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	<title>Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-viceministro-leo-a-confartigianato-dalla-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato-benefici-per-crescita-e-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Maggio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Artel]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 24 Settembre 2026·ESPORTAZIONI Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania [&#8230;]</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133243</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Maggio 2012</span></div>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">21 Maggio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Settembre 2026·ENERGIA Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8057 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</h1>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/05/parte-da-bari-la-ripresa-economica-del-mezzogiorno/">Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>“Verso nuovi orizzonti” è il titolo scelto da Confartigianato per la Convention del Mezzogiorno 2012, che il 17 e 18 maggio ha animato la sala conferenze del Palace Hotel di Bari. I nuovi orizzonti sono gli scenari che Confartigianato e tutto il mondo della piccola impresa del Sud Italia vuole disegnare per rilanciare l’economia di un territorio storicamente in difficoltà, ma che oggi, complice la crisi del mercato interno e di quello mondiale, ha subito un’ulteriore e drastica frenata. “I problemi del Sud, ormai, sono i problemi di tutta Italia &#8211; ha detto Francesco Sgherza, vicepresidente di Confartigianato con delega al Mezzogiorno &#8211; E’ chiaro che quelle vecchie questioni che riguardano il Mezzogiorno aggravano le posizioni delle nostre imprese rispetto a quelle del Centro &#8211; Nord”. Un accesso al credito sempre più difficile per imprese e cittadini, lo Stato che non paga le proprie fatture e, quando lo fa, con tempi esageratamente lunghi per i bilanci delle piccole imprese. A questi, va aggiunto il patto di stabilità che vincola gli enti locali sulla misura e la quantità degli investimenti. “Se non si ridiscute la regola infame del patto di stabilità, la crescita sarà un miraggio irraggiungibile &#8211; ha detto senza mezzi termini il Governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola &#8211; Bisogna velocemente togliere dal collo degli enti pubblici, a cominciare dalle Regioni, questo cappio che sta strangolando le nostre economie. E’ ridicolo avere le casseforti piene di liquidità e non poter erogare i finanziamenti dovuti alle imprese. E’ ridicolo, inspiegabile”. Tutte difficoltà che negli ultimi mesi hanno intasato le pagine economiche dei quotidiani e che continuano a disturbare il sonno di centinaia di imprenditori artigiani italiani. Oltre a questi problemi, il Mezzogiorno paga un ritardo infrastrutturale cronico, l’incapacità di sfruttare appieno le possibilità offerte dai fondi europei ed il radicamento della criminalità organizzata. I numeri dell’Ufficio studi di Confartigianato non lasciano spazio all’immaginazione. La fantozziana Salerno &#8211; Reggio, iniziata 51 anni fa, costa 21,7 milioni di euro a chilometro. E ne restano da costruire ancora 140. Negli ultimi dieci anni, la criminalità organizzata nel Mezzogiorno ha prodotto costi aggiuntivi per 96 miliardi di euro. E mentre nel Sud aumenta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, quasi l’80% dei fondi comunitari per lo sviluppo rimane inutilizzato. “Manca un disegno di politica industriale &#8211; ha dichiarato Luca Bianchi, vicedirettore dello Svimez &#8211; Non si può fare sviluppo in un’area grande come il Sud Italia rinunciando al tessuto industriale. Questo non vuol dire dare incentivi come in passato, ma innanzitutto orientare la domanda pubblica, che deve essere una domanda di qualità. Le amministrazioni pubbliche non possono acquistare prodotti di bassa qualità ma prodotti ad alta innovazione. E’ così che si stimola il mercato all’innovazione. Secondo punto, fare politiche selettive sull’innovazione, anche qui con incentivi alle imprese si, ma molto selettivi e controllati. Infine, andrebbe completato un sistema infrastrutturale che è assolutamente inadeguato”. La necessità di un piano industriale per il Mezzogiorno è un passaggio fondamentale anche per Anna Giunta, docente di economia alla terza università di Roma, che ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche per l’innovazione di prodotto, di processo e per l’internazionalizzazione della micro impresa del Sud Italia. Alla Convention del Mezzogiorno di Confartigianato sono intervenuti anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e cinque imprenditori che hanno raccontato le proprie storie di successi e di difficoltà nel mezzogiorno che fa impresa.</p>
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		<title>Parte da Bari la ripresa economica del Mezzogiorno - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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