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	<title>PA DIGITALE - Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>PA DIGITALE - Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
</div>
</div>
<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
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			</item>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
</div>
</div>
<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132194</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[automotive]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
</div>
</div>
<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/internazionalizzazione-decisiva-per-le-piccole-imprese-servono-strumenti-piu-accessibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[mimt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
</div>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132069</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
</div>
</div>
<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/forum-sulla-sostenibilita-il-report-con-le-evidenze-su-territori-persone-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
</div>
</div>
<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131676</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
</div>
</div>
<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/05/pa-digitale-solo-36-italiani-usa-servizi-pubblici-on-line-siamo-quasi-ultimi-in-ue/">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-34634 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-burocrazia tag-marianna-madia" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">9 Maggio 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">PA DIGITALE &#8211; Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue</h1>
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<p>Ridurre tempi e costi della burocrazia con i servizi pubblici on line è ancora una chimera. Sono pochi e insoddisfatti gli italiani che usano la Rete per dialogare con la pubblica amministrazione: <span id="more-34634"></span>soltanto il <strong>36% della popolazione utilizza Internet per interagire con lo Stato</strong>. Questa percentuale ci vede al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi Ue dove la media di utilizzatori di Internet per i rapporti con la Pa è del 59%. Peggio di noi fanno la Bulgaria (36%) e la Romania (17%).<br />
Sono i risultati di un <strong>rapporto di Confartigianato</strong> presentato oggi a Milano all’<strong>Assemblea dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong>, dal titolo “DNA – Digital Network Artigiano”, durante la quale verrà presentato il ‘<strong>Manifesto dei nuovi artigiani del XXI secolo’</strong> che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori dell’era digitale che non rinunciano ai valori della tradizione manifatturiera made in Italy.<br />
Secondo il rapporto di Confartigianato, i <strong>servizi on line della Pa sono utilizzati dall’85% delle imprese</strong>, una quota inferiore di 3 punti rispetto alla media Europa. Ma il divario con l’Europa aumenta per alcune tipologie di servizi: per le dichiarazioni Iva e contributi in via elettronica gli imprenditori italiani sono il 33% in meno rispetto alla media dell’Ue a 28. L’invio telematico di moduli compilati vede le imprese italiane distanti di 16 punti percentuali dal resto d’Europa. Quanto poi a scaricare moduli dai siti della Pa e offrire beni e servizi il gap con l’Europa è di 4 punti percentuali.<br />
“I ritardi dell’e-gov – sottolinea <strong>Marco Nardin, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato</strong> &#8211; non contribuiscono a migliorare la situazione delle imprese italiane che pagano a caro prezzo le <strong>complicazioni della burocrazia italiana</strong>: 30.980 milioni l’anno. Soltanto per le 578.947 <strong>imprese guidate da giovani</strong> si tratta di un<strong> costo annuo pari a 2.588 milioni di euro</strong>. Ci auguriamo che il Disegno di legge di riforma della Pa venga rapidamente approvato entro l’estate per poter imprimere una svolta anche sul fronte della cittadinanza digitale”.<br />
Le lentezze nella digitalizzazione della Pa si riflettono sul basso utilizzo di Internet per <strong>compilare e spedire moduli burocratici</strong>: appena il <strong>18% degli italiani ha usato questa modalità</strong> per ridurre il tempo in coda agli uffici pubblici. L’Europa ci batte con una media del 33% e peggio di noi fanno la Repubblica Ceca (14%), la Bulgaria (13%), la Romania (6%).<br />
Tra gli italiani che svolgono pratiche on line, <strong>prevale l’insoddisfazione per la qualità del servizio offerto dalla Pa</strong>. Il 31% di coloro che ha utilizzato Internet per interagire con gli uffici pubblici si dice deluso per 4 motivi: difficoltà di trovare le informazioni, scarsa utilità delle informazioni stesse, difficoltà a comprendere lo stato di avanzamento della pratica, difficoltà nell’utilizzo dei servizi disponibili sul sito web.<br />
Qualche progresso, tra il 2010 e il 2014, è stato compiuto: gli internauti italiani con rapporti on line con la Pa sono aumentati del 4%. Ma restiamo molto distanti dagli sprint compiuti dalla Spagna, dove gli utilizzatori di servizi pubblici on line sono aumentati addirittura del 12%, e dal Regno Unito dove sono cresciuti del 10%. Anche i <strong>giovani</strong>, nonostante la loro maggiore propensione all’utilizzo della Rete, <strong>frequentano poco gli uffici pubblici on line</strong>. Gli under 35 che ottengono informazioni dai siti web della Pa sono il 24,3% dei giovani internauti, quelli che scaricano moduli della Pa sono il 21,1% e si scende drasticamente al 14,1% per i giovani che effettuano pratiche complete come spedire alla Pa moduli compilati.<br />
A livello regionale, la <strong>maggiore insoddisfazione</strong> si registra in <strong>Puglia</strong> (38% degli utilizzatori di servizi on line della Pa), seguita dall’Abruzzo (36,9%), Sardegna (34,8%), Molise (34,7%). Le <strong>cose vanno meglio in Valle d’Aosta</strong> con il 18,6% degli utenti insoddisfatti, Bolzano (20,8%), Trento (24,7%), Liguria (27,9%), Lombardia (28%).</p>
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		<title>PA DIGITALE - Solo 36% italiani usa servizi pubblici on line. Siamo quasi ultimi in Ue - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Sun, 24 May 2015 12:47:20 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
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