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	<title>Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8144 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-news tag-imu tag-iuc tag-tasi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8144 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-news tag-imu tag-iuc tag-tasi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8144 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-news tag-imu tag-iuc tag-tasi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8144 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-news tag-imu tag-iuc tag-tasi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
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		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8144 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-news tag-imu tag-iuc tag-tasi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8144 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-news tag-imu tag-iuc tag-tasi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
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		<item>
		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
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<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8144 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-news tag-imu tag-iuc tag-tasi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8144 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-news tag-imu tag-iuc tag-tasi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-8144 post type-post status-publish format-standard hentry category-fisco category-news tag-imu tag-iuc tag-tasi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Fisco</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-84693" src="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2013/01/planning-3536753_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Non c’è pace per le tasse locali su immobili, rifiuti e servizi pubblici. Negli ultimi 3 anni è stato un continuo susseguirsi di cambiamenti, con un unico obiettivo: recuperare risorse per le casse delle Amministrazioni locali sempre più condizionate dalla riduzione dei trasferimenti statali <span id="more-8144"></span>e dai vincoli del Patto di stabilità. Dal 2012 ad oggi, la fantasia dei Governi che si sono succeduti alla guida del Paese ha dato vita ad una miriade di sigle e relativi tributi. Imu sugli immobili, Tarsu , Tia, Tares e TARI sui rifiuti, ancora Tares e Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. Da gennaio 2014 si cambia ancora. L’ultima novità si chiama IUC, l’Imposta Unica Comunale, varata con la legge di stabilità 2014, che però incorpora tre precedenti tributi come l’Imu sugli immobili, la Tari sui rifiuti, che spazza via Tarsu/TIA e Tares, e la Tasi sui cosiddetti servizi indivisibili. I cambiamenti non finiscono con l’introduzione della IUC. Infatti, con il decreto ‘Salva Roma’, approvato il 6 marzo, è stata prevista la possibilità per i Comuni di aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota della componente Tasi che, quindi, per il 2014 potrà arrivare sino al 3,3 per mille. Insomma, nuovo tributo, vecchie incognite su quanto peserà sulle tasche dei contribuenti, i quali, a seconda dei Comuni, potranno vedersi applicate aliquote diverse della Tasi. Per quanto riguarda gli imprenditori si va da un’aliquota base dell’1 per mille fino ad una massima dell’1,9 per mille, considerato che l’aliquota IMU mediamente applicata è stata del 9,5 per mille e che la somma IMU/TASI non deve superare l’11,4 per mille. Secondo una simulazione d’impatto condotta dall’Ufficio studi di Confartigianato, con l’applicazione dell’aliquota base si avrebbe un aumento del 5,7% del prelievo sulle imprese. Se invece, più realisticamente, venisse applicata un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille, l’aumento si attesterebbe al 9,9%. Ad aliquota massima dell’1,9 per mille l’incremento raggiungerebbe il 12%. Ma, per conoscere il reale effetto della IUC, bisogna attendere le delibere comunali che, entro il 30 aprile, dovranno fissare le aliquote di Imu e Tasi. Nel frattempo Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno messo in guardia sul rischio che il cambiamento di nome della nuova tassa finisca per mascherare un altro aumento della pressione fiscale sugli imprenditori. Ad oggi, cittadini e imprenditori sono quindi alle prese con il rebus di quanto e quando dovranno pagare. Perché, nonostante la nuova IUC, dal punto di vista della semplificazione non si può certo dire che siano stati fatti passi avanti, anzi. Rimangono incerti i tempi delle scadenze e le modalità di pagamento. Le nuove norme prevedono, ad esempio, che l’IMU si paghi in almeno due rate, ma non escludono la possibilità di un’unica rata il 16 giugno. Anche in questo caso decideranno i Comuni: ogni contribuente deve attendere l’emanazione della delibera per sapere “se, quando e quanto” dovrà pagare. L’unica cosa certa? Le modalità di versamento: con F24 o bollettino postale.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/03/arriva-la-iuc-e-cambiano-ancora-le-tasse-locali/">Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Arriva la IUC e cambiano ancora le tasse locali - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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