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	<title>La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese Immagine creata con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7627 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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</div>
<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7627 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7627 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
</div>
</div>
<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
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		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7627 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7627 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
</div>
</div>
<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7627 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
</div>
</div>
<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7627 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7627 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7627 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7627 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7627 post type-post status-publish format-standard hentry category-credito-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/09/la-moratoria-accorcia-le-distanze-tra-banche-e-imprese/">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese</h1>
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<p>E’ ancora il credito il tema centrale della ripresa d’autunno. Se tra luglio e agosto l’attenzione di Confartigianato si è concentrata sulla chiusura dell’ “avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio” &#8211; l’accordo siglato il 3 agosto con il Ministero dell’Economia e con l’Abi noto come ‘moratoria dei crediti’ &#8211; la sfida di settembre è quella di spingere le banche a recepire in termini operativi le indicazioni di quell’intesa evitando che i vantaggi per le piccole imprese restino solo sulla carta. “E’ molto importante – ha dichiarato il Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli in sede di ratifica dell’accordo – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”. L’entusiasmo di chi fa impresa va concretamente sostenuto. I dati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato presentati da Renato Mannheimer in occasione della recente Summer School Confederale, confermano le dichiarazioni di Fumagalli: gli imprenditori non si perdono d’animo, ma il loro coraggio deve trovare una sponda nel sistema creditizio. E fino a oggi, pur con le dovute differenze tra colossi bancari e piccole banche del territorio, questo non sempre è successo. La fotografia scattata da Mannheimer evidenzia che da aprile a oggi l’asticella &#8211; rappresentata dagli imprenditori con linee di credito attive che hanno percepito azioni restrittive da parte degli istituti di credito &#8211; è salita di ulteriori due punti fino a quota 26%. Nonostante ciò, il 58% degli intervistati dichiara di avere aspettative molto o abbastanza positive circa la riapertura di settembre. Per Confartigianato, quella autunnale, è tutt’altro che una ripresa, è la prosecuzione di un’attività che non si è interrotta neppure con il solleone. Per tutto il mese di agosto la Confederazione e le altre organizzazioni dell’artigianato hanno operato per tradurre in termini operativi l’intesa con il MEF e l’Abi creando i presupposti per i primi tre accordi nazionali del post-moratoria siglati a partire dai primi giorni di settembre con altrettanti colossi del credito. I vertici di Unicredit Group, Intesa Sanpaolo e Banche Popolari sono i primi ad essersi impegnati con le Confederazioni dell’Artigianato e delle PMI in accordi quadro individuali che fanno leva sui punti di forza delle singole banche e che inglobano ed estendono le iniziative previste dall’avviso comune. La risposta di Unicredit alle richieste confederali è arrivata il 2 settembre con il via libera al piano “SOS Impresa Italia” che, secondo le attese, dovrebbe consentire ad oltre 10 mila piccole imprese a rischio chiusura, di uscire entro i prossimi sei dalla fase più acuta di difficoltà. “SOS Impresa Italia”, rappresenta un’ulteriore evoluzione del progetto “Impresa Italia”, il piano di intervento lanciato da Unicredit a fine novembre scorso che metteva a disposizione delle imprese italiane maggiore liquidità, indispensabile, ieri come oggi, per superare la fase congiunturale. L’intervento della banca avverrà tramite soluzioni di finanziamento finalizzate alla rimodulazione dell’impianto creditizio delle imprese, ad esempio, allungando i piani di ammortamento o accodando alla fine del piano le quote capitale delle rate arretrate non pagate, consolidando le passività a breve termine per riequilibrare la struttura patrimoniale e finanziaria aziendale, oppure ancora, allungando fino a 270 giorni le scadenze del credito a medio termine per sostenere le esigenze di cassa. Sono in via di costituzione delle specifiche “Task force”, 80 tavoli di lavoro distribuiti capillarmente sul territorio nazionale, dove gli specialisti di Confartigianato e delle altre Organizzazioni dell’artigianato si confronteranno con gli esperti della banca per individuare, caso per caso, le soluzioni più idonee per dare nuove opportunità di rilancio alle imprese sofferenti. Più vasta la platea di imprese associate coinvolte dal piano di Intesa Sanpaolo, circa 1.000.000, diverse le finalità. L’impegno è quello di accompagnare piccole imprese “sane” in un percorso di recupero di solidità e fiducia attraverso interventi mirati. Per l’operazione, il gruppo torinese ha stanziato un plafond di 3 miliardi di euro che verranno impiegati per “sostenere le piccole imprese garantendo la continuità del credito e fornendo la liquidità necessaria a superare l‘attuale crisi” si legge in una nota. Tra gli altri obiettivi dell’accordo c’è anche l’impegno da parte di Sanpaolo a semplificare l’accesso al credito delle piccole imprese attraverso la creazione di una specifica “corsia preferenziale”, un’iniziativa possibile grazie all’azione sinergica degli sportelli territoriali del gruppo e delle strutture periferiche della Confederazione, tra le quali i Confidi. Simile per destinatari il protocollo d’intesa siglato da Confartigianato con le Banche Popolari il 16 settembre, per il tramite di Assopopolari. Anche in questo caso l’accordo è incentrato sulla risoluzione dei problemi di rafforzamento patrimoniale e di liquidità di cassa delle piccole imprese. Come nelle precedenti intese, si tratta di un accordo quadro nazionale che dovrà essere reso operativo a livello locale. L’intesa, conferma e rafforza ulteriormente il ruolo chiave delle Popolari nella vita delle piccole imprese. Basti considerare che il 74% dei finanziamenti alle imprese erogati dalle popolari è destinato alle PMI e che il 95% delle aziende clienti delle Banche Popolari sono piccole e medie imprese. Tra le varie iniziative realizzate nell’ambito della firma dell’Avviso comune, nei giorni scorsi è stato pubblicato, con il sostegno dell’Abi, un libretto informativo dedicato alle imprese che riepiloga le opportunità disponibili sul mercato in materia di credito, dal titolo “Reagire alla crisi: Credito e Liquidità per Imprese e Famiglie”. Il vademecum &#8211; che risponde alle principali domande di chi fa impresa, tipo: come ottenere un finanziamento a condizioni favorevoli, chi mi aiuta a fornire maggiori garanzie, come risolvere i problemi legati al mancato pagamento di fatture da parte della PA &#8211; sarà disponibile a breve presso tutti gli sportelli bancari e le Associazioni di Confartigianato che aderiscono all’iniziativa.</p>
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		<title>La “moratoria” accorcia le distanze tra banche e imprese - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Thu, 17 Sep 2009 22:00:00 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

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