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	<title>Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
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		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Artel]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<item>
		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133104</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Gennaio 2010</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2010/01/oltre-la-crisi-le-imprese-pronte-a-ripartire/">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire</h1>
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<p>Più fiduciosi nelle proprie capacità di tenere in carreggiata le imprese, piuttosto che in quelle dell’Italia di recuperare a breve la difficile situazione economica causata dalla crisi. Sono gli artigiani italiani nella terza fotografia scattata nel corso del 2009 dall’Osservatorio Ispo-Confartigianato, che ha rilevato l’atteggiamento dei piccoli imprenditori verso l’economia, la crisi e l’occupazione. Pensano positivo, o forse semplicemente con realismo, il 59% dei piccoli imprenditori che ritengono che nei prossimi mesi la situazione economica della propria azienda migliorerà o al peggio rimarrà stabile. Previsioni che si tingono di grigio quando il pronostico richiesto è sulla ripresa dell’economia del Paese. Rispetto al mese di luglio, scende di 6 punti, attestandosi al 30%, la percentuale di artigiani pronti a scommettere su uno sprint dell’Italia a breve. Incertezze e attese che si leggono chiaramente nei bilanci delle imprese: a fronte di un esiguo 9% di intervistati che dichiara un aumento di fatturato rispetto al 2008, un 43% rileva una tenuta e un ancor più pesante 46% una diminuzione. E per il 2010, 1 artigiano su 2 stima che il fatturato rimarrà uguale, mentre percentuali tra loro equivalenti (19%) si aspettano che aumenterà oppure diminuirà. L’Osservatorio Ispo-Confartigianato, sottolinea una contraddizione che neppure la crisi è riuscita a cancellare: anche nel 2009, cioè nel pieno della crisi, le piccole imprese hanno fatto fatica a reperire nuovi lavoratori. Un problema denunciato da 1 impresa su 3 tra quelle che hanno effettuato nuove assunzioni. Il 2009 ha scritto una nuova pagina nei rapporti tra imprese e banche. Se a fine anno è ancora alta la percentuale di imprenditori che hanno percepito una stretta creditizia, grazie alla moratoria sui crediti, l’accordo sottoscritto dal Ministero delle Finanze, Abi e tra le associazioni di rappresentanza, Confartigianato, oltre 60.000 piccole imprese hanno potuto congelare o rinegoziare i propri debiti, e 120.000 hanno dichiarato il proprio interesse a farlo a breve. La moratoria incassa il giudizio positivo del 62% degli artigiani. Nel cassetto dei desideri, per i piccoli imprenditori c’è ovviamente quello di avere a diposizione più denaro. Ma per farci cosa? Alla domanda “Se lei domani ricevesse un buono da 10.000 euro da spendere subito come pensa che lo impiegherebbe”? La prima risposta degli artigiani è stata “farei nuovi investimenti”. L’Italia, sembra essere proprio in buone mani.</p>
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		<title>Oltre la crisi: le imprese pronte a ripartire - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 17 Jan 2010 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
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