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	<title>Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Maggio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani Via dalla pazza folla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Maggio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Maggio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Maggio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Maggio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Maggio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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