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	<title>Giù gli incidenti nelle imprese artigiane - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Giù gli incidenti nelle imprese artigiane - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7527 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<item>
		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7527 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
</div>
</div>
<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7527 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/01/giu-gli-incidenti-nelle-imprese-artigiane/">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Gennaio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Giù gli incidenti nelle imprese artigiane</h1>
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<p>Confermato anche per il 2007 il trend in discesa degli incidenti sul lavoro nell’artigianato: diminuisce il numero degli infortuni &#8211; anche quelli mortali &#8211; e cresce la quota di imprese artigiane senza incidenti. La strada è in testa ai ‘luoghi di lavoro’ più pericolosi. Ma l’autotrasporto non c’entra: sono gli incidenti in itinere (quelli che coinvolgono il lavoratore nel percorso casa-lavoro) a mietere il maggior numero di vittime. E’ la formazione uno degli strumenti più efficaci per evitare le morti bianche, un fronte sul quale Confartigianato è particolarmente attiva. Lo rileva un rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato presentato a Vicenza lo scorso 15 gennaio nel corso del convegno «Per una cultura della sicurezza contro gli infortuni sul lavoro: la situazione dell’artigianato» organizzato dalla Associazione provinciale e dalla Federazione del Veneto. Lo studio, elaborato su dati Inail, ed illustrato dal responsabile dell’Ufficio Studi Enrico Quintavalle, stima nel 4,2% la riduzione degli infortuni avvenuti nell’artigianato nel 2007. Un calo cospicuo soprattutto se paragonato all’analogo dato dell’Industria e Servizi dove gli incidenti sono diminuiti di un più modesto 1,2%. Allargando il confronto anche agli infortuni che hanno avuto come esito la morte del lavoratore, l’artigianato mostra una diminuzione degli incidenti più marcata rispetto agli altri comparti: -16%, contro il -12,2% del totale di Industria e Servizi e il -10,6% delle imprese non artigiane. L’analisi sul lungo periodo conferma che si tratta di una riduzione strutturale e non episodica: tra il 1998 e il 2007 gli infortuni nelle micro e piccole imprese artigiane sono calati del 16,1% (-4,6% Industria e Servizi). Nel confronto con l’Europa, l’Italia non esce sconfitta, anzi. Focalizzando l’attenzione su Spagna, Francia e Germania, il nostro Paese presenta il più basso tasso di infortuni ogni 100.000 occupati, con un valore inferiore del 18,2% alla media europea. Una distanza che si annulla quando ad essere paragonati sono gli incidenti mortali: 2,6 ogni 100.000 occupati contro una media dell’area euro di 2,5. Tra gli elementi che nel corso degli anni hanno contribuito alla costante riduzione del numero degli incidenti, il rapporto di Confartigianato mette al primo posto lo sviluppo della cultura della sicurezza sostenuta e promossa dalle Associazioni territoriali e Enti Bilaterali dell’Artigianato e delle Casse Edili. In particolare, le consulenze sui temi della sicurezza sul lavoro (R.S.P.P., Primo soccorso, prevenzione incendi etc.) sono state richieste in media dal 14% degli imprenditori, mentre i corsi di formazione hanno riguardato circa il 6% degli addetti delle imprese associate. Sale la quota di aziende senza incidenti: nel 2006 il 92,4% delle imprese non ha registrato alcun infortunio. L’impressione è quella di un dato in via di sostanziale consolidamento, un’impressione avvalorata anche dai numeri: tra il 2002 e il 2006 l’aumento del numero di imprese senza incidenti è cresciuta dello 0,5%. Su base annua la performance delle imprese artigiane (93%) è migliore rispetto a quella relativa alle imprese non artigiane (91,9%) Cala del 9,0% l’incidenza degli infortuni tra i lavoratori stranieri che passano da 5.173 a 4.708 ogni 100.000 lavoratori; gli incidenti mortali scendono da 6,7 a 5,8 ogni 100.000 lavoratori. E’ sulla strada che avviene il maggior numero di infortuni. I dati hanno dell’incredibile: 1 infortunio su 10 avviene nel tragitto casa-lavoro, quota che nel caso dei lavoratori dipendenti sale ulteriormente: 1 su 7. Restando sulle strade, nell’autotrasporto artigiano gli incidenti mortali, tra il 2002 e il 2007, sono diminuiti del 45,5%. L’Ufficio Studi di Confartigianato analizza anche il dato degli incidenti in autostrada che hanno coinvolto veicoli pesanti nel primo semestre di un anno, il 2008, considerato dai media l’«annus horribilis» dell’autotrasporto. Bene, nel periodo considerato gli incidenti sono invece calati del 18,3% e del 18,5 quelli mortali.</p>
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		<title>Giù gli incidenti nelle imprese artigiane - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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