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	<title>A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Assemblea di Confartigianato protagonista sui media</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 13:16:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Ottobre 2026·MEDIA Assemblea di Confartigianato protagonista sui media Un’attenzione mediatica straordinaria e un’eco imponente su tutti i principali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/11/a-novembre-frena-lirpef-piu-soldi-per-le-piccole-imprese/">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Spirito Artigiano esplora sfide e opportunità della transizione green per le Mpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 10:34:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Ottobre 2026·MEDIA Spirito Artigiano esplora sfide e opportunità della transizione green per le Mpi È online il nuovo [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 15:34:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·ASSEMBLEA 2026 Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni [&#8230;]</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 14:43:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·LEGGE BILANCIO 2027 Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221; [&#8230;]</p>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel 21° Rapporto Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/economia-e-imprese-alla-prova-degli-shock-globali-10-punti-di-forza-e-10-criticita-nel-21-rapporto-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 11:40:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 29 Ottobre 2026·RAPPORTI Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/11/a-novembre-frena-lirpef-piu-soldi-per-le-piccole-imprese/">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:55:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Ottobre 2026·EVENTI Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato Il via libera del Governo [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità” “Dopo [&#8230;]</p>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Ottobre 2026·MEDIA Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani &#160; Una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/11/a-novembre-frena-lirpef-piu-soldi-per-le-piccole-imprese/">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni manifatturiere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Ottobre 2026·CONGIUNTURA Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/11/a-novembre-frena-lirpef-piu-soldi-per-le-piccole-imprese/">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Ottobre 2026·EVENTI Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/11/a-novembre-frena-lirpef-piu-soldi-per-le-piccole-imprese/">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/11/a-novembre-frena-lirpef-piu-soldi-per-le-piccole-imprese/">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia Oggi [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/innovazione-in-crescita-soprattutto-nelle-piccole-imprese-il-report-dellistat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Ottobre 2026·INNOVAZIONE Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat Secondo l’Istat, nel recente report “L’innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/11/a-novembre-frena-lirpef-piu-soldi-per-le-piccole-imprese/">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7672 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/11/a-novembre-frena-lirpef-piu-soldi-per-le-piccole-imprese/">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-giornalista-maria-latella-a-confartigianato-riprendiamoci-lorgoglio-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[maria latella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Ottobre 2026·EVENTI La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy» Valorizzare il saper fare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/11/a-novembre-frena-lirpef-piu-soldi-per-le-piccole-imprese/">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">19 Novembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-milano-scuola-e-impresa-affollano-il-teatro-strehler-per-seize-the-change-futuri-sostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</h1>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the Change’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/green-skill-introvabili-16-milioni-di-lavoratori-il-report-di-confartigianato-allevento-seize-the-change/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[SETTIMANA ENERGIA E SOSTENIBILITA' 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the [&#8230;]</p>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/11/a-novembre-frena-lirpef-piu-soldi-per-le-piccole-imprese/">A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>A fine mese il fisco “batterà cassa” con l’acconto Irpef 2009, ma lo farà con mano leggera, lasciando nelle tasche degli artigiani e dei piccoli imprenditori, e in quelle degli altri soggetti tenuti al pagamento del tributo, una cifra pari a 3,8 miliardi di euro. A sorpresa, il Consiglio dei Ministri ha deciso di utilizzare le risorse che arriveranno dallo scudo fiscale per ridurre l’acconto Irpef di 20 punti percentuali, dal 99% attuale al 79%. Tecnicamente si tratta di un differimento di imposta: le somme saranno comunque dovute con il saldo a giugno e luglio 2010, ma nel frattempo imprenditori e liberi professionisti potranno contare su più liquidità per affrontare la crisi. L’iniziativa ha incassato il plauso di Confartigianato che da tempo lavorava per ottenere il risultato. “Registriamo un positivo cambiamento di rotta da parte del Governo – ha dichiarato il Presidente della Confederazione Giorgio Guerrini &#8211; rispetto al provvedimento dello scorso anno che aveva ridotto gli acconti d’imposta soltanto per le società di capitale, escludendo le piccole imprese”. Prosegue Guerrini: “Salutiamo positivamente il provvedimento e diamo atto al Governo di aver tenuto conto delle ragioni delle micro e piccole imprese”. Il Presidente di Confartigianato ha poi sottolineato come la Confederazione abbia sollecitato fino all’ultimo la misura: “Proprio questa mattina (ndr. 12 novembre, giorno del Consiglio dei Ministri) abbiamo ricordato la necessità di un intervento anche per i 3,3 milioni di imprese, tra ditte individuali e società di persone, soggette a Irpef”. All’entrata in Consiglio dei Ministri la sforbiciata sugli acconti Irpef era solo una delle tre misure previste per far tirare il fiato all’economia. Le altre due, di tenore analogo ma riservate alle imprese, prevedevano la riduzione degli acconti Ires e Irap. Nel CDM prima, e in un confronto serrato tra il Sottosegretario Gianni Letta il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti poi, è stato deciso di concentrare tutte le risorse disponibili sulle iniziative a favore delle persone fisiche, respingendo il pressing di chi auspicava un intervento corposo sull’Irap. Nello specifico, del provvedimento beneficeranno le micro e piccole imprese e il “popolo delle partite Iva” interessati al versamento dell’acconto Irpef (imprenditori individuali, liberi professionisti, soci di società di persone e collaboratori familiari, soci persone fisiche di società trasparenti e, in generale, persone fisiche titolari di redditi sul modello Unico). Esclusi i lavoratori dipendenti a meno che non facciano il 730 per dichiarare redditi aggiuntivi (collaborazioni o seconda casa, ad esempio). Tra gli altri soggetti che non potranno fruire del beneficio, infine, ci sono anche le società di capitale (dalle Srl alle Spa) che versano l’Ires, e tutto quel mondo produttivo che sperava nel taglio Irap. Ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99% spetta un credito di imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale del 79%.</p>
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		<title>A novembre frena l’Irpef, più soldi per le piccole imprese - Confartigianato Imprese </title>
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