha speso lo 0,7% del PIL contro l&#8217;1,9% della Francia, l&#8217;1,0% del Regno Unito, lo 0,9% della Germania. Il divario tra Italia ed Europa si è progressivamente allargato tra il 1996 e il 2006: in questo periodo la spesa pubblica per abitazioni e assetto del territorio in Italia è scesa di 0,3 punti di PIL, mentre in Europa è salita di 0,1 punti di PIL.</p>
<p>10. SOSTEGNO ALLA DOMANDA INTERNA CONTRO IL CALO DELL’EXPORT</p>
<p>Gli incentivi possono sostenere la domanda interna delle imprese del &#8216;sistema casa&#8217;, un settore che sta ‘soffrendo’ molto anche a seguito dello scoppio delle bolle immobiliari negli USA e in Spagna. Nel periodo gennaio-agosto 2008 l’export italiano di prodotti in legno e di falegnameria  per l&#8217;edilizia, piastrelle e rivestimenti, mattone e tegole, porte e finestre, radiatori e caldaie è crollato del 3,1%, a fronte di una tenuta dell&#8217;export complessivo italiano del 4,6%.<br />
Dati: Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su fonti Istat, Enea, Agenzia delle Entrate, Eurostat, Mef-Confservizi.</p>
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		<title>Il bonus energia ‘fa bene’ all’economia, all’occupazione, all’ambiente. Confartigianato: 10 buone ragioni per ripristinare l’incentivazione del 55%  - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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