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	<title>La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7542 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7542 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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			</item>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7542 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7542 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7542 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Febbraio 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/02/la-bce-taglia-i-tassi-di-interesse-le-banche-italiane-non-la-seguono/">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono</h1>
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<p>Nuovo allarme di Confartigianato sul fronte delle banche: da luglio 2007 la crisi del credito è costata 12,5 miliardi di euro l’anno alle imprese italiane, considerando unicamente i maggiori interessi applicati dagli istituti di credito nazionali rispetto ai tassi di riferimento indicati dalla Bce. Mentre la Banca Centrale Europea ha tagliato a più riprese il costo del denaro per ridare fiducia ai mercati, il sistema creditizio italiano nel suo complesso ha effettuato solo piccoli aggiustamenti. Piccole rimodulazioni dei tassi, nell’ordine dei decimi di punto. Puntuale conferma arriva da un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Banca d’Italia, Bce, Abi e Istat: a luglio 2007, dunque prima dello scoppio della bolla immobiliare statunitense, il tasso BCE era pari al 4,00%, contro il 4,92%, pagato dalle imprese, con una differenza del +0,92%. A dicembre 2008, in piena crisi, la BCE ha abbassato il tasso di riferimento al 2,50%. E le banche italiane? Anche loro hanno deciso che era tempo di intervenire a sostegno del sistema economico. Come? Ovviamente intervenendo sui tassi. Con un taglio che ha fatto scendere il costo del denaro dal 4,92 al 4,74%. In sostanza, nulla di fatto. Il problema dell’eccessivo costo del denaro, e dell’estrema lentezza con cui le banche (soprattutto quelle di dimensioni maggiori) stanno reagendo alla crisi sono solo due delle criticità denunciate dal Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini in una lettera aperta al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ritratto delle banche che emerge dal documento è poco lusinghiero: banche che fanno muro alle piccole imprese (tra novembre 2007 e novembre 2008 lo stock di prestiti alle imprese individuali è diminuito del 2,6%), banche poco coraggiose e soprattutto poco intenzionate a intaccare i propri profitti. Un atteggiamento “che appare tanto più ingiustificato – scrive Guerrini al Premier Berlusconi – se si considera che a ottobre 2008, nel pieno della crisi, il rapporto sofferenze nette/impieghi totali era addirittura diminuito a 1,08% rispetto al valore di 1,17% rilevato a luglio 2007, prima dello scoppio della crisi dei mutui subprime”. E più grandi sono le banche peggio è: le maggiori difficoltà infatti, gli imprenditori le registrano con gli istituti di maggiori dimensioni. “Ciò dimostra – commenta Guerrini – che i processi di acquisizione e fusione del sistema bancario non hanno creato condizioni di maggiore convenienza per la clientela. Per le piccole imprese l’accesso al credito rimane più facile con le banche più piccole e radicate nel territorio, in particolare le banche popolari e gli istituti di credito cooperativo, che infatti erogano il 43,8% del totale dei prestiti bancari alle micro e piccole imprese con meno di 20 addetti”. Che i rapporti tra le imprese e chi dovrebbe garantirne la liquidità siano sempre più problematici lo certifica anche l’ultima rilevazione di febbraio dell’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato: negli ultimi tre mesi il 38,7% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito. Una lista di difficoltà che si allunga di giorno in giorno tra richieste di rientri anticipati degli affidamenti, aumenti dei tassi di interesse e richieste di maggiori garanzie. Una situazione che sta esponendo il sistema delle MPI al pericolo del collasso. Lo sottolinea il Presidente di Confartigianato nella lettera al premier Berlusconi: “Il nostro sistema economico – scrive Guerrini &#8211; rischia di crollare non perché alle imprese sia venuta meno la voglia di rischiare, ma per la crisi di liquidità. I nostri imprenditori non hanno perso la voglia di investire e di reagire alla congiuntura negativa. Ma questa loro propensione viene bloccata da un atteggiamento non altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.</p>
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		<title>La BCE taglia i tassi di interesse, le banche italiane non la seguono - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 08 Feb 2009 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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