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	<title>La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</h1>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</h1>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</h1>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
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		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8072 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-territorio" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</h1>
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</div>
<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</h1>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8072 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-territorio" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2012</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</h1>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">12 Luglio 2012</span></div>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</h1>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</h1>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</h1>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</h1>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</h1>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2012/07/la-rai-pressa-le-imprese-con-la-richiesta-di-nuovi-pagamenti/">La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p>Ci risiamo. La tentazione di replicare spettacoli già trasmessi deve essere davvero irresistibile per la Rai, almeno così sembra a giudicare dai continui tentativi di Viale Mazzini di esigere soldi non dovuti dalle imprese. Il ‘canone speciale’ va pagato, non si discute, ma quando richieste e solleciti raggiungono, come sta accadendo in questi giorni, aziende già in regola con il versamento o che non posseggono radio o tv, il discorso cambia. A febbraio, la Rai aveva già tentato di fare cassa con le imprese sostenendo che il semplice possesso di computer, tablet e smartphone, in ufficio, negozio, magazzino, giustificava la richiesta di pagamento del ‘canone speciale’. Confartigianato si era messa di traverso e il successivo intervento del Ministero dello Sviluppo economico aveva costretto la Rai a fare marcia indietro. Ora quel film si ripete, con qualche piccolo aggiustamento, giusto quel tanto che serve per svecchiare la pellicola. In una lettera inviata a tappeto alle imprese a fine giugno, anche a quelle in regola con la tassa, la Rai è tornata alla carica con una nuova richiesta di pagamento del ‘canone speciale’ motivandola con l’occasione di importanti avvenimenti sportivi già trasmessi, come gli Europei di calcio o in programmazione, come le olimpiadi di Londra. Il messaggio è piuttosto contorto e alla fine, anche chi ha pagato puntualmente il bollettino viene colto dal dubbio di dover pagare ancora una sorta di sovrattassa. &lt;i&gt;&#8221;Questo noi lo riteniamo un comportamento intollerabile e ingannevole &lt;/i&gt;- spiega Bruno Panieri, direttore delle politiche economiche di Confartigianto-. &lt;i&gt;Per questa ragione lo abbiamo segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha la competenza in materia di pubblicità ingannevole. Spetterà all&#8217;autorità dire se il comportamento è lecito o no&#8221;.&lt;/i&gt; Ma non finisce qui, perché la creatività della Rai, quando si parla di abbonamenti, non conosce confini. Lo stanno sperimentano le imprese di autotrasporto in gran parte raggiunte dalla richiesta di pagare un canone annuale di 401 euro e 76 centesimi. Basta dare un’occhiata alle tabelle pubblicate sul web per accorgersi dell’incongruità della pretesa: come ha titolato Confartigianato Veneto in una nota ‘Per la rai la motrice di un tir equivale ad un albergo 4 stelle con meno di 10 stanze, oppure ad un aereo o un ospedale&#8217;. &lt;i&gt;&#8221;Riteniamo queste richieste &lt;/i&gt;- rimarca Panieri &#8211; &lt;i&gt;assolutamente indiscriminate, mandate un po’ sparando nel mucchio sperando che qualcuno comunque caschi nella rete. Ricordiamo che una volta pagato il canone difficilmente se ne esce. Diciamo che crea della dipendenza. Nel momento in cui l’impresa paga si troverà iscritta nel registro degli abbonati Rai e tutti gli anni si ritroverà il bollettino del conto corrente per pagare il canone e sarà difficile dimostrare che il pagamento non è dovuto&#8221;. &lt;/I&gt;</p>
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		<title>La Rai pressa le imprese con la richiesta di nuovi pagamenti - Confartigianato Imprese </title>
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