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	<title>Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7925 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news tag-cesare-fumagalli tag-germania tag-spread tag-ufficio-studi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84508" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7925 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news tag-cesare-fumagalli tag-germania tag-spread tag-ufficio-studi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84508" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84508" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7925 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news tag-cesare-fumagalli tag-germania tag-spread tag-ufficio-studi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84508" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7925 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news tag-cesare-fumagalli tag-germania tag-spread tag-ufficio-studi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84508" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84508" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7925 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news tag-cesare-fumagalli tag-germania tag-spread tag-ufficio-studi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
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<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84508" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7925 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news tag-cesare-fumagalli tag-germania tag-spread tag-ufficio-studi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7925 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news tag-cesare-fumagalli tag-germania tag-spread tag-ufficio-studi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84508" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
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<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-7925 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news tag-cesare-fumagalli tag-germania tag-spread tag-ufficio-studi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84508" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Marzo 2013</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84508" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/07/flag-2608475_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Le banche tengono i rubinetti del credito ben chiusi. Quando li allentano vogliono essere certe di guadagnarci, in Italia in misura maggiore degli altri paesi europei, Germania in testa. Lo certifica uno studio di Confartigianato. Nella comparazione europea, il tasso medio che pagano le imprese italiane sui nuovi finanziamenti<span id="more-7925"></span> è il più alto (3,65 punti base) tra quelli registrati nei maggiori paesi dell’Area Euro a 17 (tasso medio 2,27). La Germania presenta il tasso più basso (2,17). Ci separano da Berlino ben 148 punti, 97 dal resto d’Europa. Numeri che confermano che le politiche monetarie espansive della Banca Centrale Europea stanno producendo minori effetti in Italia che altrove. Mentre nel resto della Ue i tassi di riferimento sono scesi di 81 punti base in un anno, da noi la riduzione si è fermata a 53 punti. Il divario fra i maggiori tassi pagati dai nostri imprenditori rispetto per esempio ai colleghi tedeschi, fa sì che per le nostre imprese il credito sia costato 14,3 miliardi di euro in più l’anno. <em>&#8220;Le differenze di costo del denaro tra le imprese italiane e le altre imprese europee che sono spesso i principali competitori sui mercati </em>&#8211; spiega il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli &#8211;<em> rappresentano davvero uno dei principali vincoli in questo momento. C’è una crisi di mercato ma c’è anche una crisi in più per le imprese italiane dovuta al costo del denaro&#8221;</em>. Denaro costoso ma anche poco. Le imprese, infatti, oltre a subire la concorrenza degli altri Paesi, in cui il denaro costa di meno, devono pure sopportare quella dello Stato che assorbe il grosso degli investimenti delle banche. A fine 2011, mentre i prestiti alle imprese diminuivano di 54,4 miliardi, l’acquisto di quote di debito pubblico da parte del sistema creditizio è cresciuto di quasi il 62% superando quota 126 miliardi. Una concorrenza sleale, ma fortemente remunerativa e tutto sommato poco pericolosa, che riduce a un rivolo gli impieghi destinati alle imprese. <em>&#8220;Oggi è davvero sempre più difficile trovare strumenti utili per agevolare il credito alle imprese </em>&#8211; sottolinea Fumagalli &#8211;<em> se non quello di un allargamento complessivo degli impieghi a favore delle imprese. Ma d’altra parte le banche hanno in pancia un numero crescente di sofferenze. A questo punto il circolo vizioso diventa praticamente perfetto&#8221;</em>. Per aggirare l’ostacolo, e dare comunque liquidità alle imprese, Confartigianato rilancia la battaglia che sta conducendo da tempo. <em>&#8220;Noi abbiamo proposto e riproponiamo che almeno di debito che hanno le pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese, possano diventare ossigeno che fa ridurre per 70 miliardi il ricorso al credito da parte delle imprese, in particolare delle piccole imprese&#8221;, </em>conclude il Segretario generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2013/03/costo-del-denaro-insostenibile-lo-spread-con-la-germania-vale-14-miliardi/">Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Costo del denaro insostenibile, lo spread con la Germania vale 14 miliardi - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 28 Sep 2020 11:44:29 +0000</lastBuildDate>
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