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	<title>LAVORO - Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#039;Le nuove norme vanno corrette&#039; - Confartigianato Imprese</title>
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	<title>LAVORO - Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#039;Le nuove norme vanno corrette&#039; - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese. L&#8217;allarme sulla stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2016/03/p41631/">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-41631 post type-post status-publish format-standard hentry category-lavoro-e-previdenza category-news tag-dimissioni" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Lavoro e Previdenza</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">7 Marzo 2016</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVORO &#8211; Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#8216;Le nuove norme vanno corrette&#8217;</h1>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-85913" src="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2019/12/blueprints-1837238_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Nel Paese più burocratico del mondo, anche <strong>dare le dimissioni</strong> si trasforma in un<strong> percorso ad ostacoli.</strong> Già, perché, in Italia, dal 12 marzo, lasciare un posto di lavoro diventerà<strong> più complicato</strong> ed <strong>oneroso</strong> sia per il <strong>dipendente</strong> sia per il <strong>datore di lavoro</strong>. <span id="more-41631"></span>La nuova follia burocratica è prevista nel decreto ministeriale che istituisce la <strong>procedura telematica per comunicare le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro</strong>. Chi vuole dimettersi non avrà altra scelta: potrà farlo soltanto inviando un modulo alla Posta elettronica certificata del datore di lavoro. Una novità voluta dal Governo per combattere gli abusi, come le dimissioni in bianco, ma che si trasforma in una sorta di ‘via crucis’.<br /> Vediamo le <strong>tappe</strong>. Il lavoratore deve chiedere il Pin all’Inps e le credenziali di accesso al portale Cliclavoro per poter entrare nel sito del Ministero del Lavoro www.lavoro.gov.it. Una volta entrato, dovrà compilare un modello online con alcuni dati identificativi, in particolare per i rapporti di lavoro instaurati a partire dal 2008 e quelli relativi alla comunicazione obbligatoria di avvio/proroga/trasformazione o rettifica più recente. Il modulo compilato e salvato sarà associato ad un codice identificativo e alla data di trasmissione. A questo punto sarà trasmesso automaticamente dal Ministero all’indirizzo di Posta elettronica certificata del datore di lavoro e alle Direzioni Territoriali del Lavoro competenti.<br /> Tutta la procedura fa nascere <strong>numerosi problemi per i dipendenti e gli imprenditori</strong>. A cominciare dai tempi lunghi di assegnazione del Pin e delle credenziali di accesso ai portali governativi fino alla complessità dei dati richiesti al lavoratore per compilare il modulo di dimissioni. La nuova legge, poi, non dà risposte al problema creato da lavoratori che, senza inviare il modulo telematico, non si presentano più al lavoro. Mistero anche su come gestire, dal punta di vista retributivo, il periodo di preavviso e l’eventuale revoca delle dimissioni. Come considerare, poi, alcuni casi particolari come il collocamento in pensione e le dimissioni durante il periodo di prova? Buio totale anche sulle conseguenze della mancata lettura del modulo da parte del datore di lavoro. L’incertezza si estende anche gli intermediari (ad esempio i Patronati) che possono sostituirsi al lavoratore nell’invio telematico del modulo di dimissioni. Anche qui mancano le istruzioni tecniche per gestire la procedura.<br /> Insomma, troppe difficoltà, troppa burocrazia. Tanto è vero che <strong>Confartigianato continua a sollecitare l’intervento del Ministero del lavoro</strong> per modificare la norma che scarica sugli imprenditori nuove incertezze e maggiori costi. “La procedura – sottolinea il Presidente Giorgio Merletti &#8211; va in senso contrario rispetto alla volontà del Governo di liberare cittadini e imprenditori dal pesante fardello di oneri e balzelli burocratici. In una materia già così complessa come quella del lavoro, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un altro ostacolo all’attività imprenditoriale”.</p>
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		<title>LAVORO - Dimissioni on line troppo complicate. Confartigianato al Governo: &#039;Le nuove norme vanno corrette&#039; - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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