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	<title>FISCO - Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>FISCO - Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
</div>
</div>
<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
</div>
</div>
<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132494</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
</div>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
</div>
</div>
<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132454</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
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		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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		<item>
		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132439</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
</div>
</div>
<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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			</item>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
</div>
</div>
<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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			</item>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
</div>
</div>
<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132283</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/09/fisco-tasse-locali-costano-705-miliardi-295-in-3-anni-ogni-pmi-paga-11-164-euroanno/">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-37877 post type-post status-publish format-standard hentry category-comunicati tag-fisco-2 tag-imu tag-irap tag-tasi" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_comunicati_stampa_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Comunicati Stampa</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">25 Settembre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">FISCO &#8211; Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno</h1>
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<p>Tasse locali sempre più pesanti: tra <strong>Imu, Tasi, Irap, addizionali regionale e comunale Irpef</strong> nel <strong>2014</strong> gli <strong>italiani</strong> hanno sborsato <strong>70,5 miliardi</strong>, il <strong>29,5% in più</strong> rispetto ai 54,5 miliardi versati nel <strong>2011</strong>. I <strong>più tartassati</strong> sono i <strong>piccoli imprenditori</strong>, <span id="more-37877"></span>soprattutto a causa dell’aumento della pressione fiscale sugli immobili produttivi. Nel 2014, per i 5 tributi una piccola impresa ha versato nelle casse delle Amministrazioni locali in media 10.248 euro. Una somma che però lievita fino a <strong>11.164 euro</strong> per effetto dell’indeducibilità dell’Imu dalla base imponibile Irap.<br />
In vista della presentazione della Legge di stabilità che dovrebbe intervenire anche sulle tasse locali, <strong>Confartigianato ha calcolato l’impatto delle imposte sulle imprese</strong>.<br />
<strong>Regione che vai, fisco che trovi</strong>: le elaborazioni dell’Ufficio studi della Confederazione su dati di ITWorking mostrano le differenze del prelievo nelle diverse aree del Paese. A livello regionale, <em><strong>(clicca <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2015/09/Tabella_Tasse-locali_Classifica-regionale.pdf">qui</a> per vedere la classifica regionale)</strong></em> i piccoli <strong>imprenditori più penalizzati</strong> sono quelli della <strong>Campania</strong> dove nel 2014 i 5 tributi locali sono costati 12.547 euro ad azienda. Seguono le piccole imprese della <strong>Calabria</strong> con 12.466 euro, quelle del <strong>Lazio</strong> con 12.305 euro e del <strong>Molise</strong> con 12.100 euro.<br />
Decisamente <strong>più conveniente</strong> il <strong>trattamento fiscale</strong> in <strong>Valle d’Aosta</strong> dove le piccole imprese hanno pagato 8.216 euro, seguite da quelle della <strong>Sardegna</strong> con 9.467 euro e del <strong>Friuli-Venezia Giulia</strong> con 9.648 euro.<br />
L’Italia delle tasse vede quindi i piccoli imprenditori campani pagare 4.331 euro in più rispetto ad un piccolo imprenditore della Valle d’Aosta.<br />
La forbice dei tributi locali si apre anche tra le <strong>province</strong>: i <strong>piccoli imprenditori più tartassati</strong> sono quelli di <strong>Napoli</strong> che per Imu, Tasi, Irap, addizionali Irpef regionale e comunale nel 2014 hanno pagato 12.613 euro, Salerno con 12.560 euro, Reggio Calabria con 12.518 euro, Caserta con 12.505 euro, Cosenza con 12.500 euro, Catanzaro con 12.499 euro, Benevento con 12.490 euro, Roma con 12.372 euro, Crotone con 12.347 euro e Rieti con 12.250 euro.<br />
Al capo opposto della classifica, il <strong>fisco</strong> è <strong>più clemente</strong> con gli imprenditori di <strong>Aosta</strong> con 8.216 euro, Oristano con 8.776 euro, Ogliastra con 8.857 euro, Nuoro con 9.177 euro, Medio Campidano con 9.373 euro, Olbia-Tempio con 9.399 euro, Carbonia-Iglesias con 9.404 euro, Udine con 9.433 euro, Gorizia con 9.541 euro e Pordenone con 9.590 euro.<br />
In pratica, un piccolo imprenditore napoletano paga 4.397 euro in più di tasse locali rispetto ad un suo collega di Aosta.<br />
La situazione messa a nudo da Confartigianato impone scelte immediate. “Ridurre la pressione fiscale – sottolinea il <strong>Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti</strong> &#8211; è la priorità per i piccoli imprenditori. Tra tasse locali e prelievo dello Stato centrale paghiamo troppo e in modo troppo complicato. Così non si aiuta la ripresa! Confartigianato continua a chiedere una riforma che riduca la pressione fiscale che grava sulle piccole imprese, quelle che meno beneficiano della riduzione dell&#8217;Irap. Va ridotta la tassazione sugli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) che non possono essere considerati alla stregua delle seconde case. e va abolito il groviglio IMU/TASI/TARI, che come nel gioco delle tre carte vede sempre vincente il banco. Dal Governo ci attendiamo che realizzi quanto ha promesso a fine giugno: attuare nella legge di Bilancio i decreti della delega fiscale rimasti in sospeso. Riguardano la determinazione dei redditi delle imprese in contabilità semplificata secondo il criterio di cassa e non di competenza. Così che le tasse si paghino sulle fatture incassate e non su quelle emesse come succede oggi. Poi l’introduzione dell’Iri, la nuova imposta sul reddito di impresa che consentirebbe anche alle piccole imprese di avere una aliquota come quella Ires al 27,5% e non quella progressiva Irpef. E la definizione del nuovo regime forfetario”.</p>
<p>Il <strong>rapporto completo</strong> è <strong>disponibile</strong> nella sezione &#8216;Ricerche e Studi&#8217; del portale Confartigianato. Clicca <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="http://areariservata.confartigianato.it/UfficioStudi_publ_.asp">qui</a></strong></span> per accedere.</p>
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		<title>FISCO - Tasse locali costano 70,5 miliardi, +29,5% in 3 anni. Ogni Pmi paga 11.164 euro/anno - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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