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	<title>LAVORO - Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>LAVORO - Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
</div>
</div>
<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
</div>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
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			</item>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
</div>
</div>
<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
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		<item>
		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
</div>
</div>
<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
</div>
</div>
<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132445</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
</div>
</div>
<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
</div>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
</div>
</div>
<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
</div>
</div>
<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
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<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-2833 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-giovani tag-merletti tag-poletti-ministro-lavoro tag-ricerca-censis tag-roma-censis tag-scuola-lavoro tag-toccafondi-sottosegretario-allistruzione" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Maggio 2014</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</h1>
</div>
</div>
<p align="left"><em>L’80% dei giovani italiani di 16-18 anni coltiva passioni fortemente legate al mondo artigiano. E solo il 31% lo sceglierebbe per il proprio futuro. Bocciato il collegamento formazione-lavoro: solo l’8% ha avuto esperienze in aziende grazie alla scuola</em><br />
Un lavoro artigiano nel futuro dei giovani? Sì, ma non per tutti<span id="more-2833"></span>. Al primo trimestre del 2014 erano previste 121mila nuove assunzioni da parte delle aziende, ma in più di 16mila casi (il 13,5%) si tratta di figure di difficile reperimento. Tra queste, numerose sono le figure artigiane. Oggi solo il 12% dei giovani italiani tra 16 e 18<br />
anni manifesta un interesse concreto per un lavoro artigiano. Un altro 19% lo considera un lavoro come un altro. Il 31% lo farebbe solo nell’eventualità di non riuscire a trovare un altro impiego e il 37% non lo prenderebbe mai in considerazione. È quanto emerge da una ricerca realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese. A tenere lontani molti giovani dall’artigianato contribuisce una certa immagine stereotipata. Quando pensano a un artigiano, il 40% si rappresenta una persona anziana e solo il 9% un giovane. Poco più del 21% dei giovani coglie appieno le potenzialità di crescita<br />
professionale offerte dal lavoro artigiano, dichiarando che sono molte, fino a poter diventare un imprenditore di successo.</p>
<p align="left"><strong>Creatività, passione e autonomia dietro la scelta artigiana</strong>. L’80% dei giovanissimi coltiva passioni che sono fortemente legate al mondo artigiano: l’informatica (31%), la cucina (21,5%), la fotografia (19%), la ceramica (14%), trucco ed estetica (13%), piccoli lavori di riparazione di impianti e motori (12,5%). Chi si dichiara favorevole a svolgere un lavoro artigiano in futuro pone l’accento sul fatto che consente di esprimere la propria creatività (44%), di lavorare in autonomia (17%), di realizzare una passione (13,5%). Il 54% di quanti dichiarano di non essere intenzionati a svolgere un lavoro artigiano, o di essere disposti a farlo solo nel caso non trovassero di meglio, pensa di non essere in grado, di non avere le competenze e le attitudini necessarie per riuscire.<br />
<strong>Giovani e impresa: una vocazione da ritrovare</strong>. Solo meno del 18% dei giovanissimi si dimostra interessato ad avviare un’attività in proprio in futuro. Il 26% è possibilista, attratto dall’idea, ma preoccupato dai rischi. La maggioranza (56%) si esprime invece in senso contrario: il 28% ritiene il lavoro autonomo troppo rischioso, un altro 28% non si ritiene personalmente adatto. E le differenze geografiche sono significative: al Nord-Est il 28%<br />
dei ragazzi è fortemente intenzionato a mettere su un’attività autonoma, il 18% al Nord-Ovest, il 10% al Centro e il 16% al Sud.<br />
<strong>Il fascino dell’imprenditore</strong>. I giovanissimi hanno comunque una visione positiva della figura imprenditoriale. L’imprenditore è per loro innanzitutto una persona capace (lo definisce così il 53% degli intervistati) e che sa rischiare (più del 45%). Per il 38% è uno che ha forti disponibilità economiche. Merito, capacità e spirito di iniziativa prevalgono sugli aspetti casuali o negativi, che pure vengono chiamati in causa: la fortuna (15%), la mancanza di scrupoli (7%), lo sfruttamento del lavoro altrui (6%). L’11% ha una visione molto positiva, considerando l’imprenditore una figura che crea ricchezza per l’intera collettività.<br />
<strong>Per molti il futuro è altrove</strong>. Solo il 46% dei giovanissimi ha le idee chiare su quale lavoro vorrebbe svolgere nel futuro. Tra i lavori più gettonati spicca la professione medica (11%), quella di ingegnere (6%), architetto (5,5%) e commercialista (5,5%). Oltre alle libere professioni, riscuotono consensi anche mestieri come il cuoco (5,5%), lo stilista (4%), l’estetista (3%), il parrucchiere (2%), l’informatico (2%). La maggioranza dei giovanissimi (58%) si dimostra ottimista, pensando che riuscirà a fare il lavoro che desidera (37%) o comunque a svolgerne uno coerente con il proprio percorso di studi (21%). Molti intravedono all’orizzonte un futuro decisamente negativo. Il 24,5% pensa che sarà costretto ad accontentarsi di qualsiasi lavoro, pur di avere un reddito su cui contare, e il 16% ritiene che avrà grosse difficoltà a trovare un impiego. Forse è per questo che il 28% dei giovanissimi sogna già di trovare un lavoro che lo porti fuori dall’Italia.<br />
<strong>Lavorare: meglio tardi che prima</strong>. Solo il 10,5% degli studenti di 16-18 anni ha avuto l’occasione di fare già un’esperienza di lavoro stabile e il 28% ha già lavorato occasionalmente. La maggioranza (62%), invece, non ha ancora conosciuto il lavoro. Per lo più dichiarano di non essere interessati all’eventualità di un lavoro non retribuito in un’azienda: il 24% perché pensa che non sia giusto lavorare senza essere pagati, il 16% perché avrebbe difficoltà a conciliare il lavoro con lo studio, il 10% perché non la ritiene una cosa utile. Solo il 44% degli intervistati coglierebbe l’occasione al volo. Una volta terminati gli studi secondari, solo un quarto degli studenti intende concentrarsi nella ricerca di un lavoro. La maggioranza pensa invece di proseguire gli studi, in via esclusiva (38%) o provvisoriamente, nell’attesa di trovare un lavoro (21%). Infine, il 15% non ha assolutamente idea sul da farsi.<br />
<strong>Bocciato il collegamento scuola-lavoro</strong>. Chiamati a valutare l’utilità del proprio percorso di studi ai fini dell’inserimento nel mercato del lavoro, solo il 44% degli studenti esprime un giudizio positivo. La maggioranza è critica e punta il dito sulla mancanza di specializzazione della formazione ricevuta (35%) e sulla inadeguatezza rispetto alle attuali esigenze del mercato del lavoro (18%). Ma è soprattutto guardando alla funzione di orientamento al lavoro che l’offerta scolastica appare inadeguata. Il 56% degli studenti ha ricevuto qualche informazione sul mercato del lavoro dai professori, ma solo il 38% ha partecipato a giornate di orientamento e il 20% a incontri con studenti universitari e giovani lavoratori. Sono davvero sporadici i casi in cui la scuola organizza visite presso le aziende (poco più del 12%), attiva partnership con enti o aziende per far fare ai giovani esperienze di lavoro (8%), favorisce i contatti tra giovani e aziende (4%).<br />
<em>Questi sono i principali risultati della ricerca «Giovani, artigianato, scuola» realizzata dal Censis su incarico di Confartigianato Imprese, che è stata presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e discussa, tra gli altri, da Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato Imprese, Gabriele Toccafondi, Sottosegretario all’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.</em></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2014/05/lavoro-rapporto-censis/">LAVORO &#8211; Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>LAVORO - Rapporto CENSIS. Giovani: artigiani per passione, ma incerti sul futuro - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 04 Nov 2014 14:37:28 +0000</lastBuildDate>
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