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	<title>GIOVANI - Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>GIOVANI - Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-24050 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-apprendistato tag-ceramica tag-cucina tag-cuoco tag-estetista tag-fotografia tag-giovani tag-informatica tag-informatico tag-lavoro tag-lavoro-artigiano tag-merletti tag-parrucchiere tag-poletti tag-scuola tag-trucco-e-estetica" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<div class="column">
<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132069</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-24050 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-apprendistato tag-ceramica tag-cucina tag-cuoco tag-estetista tag-fotografia tag-giovani tag-informatica tag-informatico tag-lavoro tag-lavoro-artigiano tag-merletti tag-parrucchiere tag-poletti tag-scuola tag-trucco-e-estetica" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132045</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/forum-sulla-sostenibilita-il-report-con-le-evidenze-su-territori-persone-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-24050 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-apprendistato tag-ceramica tag-cucina tag-cuoco tag-estetista tag-fotografia tag-giovani tag-informatica tag-informatico tag-lavoro tag-lavoro-artigiano tag-merletti tag-parrucchiere tag-poletti tag-scuola tag-trucco-e-estetica" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<div class="column">
<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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			</item>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-24050 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-apprendistato tag-ceramica tag-cucina tag-cuoco tag-estetista tag-fotografia tag-giovani tag-informatica tag-informatico tag-lavoro tag-lavoro-artigiano tag-merletti tag-parrucchiere tag-poletti tag-scuola tag-trucco-e-estetica" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-24050 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-apprendistato tag-ceramica tag-cucina tag-cuoco tag-estetista tag-fotografia tag-giovani tag-informatica tag-informatico tag-lavoro tag-lavoro-artigiano tag-merletti tag-parrucchiere tag-poletti tag-scuola tag-trucco-e-estetica" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<div class="column">
<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-24050 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-apprendistato tag-ceramica tag-cucina tag-cuoco tag-estetista tag-fotografia tag-giovani tag-informatica tag-informatico tag-lavoro tag-lavoro-artigiano tag-merletti tag-parrucchiere tag-poletti tag-scuola tag-trucco-e-estetica" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<div class="column">
<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-24050 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-apprendistato tag-ceramica tag-cucina tag-cuoco tag-estetista tag-fotografia tag-giovani tag-informatica tag-informatico tag-lavoro tag-lavoro-artigiano tag-merletti tag-parrucchiere tag-poletti tag-scuola tag-trucco-e-estetica" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<div class="column">
<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-24050 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-apprendistato tag-ceramica tag-cucina tag-cuoco tag-estetista tag-fotografia tag-giovani tag-informatica tag-informatico tag-lavoro tag-lavoro-artigiano tag-merletti tag-parrucchiere tag-poletti tag-scuola tag-trucco-e-estetica" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<div class="column">
<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
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<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131767</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-24050 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-apprendistato tag-ceramica tag-cucina tag-cuoco tag-estetista tag-fotografia tag-giovani tag-informatica tag-informatico tag-lavoro tag-lavoro-artigiano tag-merletti tag-parrucchiere tag-poletti tag-scuola tag-trucco-e-estetica" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<div class="column">
<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/giovani-artigiani-per-passione-ma-incerti-sul-futuro-l80-dei-giovani-italiani-di-16-18-anni-coltiva-passioni-fortemente-legate-al-mondo-artigiano-e-solo-il-31-lo-sceglierebbe-per-il-propri/">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-24050 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-apprendistato tag-ceramica tag-cucina tag-cuoco tag-estetista tag-fotografia tag-giovani tag-informatica tag-informatico tag-lavoro tag-lavoro-artigiano tag-merletti tag-parrucchiere tag-poletti tag-scuola tag-trucco-e-estetica" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<div class="page" title="Page 1">
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<div class="column">
<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-24050 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-apprendistato tag-ceramica tag-cucina tag-cuoco tag-estetista tag-fotografia tag-giovani tag-informatica tag-informatico tag-lavoro tag-lavoro-artigiano tag-merletti tag-parrucchiere tag-poletti tag-scuola tag-trucco-e-estetica" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">GIOVANI &#8211; Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano</h1>
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<div class="column">
<p>Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. <span id="more-24050"></span>Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18 anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.</p>
<p>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28% dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord- Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.</p>
<p>Il fascino dell’imprenditore. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.</p>
<p>Per molti il futuro è altrove. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza deigiovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.</p>
<p>Lavorare: meglio tardi che prima. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.</p>
<p>Bocciato il collegamento scuola-lavoro. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).</p>
<p>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
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		<title>GIOVANI - Artigiani per passione, ma incerti sul futuro. L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano - Confartigianato Imprese </title>
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