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	<title>Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Caro energia: i media accendono i riflettori sull&#8217;allarme lanciato da Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 12:34:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 6 Novembre 2026·ENERGIA Caro energia: i media accendono i riflettori sull&#8217;allarme lanciato da Confartigianato Il tema del caro energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;La Commissione Ue ritira proposta contro ritardi pagamento. Grave passo indietro”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 14:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 5 Novembre 2026·EUROPA Il Presidente Granelli: &#8220;La Commissione Ue ritira proposta contro ritardi pagamento. Grave passo indietro” «Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>CI.TE.MO.S, a Vicenza il 19 novembre il convegno sul futuro dell’auto, dalla meccanica all’intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 12:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[autoriparazione]]></category>
		<category><![CDATA[CI.TE.MO.S]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 4 Novembre 2026·EVENTI CI.TE.MO.S, a Vicenza il 19 novembre il convegno sul futuro dell’auto, dalla meccanica all’intelligenza artificiale Dalla [&#8230;]</p>
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		<title>Donne Impresa Confartigianato a confronto con ADAPT su welfare occupazionale e aziendale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 12:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 4 Novembre 2026·DONNE IMPRESA Donne Impresa Confartigianato a confronto con ADAPT su welfare occupazionale e aziendale In occasione della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Midterm USA &#8211; Made in Italy resiste ai dazi: +3,7% nel 2026 meglio dei competitor europei</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/11/midterm-usa-made-in-italy-resiste-ai-dazi-37-nel-2026-meglio-dei-competitor-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 07:30:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Novembre 2026·MIDTERM USA Midterm USA &#8211; Made in Italy resiste ai dazi: +3,7% nel 2026 meglio dei competitor [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Kimi Antonelli campione del mondo: nel 2025 il premio di Confartigianato Motori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2026 08:43:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[confartigianato motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Novembre 2026·MOTORI Kimi Antonelli campione del mondo: nel 2025 il premio di Confartigianato Motori Il successo del pilota [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Assemblea di Confartigianato protagonista sui media</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/assemblea-di-confartigianato-protagonista-sui-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 13:16:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Assemblea confartigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Ottobre 2026·MEDIA Assemblea di Confartigianato protagonista sui media Un’attenzione mediatica straordinaria e un’eco imponente su tutti i principali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Spirito Artigiano esplora sfide e opportunità della transizione green per le Mpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 10:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Ottobre 2026·MEDIA Spirito Artigiano esplora sfide e opportunità della transizione green per le Mpi È online il nuovo [&#8230;]</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 15:34:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·ASSEMBLEA 2026 Guerre e shock geopolitici sono costati alle imprese italiane 296,3 miliardi in 5 anni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 14:43:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Ottobre 2026·LEGGE BILANCIO 2027 Il Presidente Granelli: &#8220;In manovra bene misure per imprese, ora ridurre costi energia&#8221; [&#8230;]</p>
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		<title>Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel 21° Rapporto Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/economia-e-imprese-alla-prova-degli-shock-globali-10-punti-di-forza-e-10-criticita-nel-21-rapporto-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2026 11:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Ottobre 2026·RAPPORTI Economia e imprese alla prova degli shock globali: 10 punti di forza e 10 criticità nel [&#8230;]</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Home XL]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Metsola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Ottobre 2026·EVENTI Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato Il via libera del Governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/granelli-con-riforma-legge-quadro-imprese-libere-di-crescere-senza-perdere-identita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[MELONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità” “Dopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Ottobre 2026·MEDIA Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani &#160; Una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni manifatturiere]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Ottobre 2026·CONGIUNTURA Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-6966 post type-post status-publish format-standard hentry category-artistico category-categorie" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Artistico</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-del-consiglio-giorgia-meloni-allassemblea-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Ottobre 2026·EVENTI Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, [&#8230;]</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/confartigianato-a-netzero-milan-2026-gli-ostacoli-allelettrificazione-delle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Dicembre 2009</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</h1>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/confartigianato-al-ttg-di-rimini-lartigianato-al-centro-del-turismo-esperienziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2009/12/restauro-confartigianato-chiede-un-tavolo-di-confronto-con-bondi/">Restauro: Confartigianato chiede un tavolo di confronto con Bondi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Slitta avanti il temine entro il quale gli artigiani del restauro dovranno presentare i documenti necessari per accedere all’albo dei restauratori titolati ad operare con le sovrintendenze. Due mesi, questa la proroga concessa dai Beni Culturali, che saranno utili ai piccoli imprenditori per rintracciare con più calma i certificati di regolare esecuzione dei lavori sparsi negli uffici pubblici. Un tempo insufficiente, invece, per costituire un tavolo di lavoro presso il Ministero guidato da Bondi per ridiscutere l’impianto dei nuovi criteri di accesso alla professione che di fatto, se applicati falcerebbero la quasi totalità degli operatori di un settore in cui operano 13.000 imprese e oltre 30.000 addetti, che fino ad oggi ha garantito la cura del patrimonio artistico nazionale. Sospensione delle norme di accesso alla professione per almeno sei mesi. E’questa la richiesta che le tre sigle Confederali hanno rivolto al Governo. Un appello che stato rilanciato da Confartigianato Restauro il 17 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato diversi parlamentari di maggioranza e di opposizione tra cui, per il PdL Raffaello Vignali, Enrico Musso e Valter Zanetta, e per il PD Ermete Realacci, Vincenzo Vita, Rosa De Pasquale. Ampia convergenza trasversale sulla necessità di modificare tutti quei punti del Codice del restauro che “rappresentano un attacco al cuore del made in Italy perché non riconoscono la competenza e il saper fare della secolare tradizione dei restauratori artigiani”, come sottolineato dal presidente di Confartigianato Restauro Claudio Macrì. Per Realacci “è impossibile che le competenze del settore siano acquisibili – come invece vorrebbe la norma – solo attraverso lo studio”. Una posizione condivisa da Raffaele Vignali che ha detto che la “formazione non si può sostituire alla pratica, il saper fare si impara a bottega” e che ha invitato il Ministro Bondi a sedersi attorno a un tavolo con le categorie per affrontare la vicenda. “I nostri musei – ha chiosato Vignali &#8211; sono il tempio del lavoro manuale; le nuove norme vanno riscritte coinvolgendo attivamente chi opera, c’è un sapere che viene dall’impresa che deve essere riconosciuto”. Preoccupazione che le nuove norme impediscano l’accesso dei giovani alla professione è stata invece espressa dal senatore Zanetta. Tra le proposte per migliorare la normativa, quelle dell’intergruppo bicamerale e bipartisan sulle PMI illustrate dal Senatore Enrico Musso “In Italia – ha spiegato Musso &#8211; la professione del restauratore rischia grosso a causa delle normative che sono in corso di applicazione. Io credo che i paletti che si cercano di mettere siano troppo restrittivi, anche se l’idea di tutelare la qualità del lavoro di restauro è sicuramente apprezzabile. Bisogna riportare almeno due questioni: non è pensabile che i restauratori professionali da molti anni, siano costretti a certificare il lavoro svolto presso la pubblica amministrazione; dovrebbe essere sufficiente un’autocertificazione. Inoltre, non è pensabile di escludere retroattivamente con questo provvedimento preso a posteriori i titoli rilasciati da una serie di scuole regionali, statali di alta specializzazione, che hanno anche goduto di fondi comunitari, che sono stati una rappresentanza dell’amministrazione nel campo della formazione in questo settore. Il nostro gruppo ha chiesto di incontrare il ministro Bondi per discutere queste questioni ed assumere i provvedimenti parlamentari conseguenti”. Adesso l’attenzione è rivolta a raccogliere i consensi necessari per portare in aula un emendamento di modifica dell’articolo 182 del Codice del restauro e per ottenere la proroga di sei mesi sollecitata dalle tre Confederazioni.</p>
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