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	<title>“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-rinnova-il-proprio-impegno-nellalleanza-europea-per-lapprendistato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/03/made-in-il-governo-intervenga-sulla-presidenza-ue/">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE</h1>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
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<p>Un nuovo appello per una rapida attuazione del “Made in”, l’etichetta obbligatoria per alcuni prodotti che entrano nel mercato comunitario, è stato lanciato da 60 Europarlamentari italiani in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e ad alcuni membri del Governo italiano competenti per materia (Franco Frattini, Andrea Ronchi, Claudio Scajola, Giulio Tremonti, Gianni Letta, Adolfo Urso). Nel documento, gli Europarlamentari hanno sollecitato il Governo a intervenire “sulla Presidenza ceca affinché il dossier “Made in” torni al centro dell’attenzione delle Istituzioni europee a partire dal prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo”. Come motivazione della richiesta di sbloccare il progetto fermo da tempo sui banchi di Bruxelles, i firmatari della petizione hanno portato “la grave crisi economica che richiede iniziative decise che permettano la difesa ed il rilancio dell’economia europea. Ciò – si legge ancora nella lettera &#8211; richiede, tuttavia, non solo forti sostegni di carattere finanziario, ma anche la definizione di regole chiare di tutela dei nostri prodotti”. Con questa iniziativa, sostenuta da Confartigianato Moda, l’Italia torna in prima linea in una battaglia che potrebbe segnare una rivoluzione commerciale a favore delle imprese europee e dei consumatori, prevedendo l’obbligo di etichettatura su sette categorie di prodotti (tessile e abbigliamento, calzature, ceramica e oggetti di vetro, lavorazioni in cuoio e pelle, gioielleria, arredamento e illuminazione, accessori moda) di provenienza extraeuropea. Una misura di trasparenza per chi acquista i prodotti, che, allo stesso tempo, ristabilisce la reciprocità nelle condizioni di accesso ai mercati, essendo tale obbligo già previsto in grandi paesi quali Stati Uniti, Giappone, Cina. Nella lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai Ministri dello Sviluppo Economico, Affari Esteri, Economia e Finanze, Politiche Comunitarie, e ai Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e allo Sviluppo Economico per il Commercio Internazionale, i 60 Europarlamentari italiani, nel ribadire l’importanza del “Made in”, “non solo per l’Italia, ma per tutta l’Unione Europea ed il suo sistema economico-produttivo”, invitano gli “Stati membri a rimuovere gli ostacoli che si sono finora frapposti all’adozione di questa proposta”. Un percorso travagliato quello che ha caratterizzato l’iter della proposta, sospeso tra frequenti stop e brusche accelerazioni. Forte l’impegno del Parlamento Europeo (nel 2007, 433 Parlamentari europei hanno sottoscritto una apposita dichiarazione e più recentemente tramite l’approvazione in plenaria della risoluzione sul rafforzamento del ruolo delle Pmi europee nel commercio internazionale), a fronte di un più cauto atteggiamento del Consiglio, come rimarcato dagli Europarlamentari anche nella lettera inviata al Governo.</p>
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		<title>“Made in”, il Governo intervenga sulla Presidenza UE - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 17 Mar 2009 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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