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	<title>CONGIUNTURA - Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>CONGIUNTURA - Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Gli effetti sulle imprese della crisi del Golfo al centro del 37° report congiunturale di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 12:50:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Gli effetti sulle imprese della crisi del Golfo al centro del 37° report congiunturale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;Punti di vista&#8217; (Rai2) su crisi Medio Oriente: &#8216;Serve sostegno al credito e a economia di prossimità&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-punti-di-vista-rai2-su-crisi-medio-oriente-serve-sostegno-al-credito-e-a-economia-di-prossimita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:56:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 11 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli a &#8216;Punti di vista&#8217; (Rai2) su crisi Medio Oriente: &#8216;Serve sostegno al credito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli tra i protagonisti dell’evento “Artigianalità in Italia 2026”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 11:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Artigianalità in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[IlSole24ore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Aprile 2026·MADE IN ITALY Il Presidente Granelli tra i protagonisti dell’evento “Artigianalità in Italia 2026” Il 15 aprile, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Guerra del Golfo: il punto sull’impatto per le imprese nell’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/guerra-del-golfo-il-punto-sullimpatto-per-le-imprese-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[made in italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Guerra del Golfo: il punto sull’impatto per le imprese nell’analisi su IlSussidiario.net In prossimità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
</div>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane a Séjourné: ‘Industrial Accelerator Act includa Pmi per vera crescita’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-a-sejourne-industrial-accelerator-act-includa-pmi-per-vera-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Aprile 2026·EUROPA Le Confederazioni artigiane a Séjourné: ‘Industrial Accelerator Act includa Pmi per vera crescita’ L’Industrial Accelerator [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Granelli a &#8217;10 Minuti&#8217; su Rete4 rilancia l&#8217;allarme costi e celebra lo stop ai finti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-10-minuti-su-rete4-rilancia-lallarme-costi-e-celebra-lo-stop-ai-finti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 18:26:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[10 minuti]]></category>
		<category><![CDATA[nicola porro]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Aprile 2026·MEDIA Granelli a &#8217;10 Minuti&#8217; su Rete4 rilancia l&#8217;allarme costi e celebra lo stop ai finti artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bene proroga taglio accise, ma risorse insufficienti. Servono misure anche per trasporto persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 7 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Bene proroga taglio accise, ma risorse insufficienti. Servono misure anche per trasporto persone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il 23 aprile Confartigianato lancia la Campagna &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-23-aprile-confartigianato-lancia-la-campagna-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 08:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Aprile 2026·MADE IN ITALY Il 23 aprile Confartigianato lancia la Campagna &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217; Anche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
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		<title>Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto scuola-lavoro&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-tgcom24-su-caro-energia-e-crisi-manodopera-servono-scelte-ue-forti-e-patto-scuola-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 4 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-buon-lavoro-al-ministro-del-turismo-gianmarco-mazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221; “Esprimiamo i nostri migliori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue per tutelare imprese”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-riduzione-accise-in-dl-carburanti-ma-ora-serve-piano-strutturale-ue-per-tutelare-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DL CARBURANTI]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130608</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza di personale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buona Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Gaggion]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·PASQUA A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/la-pace-come-lavoro-quotidiano-il-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Aprile 2026·MEDIA La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano In un contesto internazionale segnato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-intervento-del-governo-su-transizione-5-0-rida-certezze-alle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Aprile 2026·TRANSIZIONE 5.0 Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221; “Siamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il focus sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/artigianato-della-cura-del-verde-crescita-a-doppia-cifra-101-in-cinque-anni-il-focus-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:25:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giardinieri]]></category>
		<category><![CDATA[imprese del verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 1 Aprile 2026·CURA DEL VERDE Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/stop-ai-finti-artigiani-dal-7-aprile-svolta-storica-voluta-da-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·MADE IN ITALY Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato C’è una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-e-la-sfida-delle-organizzazioni-aumentate-il-middle-management-motore-del-cambiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[middle management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento Potenziare le capacità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto nel webinar del 13 aprile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/guerra-del-golfo-le-criticita-per-le-filiere-di-manifattura-e-costruzioni-il-punto-nel-webinar-del-13-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[webinar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Marzo 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/decreto-fiscale-confartigianato-penalizzati-gli-investimenti-delle-imprese-su-transizione-5-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·TRANSIZIONE 5.0 Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0” “Amara sorpresa dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in Italy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eroica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·MADE IN ITALY Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
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		<title>CONGIUNTURA - Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 16 Feb 2016 12:31:30 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

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