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	<title>La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-32391 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-andrea-trevisani tag-fisco-2 tag-il-sole-24-ore tag-rete-imprese-italia tag-reverse-charge tag-rimborsi-iva tag-split-payment" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-32391 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-andrea-trevisani tag-fisco-2 tag-il-sole-24-ore tag-rete-imprese-italia tag-reverse-charge tag-rimborsi-iva tag-split-payment" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-32391 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-andrea-trevisani tag-fisco-2 tag-il-sole-24-ore tag-rete-imprese-italia tag-reverse-charge tag-rimborsi-iva tag-split-payment" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-32391 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-andrea-trevisani tag-fisco-2 tag-il-sole-24-ore tag-rete-imprese-italia tag-reverse-charge tag-rimborsi-iva tag-split-payment" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-32391 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-andrea-trevisani tag-fisco-2 tag-il-sole-24-ore tag-rete-imprese-italia tag-reverse-charge tag-rimborsi-iva tag-split-payment" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/02/la-battaglia-di-confartigianato-contro-le-nuove-misure-sulliva/">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-32391 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-andrea-trevisani tag-fisco-2 tag-il-sole-24-ore tag-rete-imprese-italia tag-reverse-charge tag-rimborsi-iva tag-split-payment" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">11 Febbraio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone  wp-image-32194" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg" alt="Sole24Ore_5_2_2015" width="700" height="303" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015.jpg 705w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/02/Sole24Ore_5_2_2015-300x130.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Siamo alle solite. Per colpire un piccola frangia di evasori, quelli che lucrano sui <strong>versamenti IVA</strong>, il Governo ha colpito tutto il mondo delle imprese e dei professionisti, introducendo due strumenti che, di fatto, tagliano drasticamente la liquidità aziendale: lo <em><strong>split payment</strong></em> ed il <strong><em>reverse charge</em></strong>.<br /> Per denunciare queste<span id="more-32391"></span> pericolose novità per i bilanci delle piccole imprese, Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno dato vita ad una campagna stampa per convincere il Governo a fare un passo indietro su questo tema.<br /> Il 5 febbraio sulle pagine del principale quotidiano economico italiano, <strong>Il Sole 24 Ore</strong>, le sigle di rappresentanza dell’artigianato e del commercio hanno pubblicato un appello per chiedere di utilizzare la <strong>fatturazione elettronica</strong> come unico strumento per contrastare l’evasione dei rimborsi IVA. In più, con la fatturazione elettronica tra privati, anche il <em>reverse charge</em> non avrebbe ragione di esistere.<br /> Abbiamo provato a capire con <strong>Andrea Trevisani</strong>, direttore delle politiche fiscali di Confartigianato, come funziona il meccanismo dello “Split payment”.<br /> <em>“Supponiamo che un’impresa esegua una prestazione di servizi a favore della pubblica amministrazione per un importo pari a 100mila euro. A fronte di questa prestazione, la nostra impresa avrebbe incassato 22mila euro di IVA. Supponiamo che la stessa impresa avesse acquistato 50mila euro di beni e servizi, a fronte dei quali avrebbe pagato un’IVA pari a 11mila euro. La nostra impresa avrebbe versato all’Erario la differenza di 11mila euro</em> &#8211; ha spiegato Trevisani &#8211; <em>Oggi, con lo split payment, la situazione cambia. Lo Stato, infatti, non verserà alla nostra impresa i 22mila euro di IVA, che si ritroverà con un credito d’imposta pari a 11mila euro. Questa somma potrà essere richiesta a rimborso o potrà essere compensata con altri debiti tributari o contribuitivi. Supponiamo, però, che la nostra impresa non abbia dipendenti o altri debiti di carattere tributario. A questo punto dobbiamo escludere la possibilità della compensazione e non rimane che la via del rimborso. Una strada lunga anche 6 mesi, sono questi, infatti, i tempi con cui l’Agenzia delle entrate liquida i rimborsi IVA. Questo, sostanzialmente, determina una illiquidità per il sistema delle imprese pari esattamente all’IVA sulle vendite che non incassa, rimanendo esposta totalmente ed incisa per un periodo di 6 mesi sull’IVA sugli acquisti”.</em><br /> In altre parole, gli enti pubblici devono dividere il pagamento dell’IVA, versando l’imposta direttamente all’Erario e l’importo al netto dell’IVA al fornitore. Per il <em>reverse charge</em> il meccanismo è simile. Queste due norme, fra l’altro, non hanno ancora ricevuto il via libera dall’Europa. Il rischio, a questo punto, è quello di introdurre l’ennesima norma d’urgenza e di dover fare un passo indietro quando si sarà espressa l’Europa, tra un mese, un mese e mezzo.<br /> La soluzione a questo problema, e qui la situazione si fa paradossale, è la fatturazione elettronica, che permette una reale ed efficace lotta agli evasori. <em><b>“Potevano essere fatte scelte diverse per contrastare la frode in ambito IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione? Molto probabilmente si</b></em> &#8211; ha aggiunto Andrea Trevisani &#8211;<em> E’ entrata in vigore la fatturazione elettronica nei rapporti con la pa. Vi erano tutti gli elementi per seguire le imprese per capire se stanno versando i tributi dovuti. Purtroppo, ancora una volta, è stata fatta la scelta di sparare ancora una volta nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare ad inseguire i disonesti”.</em><br /> La battaglia di Confartigianato e di Rete Imprese Italia continua, l’obiettivo, infatti, è quello di convincere il governo a tornare sui propri passi.</p>
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		<title>La battaglia di Confartigianato contro le nuove misure sull’IVA - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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