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	<title>Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:33:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Aprile 2026·COSTRUZIONI Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/riforma-fiscale-attuata-al-65-confartigianato-presenta-il-tax-reform-index/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Aprile 2026·FISCO Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/dl-lavoro-bene-incentivi-ma-servono-misure-a-lungo-termine-e-senza-limiti-uso-per-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·LAVORO Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/verso-1-maggio-in-quattro-anni-di-elevata-turbolenza-cresce-a-doppia-cifra-112-il-lavoro-dipendente-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Aprile 2026·LAVORO Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-la-semplificazione-degli-incentivi-ma-la-riforma-non-rimanga-sospesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[riforma incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·INCENTIVI Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa “Una riforma necessaria per [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·DFP 2026 Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività Confartigianato, Cna e [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-presenta-il-tax-reform-index-come-cambia-il-fisco-per-artigiani-e-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Marie Del Bo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi A quasi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 21:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo poli]]></category>
		<category><![CDATA[poli distillerie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Maestro del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza Jacopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[ice agenzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione Si è conclusa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/nel-2025-la-produzione-di-mobili-sale-del-35-vs-07-ue-il-report-di-confartigianato-al-salone-del-mobile-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/oggi-al-mimit-con-il-ministro-urso-al-via-la-campagna-nazionale-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Aprile 2026·MADE IN ITALY Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-sul-documento-finanza-pubblica-2026-serve-risposta-ue-su-energia-e-vincoli-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·DFP 2026 Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio” [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-proposta-sen-de-carlo-di-aggiungere-artigianato-a-denominazione-commissione-industria-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·SENATO Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221; “Accogliamo [&#8230;]</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-in-audizione-alla-camera-pmi-siano-al-centro-di-politiche-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130847</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·EUROPA Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221; Sostegno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-i-veri-artigiani-e-nuove-opportunita-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:10:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Aprile 2026·MEDIA Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/alta-vocazione-artigiana-fattore-chiave-della-leadership-europea-del-design-il-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/openai-e-confartigianato-lanciano-lo-sme-ai-accelerator-per-le-pmi-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:30:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 20 Aprile 2026·INIZIATIVE OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane OpenAI e Confartigianato [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 13:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Aprile 2026·TURISMO Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli Il Ministro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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