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	<title>CONGIUNTURA - Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>CONGIUNTURA - Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
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<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
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		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-40957 post type-post status-publish format-standard hentry category-territorio" style="background-color:#4C5970;color:#FFFFFF;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_territorio_white.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Territorio</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Febbraio 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-40959 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg" alt="grafici-e-dati" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2016/02/grafici-e-dati-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Anche se la crisi, per 9 artigiani friulani su 10, è ben lontana dall’essere superata, anche se non mancano criticità, preoccupazioni e debolezze, per la prima volta dall’inizio della crisi gli artigiani friulani sono ottimisti: <span id="more-40957"></span>infatti la 2^ metà del 2015 e le previsioni sul 1° semestre del 2016 disegnano il quadro più positivo dell’ultimo triennio e, sotto molti aspetti, il migliore degli ultimi anni. È questo in estrema sintesi ciò che emerge dalla <strong>XX indagine congiunturale di Confartigianato Udine</strong> che viene realizzata ogni 6 mesi dall’Irtef, Istituto per la ricerca sulle tecniche educative e formative di Udine, su incarico di Confartigianato Udine e che poggia su interviste telefoniche a 600 imprenditori artigiani (su 14.170) della provincia di Udine.</p>
<p>L’indagine, presentata oggi 15 febbraio dal <strong>presidente di Confartigianato Udine Graziano Tilatti e dal segretario Gian Luca Gortani</strong>, mette in luce che “gli artigiani con una crescita di fatturato nell’ultimo semestre (33%) quasi equivalgono quelli che hanno registrato una flessione (34%) e anche se nelle previsioni sulla prima parte del 2016 prevale l’attesa di stabilità (63%) un’analisi più attenta registra un prevalere, comunque, dell’ottimismo sul pessimismo, in un rapporto di 3 a 2.<br /> Solo in parte l’incremento del giro d’affari è trainato dall’export, visto che la quota di aziende che vendono all’estero resta limitata al 6,5% del totale e al 24,6% del comparto manifatturiero; tuttavia la percentuale di esportatori diretti sale di 3 punti rispetto alla metà del 2015, mentre resta debole l’apporto al fatturato determinato dalla subfornitura (4,9%). E anche se la quota degli artigiani che ha investito nella seconda metà del 2015 (18,2%) resta al di sotto della soglia positiva del 20%, balza agli occhi il dato del comparto manifatturiero, in cui ben il 26,2% delle imprese ha realizzato investimenti produttivi.<br /> <strong>Il manifatturiero traina la ripresa</strong>: ad aver trainato questo risultato sono state soprattutto le aziende manifatturiere più strutturate (snc e srl con più di 6 addetti), a titolarità maschile, aperte ai mercati internazionali e forti del supporto delle associazioni di categoria.<br /> <strong>Costruzioni verso la ripresa</strong>: anche se il comparto delle costruzioni è l’unico a veder calare di un punto percentuale la quota di imprese investitrici, sale ed è addirittura superiore a quella del manifatturiero, la quota di ottimisti sul giro d’affari 2016 sia nell’edilizia e nei settori collegati.<br /> <strong>Microimprese dell’edilizia sempre in crisi</strong>: continua ad essere pericolosamente in bilico la posizione di mercato delle ditte individuali, nate prima del 1985, di norma subappaltatrici, con titolare ultra 55enne e appesantita da un indebitamento bancario significativo.<br /> <strong>Deboli gli investimenti</strong>: un punto debole di quella che non si può ancora definire “ripresa”, pur con i suoi segnali positivi, riguarda la composizione degli investimenti compiuti da 1 artigiano friulano su 5 negli ultimi 6 mesi; nel 71% dei casi si tratta infatti di investimenti che cercano di ‘rincorrere’ il livello giudicato sufficiente per essere competitivi, mentre soltanto nel 29% dei casi si può parlare di risorse destinate ad aumentare significativamente la competitività dell’azienda nel proprio settore.<br /> <strong>Liquidità sempre critica</strong>: resta basso il livello di liquidità delle proprie aziende: nettamente insufficiente nel 10% dei casi e comunque problematico per il 48% del campione. Ciononostante, soltanto la metà delle aziende segnala un livello significativo di indebitamento bancario e tra queste solo 1 su 4 lo valuta come elevato. Il fatto che nella seconda parte del 2015 soltanto il 18% delle aziende abbia chiesto o rinegoziato un affidamento bancario non deve trarre in inganno, poiché un numero considerevole sa di non poter negoziare efficacemente. Vero è che nella stragrande maggioranza dei casi il fido è stato accordato o rinegoziato; tant’è vero che un possibile aumento dei tassi bancari sembra preoccupare soltanto l’11% degli artigiani, mentre il 29% è maggiormente preoccupato dalle altre componenti del costo dei finanziamenti, come le commissioni.<br /> <strong>Timori per un calo della domanda</strong>: preoccupa il possibile ulteriore calo della domanda lamentato dal 54,8% del campione; segue a breve distanza (53,3%) l’allungamento dei tempi di riscossione dei crediti vantati nei confronti della clientela. Al terzo posto figura la percezione di crescenti fenomeni di concorrenza sleale, che vanno dal dopolavorismo, al falso hobbismo, passando per il lavoro sommerso e fenomeni di sostanziale abuso di posizioni di rendita. Allarma anche la possibilità di vedere ritoccati verso l’alto i prezzi praticati dai fornitori, additati dal 36,8% dei rispondenti come una vera e propria criticità. Resta molto limitato, ma in qualche modo significativo, il timore di ricadute negative sull’andamento aziendale di un incremento del livello di criminalità (furti, rapine, ecc.) segnalato dal 4,8% degli artigiani interpellati.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/">CONGIUNTURA &#8211; Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>CONGIUNTURA - Per il 2016 gli artigiani friulani vedono positivo - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2016/02/p40957/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 16 Feb 2016 12:31:30 +0000</lastBuildDate>
		<docs>http://backend.userland.com/rss092</docs>
		<language>it-IT</language>
		

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