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	<title>LAVANDERIE - Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>LAVANDERIE - Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
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			</item>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
</div>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-55548 post type-post status-publish format-standard hentry category-categorie category-moda-2 tag-carlo-zanin tag-pulitintolavanderie" style="background-color:#B8C2CF;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_categorie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Categorie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Settembre 2017</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53491 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2017/06/washing-machines-3947223_1920-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />Il 12 settembre 2017 potrebbe entrare tra le date importanti da ricordare per il settore delle <strong>pulitintolavanderie</strong>, come lo fu il 22 febbraio 2006, giorno in cui fu pubblicata la prima legge di disciplina del settore.<span id="more-55548"></span></p>
<p>Si è infatti tenuta una tappa fondamentale del road map che <strong>Confartigianato Pulitintolavanderie</strong> ha intrapreso, da maggio di quest’anno, per cercare di porre un<strong> argine al fenomeno delle lavanderie self service che erogano impropriamente servizi di manutenzione dei capi</strong> che, per legge, non possono essere inseriti in un servizio a gettoni e che comunque prevedono la designazione e la presenza di un responsabile tecnico ai sensi della legge 22 febbraio 2006 n. 84.</p>
<p>Dopo il primo appuntamento di maggio con Unioncamere in cui si è discusso su come individuare una forma tecnica nelle procedure camerali per vietare la possibilità di aggiungere al Registro Imprese della Camera di Commercio (e quindi nelle visure camerali) attività secondarie di stiro o ritiro dei capi ecc, alla principale di lavanderia a gettoni, ed il secondo con ANCI (l’Associazione nazionale dei Comuni) con cui si sono stabilite delle modulistiche SCIA che distinguessero le aziende tradizionali da quelle self, la chiusura del cerchio si è svolta al <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong> ed in particolare con la Direzione Mercato.</p>
<p>La delegazione era guidata dal <strong>Presidente delle Pulitintolavanderie di Confartigianato Carlo Zanin</strong> e composta da Guido Radoani, Maria Luisa Rubino e Andrea Saviane.</p>
<p>L’importante confronto è avvenuto con il Dirigente Marco Maceroni, vice Direttore Generale della Direzione Mercato e Catia Guerrera, Funzionaria dell’Ufficio Registro Imprese. L’obiettivo ambizioso: <strong>chiarire la posizione del Ministero sulle cosiddette “Lavanderie self service</strong>”. Una situazione che sta esplodendo anche a causa di alcune interpretazioni estensive contenute in alcuni pareri proprio del Ministero.</p>
<p>In particolare è stato richiesto di chiarire definitivamente la linea di confine tra la lavanderia tradizionale e la lavanderia a gettoni, sia alla luce della legge quadro di settore e delle numerose leggi regionali emanate nel corso degli anni, ma anche in base a quanto stabilito dal D.lgs 147/2012 che, recependo la Direttiva Servizi, definisce in maniera chiara la fattispecie della lavanderia a gettoni ed esclude che a quest’ultima possano essere aggiunte attività ricadenti nella sfera della “lavanderia tradizionale” se non alla presenza di un responsabile tecnico ai sensi della L. 84/2006.</p>
<p>“Le tintolavanderie tradizionali &#8211; ha spiegato il Presidente Carlo Zanin &#8211; rispettano una lunga serie vincoli e di requisiti professionali, per l’accesso alla professione abbastanza stringenti, che si aggiungono ad una serie di autorizzazioni e adempimenti di natura ambientale. Le lavanderie self service, invece, si configurano come attività commerciali attraverso il noleggio lavatrici professionali ed essiccatoi utilizzati esclusivamente dalla clientela. Due mondi quindi, chiaramente distinti che si rivolgono a due clientele differenti. Ma, a causa da un lato del calo dei consumi che ha colpito il settore e dall’altro del requisito obbligatorio di avere un responsabile tecnico, che ha oggettivamente reso più difficile l’accesso alla professione, si verifica sempre più spesso che, accanto ad una lavanderia self (e quasi sempre all’interno del medesimo locale), venga denunciata contestualmente alla competente Camera di Commercio, un’attività di stireria o sartoria, con il solo scopo di legittimare la presenza di un operatore che poi, impropriamente, fornisce un servizio di completa assistenza all’interno della self”.</p>
<p>”Al ministero non chiediamo &#8211; ha concluso Zanin &#8211; interventi di controllo ambientale, fiscale o altro. Ma un contesto chiaro su cui fare riferimento per le azioni di contrasto degli organi preposti sì. Dateci la possibilità di difenderci”.</p>
<p>I due funzionari ministeriali hanno voluto approfondire gli aspetti legislativi per individuare la soluzione migliore che alla fine è stata trovata in una richiesta di parere da parte della Confederazione sull’ambito di applicazione della legge 147 del 2012, parere che offrirà l’opportunità al MISE di rispondere con una circolare esplicativa che verrà mandata anche alle Camere di Commercio.</p>
<p>Un grande passo in avanti quindi, grazie alla disponibilità del Ministero ad un chiarimento normativo e alla possibilità di introdurre, in collaborazione con Unioncamere, un sistema che attivi degli alert già in fase di presentazione di SCIA e di iscrizione al Registro Imprese.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2017/09/lavanderie-confartigianato-a-confronto-con-il-mise-su-attivita-self-service/">LAVANDERIE &#8211; Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>LAVANDERIE - Confartigianato a confronto con il Mise su attività self service - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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