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	<title>CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese Immagine creata con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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		<item>
		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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		<title>CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 02 Nov 2014 22:16:29 +0000</lastBuildDate>
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