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	<title>Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>newsletter_A 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<item>
		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7680 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Senza categoria</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 17 Jan 2010 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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