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	<title>STUDI - Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>STUDI - Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/mancano-316mila-tecnici-in-ia-il-51-del-totale-richiesto-dalle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132573</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132556</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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		<item>
		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132454</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132439</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132266</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
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<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2015/10/studi-nei-prossimi-quattro-anni-programmato-un-maggiore-deficit-per-639-miliardi-di-euro/">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-38092 post type-post status-publish format-standard hentry category-news tag-def tag-fisco-2" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">1 Ottobre 2015</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI &#8211; Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86414" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/pexels-burak-k-187041-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il <strong>quadro tendenziale della finanza pubblica italiana</strong> evidenziato nella Nota di Aggiornamento al DEF 2015 conferma l&#8217;orientamento restrittivo del bilancio pubblico, con un <strong>deficit</strong> tendenziale che si colloca al 2,6% del Pil nel 2015 per poi scendere al -1,4% nel 2016 e raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017<span id="more-38092"></span>. <strong>La correzione al tendenziale</strong> definita dal Governo nel <strong>quadro programmatico</strong> della Nota di Aggiornamento del DEF delinea effetti espansivi che &#8211; secondo le valutazioni della Corte dei Conti &#8211; cumulano un <strong>aumento del deficit che nel totale del quadriennio 2016-2019 arriva a 63,9 miliardi</strong>; la stima del 2016 non include un ulteriore margine che potrebbe arrivare allo 0,2% del PIL in riconoscimento dei costi relativi all&#8217;accoglienza degli immigrati. Il raggiungimento del pareggio di bilancio è prossimo (-0,2%) nel 2018, mentre il bilancio pubblico torna in surplus (+0,3%) solo nel 2019.</p>
<p>La manovra porta un <strong>incremento del Pil</strong> dello 0,3% nel 2016 e nel 2017, di uno 0,2% nel 2018 e di uno 0,1% nel 2019. Questa <strong>maggiore crescita si concentra nel disinnesco delle clausole di salvaguardia su Iva e accise</strong>, pari allo 0,3% del Pil in media annua tra il 2016 e il 2019: ne consegue che, a fronte di una crescita programmatica media dello 0,2%, il resto della manovra sul quadro tendenziale rimane restrittiva per 0,1 punti di Pil all’anno. In valore assoluto, secondo le valutazioni del Ufficio Parlamentare del Bilancio, le clausole di salvaguardia nel triennio 2016-2018 valgono 72,0 miliardi di euro. Va peraltro segnalato che il documento del Governo – a pagina 4 della Nota di aggiornamento del DEF – esplicita l’intervento solo per il 2016: “<em>Come programmato nel DEF 2015, nel 2016 sarà evitata l’entrata in vigore degli aumenti di imposta previsti dalle clausole di salvaguardia poste a garanzia dei saldi di finanza pubblica dalle Leggi di Stabilità 2014 e 2015.</em>”</p>
<p>Nonostante la consistente correzione del deficit, le condizioni di elevato debito pubblico mantengono <strong>il saldo primario elevato e crescente nel tempo</strong>, confermando l’intonazione restrittiva del bilancio italiano. Nel 2016 il saldo primario programmatico del 2,0% è di 1,3 punti più ampio della media Uem e colloca l’Italia al 2° posto – insieme con la Germania &#8211; tra i 19 Paesi dell’Eurozona.</p>
<p>Anche nell’era della flessibilità – aperta dalla raccomandazione della Commissione europea dello scorso 13 gennaio con l’obiettivo di orientare maggiormente i bilanci pubblici al sostegno della crescita &#8211; il <strong>sentiero della conduzione della politica fiscale italiana si mantiene particolarmente stretto</strong>: correzioni attuate mediante minori entrate, se incrementano il deficit e allontanano l’obiettivo di riduzione del debito pubblico, non vengono ritenute permanenti e non manifestano a pieno gli effetti espansivi sulla domanda. Appare necessario, quindi, attuare <strong>adeguate riduzioni di spesa </strong>che diano la conferma ai cittadini – contribuenti e consumatori &#8211;  e ai finanziatori del debito pubblico italiano circa la solidità del percorso di risanamento.</p>
<p>Il <strong>debito pubblico</strong> è previsto in discesa, passando dal 132,8% del Pil  nel 2015 al 131,4% del 2016; va peraltro ricordato che <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">l&#8217;indicazione della discesa del debito nel primo anno di previsione è stata frequente nei documenti di finanza pubblica italiana</a>, ma in quasi tutti i casi <a href="https://www.confartigianato.it/2015/06/studi-la-riduzione-del-debito-lanno-che-verra/">a consuntivo la prevista riduzione non è stata confermata</a>.</p>
<p>Va ricordato, infine, che persiste il <strong>sostegno alla crescita dell&#8217;economia</strong> italiana dato dalle condizioni favorevoli delle variabili esogene definite sui mercati internazionali: la crescita del <strong>commercio internazionale</strong> passa dal +3,0% del 2015 al +4,5% del 2016, il <strong>prezzo del petrolio</strong> rimane stabile dai 53,7 $/barile del 2015 ai 54,1 $/barile del 2016 e il <strong>cambio euro/dollaro</strong> passa da 1,118 nel 2015 a 1,125 nel 2016. A tal proposito va ricordato che l’Ufficio Parlamentare del Bilancio (Upb) indica che “<em>la stima del commercio mondiale di beni adottata dal MEF per il 2016 (4,5%) è più elevata, in alcuni casi in una misura consistente, di quelle che (in settembre) assumono i previsori nazionali e internazionali</em>” (Upb, lettera di validazione delle previsioni macroeconomiche tendenziali della Nota Agg. DEF 2015, 21 settembre 2015).</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Il maggiore deficit: indebitamento netto tendenziale e programmatico 2015-2019</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati da Nota aggiornamento del DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38094" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png" alt="us_01102015" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di indebitamento netto</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38095" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png" alt="us_01102015_2" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_2-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Vent’anni di saldo primario</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% del Pil – dati 2015-2019 da quadro programmatico Nota agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38096" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png" alt="us_01102015_3" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_3-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo primario 2016 nell’Eurozona</h4>
<h5 style="text-align: center;"><em>(% PIL – previsioni in Spring European Economic Forecast del 5 maggio 2015; per Italia saldo programmatico Nota Agg. DEF 2015 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Commissione Europea e Mef)</em></h5>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-38097" src="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png" alt="us_01102015_4" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2015/10/us_01102015_4-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
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		<title>STUDI - Nei prossimi quattro anni programmato un maggiore deficit per 63,9 miliardi di euro - Confartigianato Imprese </title>
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