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	<title>CONVENTION DONNE IMPRESA - In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>CONVENTION DONNE IMPRESA - In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
</div>
</div>
<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
</div>
</div>
<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
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<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
</div>
</div>
<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
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<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/forum-sulla-sostenibilita-il-report-con-le-evidenze-su-territori-persone-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
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<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131987</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
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<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
</div>
</div>
<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
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</div>
<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
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<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
</div>
</div>
<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
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<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
</div>
</div>
<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131811</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
</div>
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<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131789</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
</div>
</div>
<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
</div>
</div>
<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
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<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
</div>
</div>
<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
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<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-25452 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-convention tag-donne-impresa tag-donne-inattive tag-osservatorio-imprenditoria-femminile tag-primato-negativo tag-ufficio-studi-confartigianato tag-welfare" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Ottobre 2011</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</h1>
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<p>In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane tra le più basse d’Europa. Il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,9%, a fronte della media europea del 35,5%. Peggio di noi fa soltanto Malta.<span id="more-25452"></span></p>
<p>Il dato emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato e presentato alla 13° Convention di Donne Impresa Confartigianato organizzata a Roma il 20 e 21 ottobre.</p>
<p>In pratica, siamo in ritardo di 23 anni rispetto all’Europa: il nostro attuale tasso di inattività delle donne è uguale a quello registrato nel 1987 dai Paesi dell’allora Comunità europea.</p>
<p>Le cose peggiorano, e di molto, nel Mezzogiorno: la Campania, tra le 271 regioni europee, fa registrare il più alto tasso di inattività femminile: 68,9%. All’altro capo della classifica la Provincia autonoma di Bolzano dove il tasso di inattività si dimezza al 34,9%. A livello provinciale la maglia nera va a Napoli, dove il tasso di inattività delle donne sale addirittura al 72,4%. Ravenna, invece, conquista il primato positivo della provincia con la più bassa percentuale di donne inattive: 30,7%.</p>
<p>A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, con appena l&#8217;1,3% del PIL speso dallo Stato in interventi per famiglia e maternità ci collochiamo al 23° posto insieme con Bulgaria, Portogallo e Malta. In termini negativi ci batte soltanto la Polonia. In pratica, in Italia la spesa pubblica per famiglia e maternità è pari a 320 euro ad abitante, vale a dire 203 euro in meno rispetto alla media dell’Europa a 27. Le cose vanno diversamente nei maggiori Paesi europei che spendono più del doppio dell&#8217;Italia: la Germania investe per famiglia e maternità il 2,8% del PIL, la Francia il 2,5%. Il divario diventa enorme con i Paesi del Nord Europa: in Danimarca il 3,8% del PIL viene destinato a spesa pubblica per la famiglia, in Irlanda la quota è pari al 3,1%, in Finlandia e Svezia è del 3%.</p>
<p>Allarmanti i dati dell’Osservatorio di Confartigianato sulla carenza di servizi pubblici per l’infanzia (asili nido, micronidi o servizi integrativi): la percentuale di bambini fino a 3 anni che ne usufruiscono è del 12,5%, vale a dire appena un terzo dell’obiettivo di Lisbona del 33% programmato per il 2010. Non va meglio per i servizi di cura e assistenza agli anziani. L&#8217;indicatore esaminato da Confartigianato è dato dalla percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI) rispetto al totale della popolazione con 65 anni e oltre. Anche tale indice, in media nazionale, è sostanzialmente modesto e pari al 4,3%.</p>
<p><strong>Seguono Tabelle</strong></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/">CONVENTION DONNE IMPRESA &#8211; In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>CONVENTION DONNE IMPRESA - In Italia primato negativo per donne inattive: 48,9%. Il welfare italiano non aiuta il lavoro femminile - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2011/10/in-italia-primato-negativo-per-donne-inattive-489-il-welfare-italiano-non-aiuta-il-lavoro-femminile-siamo-i-peggiori-nellue-solo-13-del-pil-la-spesa-pubblica-per-famiglia-e-maternita/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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