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	<title>CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131811</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131789</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131774</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131748</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131714</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131639</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
</div>
</div>
<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-26125 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">17 Aprile 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî</h1>
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<p>Le imprese italiane pagano un prezzo sempre pi ̆ alto per la crisi del credito: sale, infatti, a 13,8 miliardi líanno líonere finanziario per le aziende derivante dal mancato <span id="more-26125"></span>adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento BCE. A dicembre 2008 questa cifra si attestava a 12,5 miliardi.</p>
<p>Líallarme viene da uníanalisi dellíUfficio studi di Confartigianato che ha calcolato líimpatto della crisi del credito sul sistema imprenditoriale.</p>
<p>A luglio 2007, prima dell&#8217;inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento BCE al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, ad una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento BCE costa alle imprese 13.837 milioni di euro l&#8217;anno in termini di maggiori oneri finanziari.</p>
<p>I tassi sui prestiti pagati dalle imprese italiane sono pi ̆ alti rispetto a quelli degli altri principali Paesi europei: il gap Ë di 70 punti base (cioË pari allo 0,7%) rispetto alla Spagna, di 82 punti base rispetto alla Germania, e addirittura di 134 punti base rispetto alla Francia.</p>
<p>Per ciascuna impresa italiana il maggior onere si attesta in media a 2.267 euro, con valori decisamente pi ̆ elevati per le aziende del Nord Ovest (3.289 euro) e del Nord Est (2.997).</p>
<p>Confartigianato ha analizzato líimpatto della crisi del credito sulle imprese italiane a livello territoriale, considerando i tassi di interesse regionali e líimporto degli impieghi alle imprese. In 4 regioni il maggior costo totale sopportato dalle imprese supera il miliardo di euro. Si tratta della Lombardia con 4.064 Mln di euro, del Lazio (1.597 Mln), dellíEmilia Romagna (1.515 Mln) e del Veneto (1.491 Mln). Le tre regioni con un minor onere complessivo sono la Calabria con 101 Mln di euro, la Basilicata (49 Mln) e il Molise (28 Mln).</p>
<p>In termini di costo per impresa, i maggiori oneri sono sopportati dalle imprese della Lombardia con 4.243 euro, seguite da quelle del Trentino Alto Adige (3.576 euro), Emilia Romagna (3.174 euro) e Veneto (2.926 euro). Il costo per impresa pi ̆ ridotto si riscontra nelle regioni del Mezzogiorno: in Sicilia con 793 euro, in Molise con 791 euro, in Basilicata con 780 euro e in Calabria con 556 euro. Nel Sud la minore domanda di credito Ë associata ad un maggiore livello dei tassi di interesse pagati dalle imprese (a settembre 2009 questo divario Ë pari a 54 punti base, pari allo 0,54%).</p>
<p>A livello provinciale, si osserva che in 10 province il maggior costo totale per la crisi del credito sopportato dalle imprese supera i 200 milioni di euro. Si tratta di Milano con 2.311 milioni di euro, Roma (1.460 Mln), Brescia (545 Mln), Torino (427 Mln), Bergamo (384 Mln), Bologna (355 Mln), Treviso (317 Mln), Vicenza (309 Mln), Verona (294 Mln), Napoli (286 Mln), Firenze (279 Mln), Padova (273 Mln), Modena (259 Mln), Bolzano (214 Mln) e Venezia (208 Mln).</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, oltre al mancato aggancio del ribasso dei tassi BCE, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario (spread) tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e líEuribor a tre mesi (il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) Ë pi ̆ che raddoppiato, passando da 1,33 punti a 2,89 punti.</p>
<p>Oltre allíaumento del costo del denaro, sono peggiorate le condizioni di accesso al credito: A febbraio 2009 torna a salire la quota di imprese manifatturiere (40,2%) che registrano maggiori difficolt‡, pi ̆ accentuate per esportatori e produttori di beni intermedi. Inoltre, sempre a febbraio 2009, lí8,0% delle imprese manifatturiere ha richiesto e non ottenuto negli ultimi mesi un finanziamento. Per il mancato ottenimento del finanziamento cresce notevolmente il rifiuto da parte della banca, pari al 6,6%. Il fenomeno Ë pi ̆ marcato (6,9%) per le piccole imprese. Rimane costante, pari allí1,4%, la quota di imprese che rifiutano le nuove condizioni maggiormente onerose.</p>
<p>Confartigianato fa rilevare che, mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto contro del calo dei tassi della Banca Centrale Europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: ad inizio anno in 3 settori su 13 del comparto manifatturiero i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell&#8217;inflazione e 8 settori presentano addirittura segnali deflazionistici, con prezzi pi ̆ bassi rispetto allíanno precedente.</p>
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		<title>CRISI Confartigianato: ìLa crisi del credito costa alle imprese 13,8 miliardi líannoî - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2009/04/crisi-confartigianato-ila-crisi-del-credito-costa-alle-imprese-138-miliardi-liannoi/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 02 Nov 2014 22:16:29 +0000</lastBuildDate>
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