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	<title>CREDITO - Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35% - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>CREDITO - Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35% - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il triangolo educativo famiglia-scuola-impresa nel nuovo libro di Francesca Barra &#8220;Il no che vorrei dirti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/il-triangolo-educativo-famiglia-scuola-impresa-nel-nuovo-libro-di-francesca-barra-il-no-che-vorrei-dirti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Barra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Maggio 2026·EVENTI Il triangolo educativo famiglia-scuola-impresa nel nuovo libro di Francesca Barra &#8220;Il no che vorrei dirti&#8221; In [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imprese e territori dei robot made in Italy: +16,2% occupati nel settore in tre anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 12:58:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ROBOT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 7 Maggio 2026·INNOVAZIONE Imprese e territori dei robot made in Italy: +16,2% occupati nel settore in tre anni L’ibridazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La buona contrattazione al centro del confronto avviato con Cgil, Cisl, Uil</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 22:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Fumarola]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio landini]]></category>
		<category><![CDATA[Vera Buonomo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Maggio 2026·LAVORO La buona contrattazione al centro del confronto avviato con Cgil, Cisl, Uil Il 6 maggio a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
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<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/crisi-di-horumz-il-punto-sul-trend-dei-prezzi-delle-commodities/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Maggio 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Crisi di Hormuz: il punto sul trend dei prezzi delle commodities  Gli scontri nello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/piano-casa-e-strategico-per-italia-e-rilancio-pmi-costruzioni-valorizzare-filiere-a-km-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Aprile 2026·COSTRUZIONI Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/riforma-fiscale-attuata-al-65-confartigianato-presenta-il-tax-reform-index/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130984</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Aprile 2026·FISCO Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·LAVORO Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/verso-1-maggio-in-quattro-anni-di-elevata-turbolenza-cresce-a-doppia-cifra-112-il-lavoro-dipendente-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Aprile 2026·LAVORO Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-la-semplificazione-degli-incentivi-ma-la-riforma-non-rimanga-sospesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[riforma incentivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·INCENTIVI Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa “Una riforma necessaria per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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		<title>Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130927</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·DFP 2026 Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività Confartigianato, Cna e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-presenta-il-tax-reform-index-come-cambia-il-fisco-per-artigiani-e-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Marie Del Bo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi A quasi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/jacopo-poli-e-maestro-del-made-in-italy-premiata-leccellenza-di-confartigianato-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 21:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo poli]]></category>
		<category><![CDATA[poli distillerie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Maestro del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza Jacopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/indicazioni-geografiche-a-bruxelles-confartigianato-fa-il-punto-sulle-nuove-tutele-per-i-prodotti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[IG]]></category>
		<category><![CDATA[indicazioni geografiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-conquista-hong-kong-con-moda-e-gioielleria-tra-artigianalita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[ice agenzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione Si è conclusa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/nel-2025-la-produzione-di-mobili-sale-del-35-vs-07-ue-il-report-di-confartigianato-al-salone-del-mobile-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
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<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/oggi-al-mimit-con-il-ministro-urso-al-via-la-campagna-nazionale-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Aprile 2026·MADE IN ITALY Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-sul-documento-finanza-pubblica-2026-serve-risposta-ue-su-energia-e-vincoli-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·DFP 2026 Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-proposta-sen-de-carlo-di-aggiungere-artigianato-a-denominazione-commissione-industria-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130852</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·SENATO Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221; “Accogliamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
</div>
</div>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·EUROPA Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221; Sostegno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-65415 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-credito-2 category-news category-senza-categoria tag-confidi tag-fedart-fidi" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Credito</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">30 Novembre 2018</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</h1>
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<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-65419 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png" alt="" width="700" height="301" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/12/confidi-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Dal 2010 ad oggi il <strong>credito</strong> complessivo verso gli <strong>artigiani</strong> è passato <strong>da 57 mld a 37 mld</strong>, con una <strong>riduzione del 35%</strong> in pochi anni. È il dato che emerge dalla ricerca presentata dai Confidi di <strong>Fedart Fidi</strong> riuniti il 29 e 30 novembre a Roma per la Convention annuale.<span id="more-65415"></span>Il credito alle imprese artigiane, componente fondamentale dell’aggregato delle micro imprese, mostra una <strong>riduzione di 3,4 miliardi nel 2017</strong>, a cui ha fatto seguito una ulteriore riduzione di 1,8 mld nel primo semestre del 2018.<br /> A lanciare l&#8217;allarme, supportati dai numeri, sono i Confidi di Confartigianato, Cna e Casartigiani riuniti in <span style="display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><b>Fedart Fidi</b>. </span>Per le micro imprese fino a 10 addetti che rappresentano la base produttiva del Paese con oltre 4 milioni di unità, i dati al 31/12/2017 ed anche quelli al 30 giugno 2018 confermano che il mercato del credito è sempre più inaccessibile, con una conclamata difficoltà spesso legata alla dimensione e non alla qualità dell’impresa, a differenza delle altre dimensioni di impresa.<br /> Nel corso del <strong>2017</strong> i <strong>109 Confidi Fedart</strong> hanno erogato <strong>garanzie per 1,8 miliardi di euro</strong> a favore delle circa <strong>670 mila micro e piccole imprese associate</strong> a valere su 3,3 miliardi di euro di finanziamenti concessi dalle banche. A fine 2017 il sistema deteneva 5 miliardi di euro di garanzie in essere, segnando una contrazione del 7% rispetto all’anno precedente con un trend analogo a quello registrato dal credito alle imprese dovuto alla progressiva disintermediazione dal circuito del credito. Questo fenomeno ha contribuito ad accentuare ulteriormente il <em>credit crunch</em> sulle imprese minori in una spirale di causa effetto preoccupante. Secondo Fedart Fidi alcune riforme finalmente avviate potrebbero imprimere una radicale e positiva svolta nell’attività dei Confidi, a condizione che siano attuate in fretta. Oltre a una ripresa del confronto sulla riforma normativa del sistema dei Confidi, in modo concreto e immediato è necessario che venga accolta la proposta di emendamento già presentata a valere sulla Legge di bilancio 2019 ora in discussione, senza costi aggiuntivi, che eleva fino al 49% l’attuale vincolo del 20% sull’attività residuale che i Confidi 106 – quali intermediari finanziari – possono svolgere a favore delle micro, piccole e medie imprese. Tali attività residuali, oggi fortemente limitate, consentirebbero a questi soggetti di svolgere tutte le attività riservate agli altri intermediari finanziari, oltre alla garanzia mutualistica, compreso il credito diretto di piccolo importo e le forme alternative al credito bancario e legate al FinTech che potrebbero fattivamente contribuire a smorzare il credit crunch sulle Pmi facendo leva su altri canali, nonostante il persistere della stretta creditizia da parte del sistema bancario.<br /> Fedart Fidi chiede anche, in riferimento al contributo previsto dalla Legge di stabilità 2013 per il rafforzamento patrimoniale dei Confidi,  l’approvazione della proposta di emendamento già presentato, che non comporta costi aggiuntivi per il bilancio dello Stato, per impiegare le risorse residue di questo provvedimento (circa 50 milioni di euro) di nuovo a favore del sistema dei Confidi, destinandole in via prioritaria a interventi di aggregazione interni al sistema. Ciò contribuirebbe a rafforzare e a qualificare ulteriormente le strutture senza snaturarne la vocazione localistica, evitando che queste somme vengano di nuovo destinate in modo indistinto al Fondo Centrale e quindi in gran parte alla garanzia diretta, fatto che non ne garantirebbe la destinazione alle micro e piccole imprese che vi accedono in controgaranzia. Potrebbe altresì essere proposta una misura analoga nelle prossime Leggi di bilancio, rendendo strutturale per ciascun anno un contributo ai Confidi finalizzato a facilitare l’accesso al credito alle imprese di minori dimensioni.</p>
<p>Sul tema <strong>normativo</strong> Fedart Fidi sottolinea inoltre l’urgente necessità di rivedere la normativa sul Fondo antiusura, fondamentale strumento di prevenzione di questo barbaro fenomeno, che i Confidi come mission istituzionale contribuiscono da sempre a contrastare. Contando anche sulla proficua collaborazione storicamente intrattenuta con gli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si chiede di rimuovere quegli ostacoli che oggi rendono poco fruibile l’accesso al Fondo, in particolare sulle rinegoziazioni che invece rappresentano la forma tipica di soluzione dei problemi che tali imprese spesso presentano, evitando il rischio di disperdere queste preziose risorse pubbliche. Da ultimo, ma non meno importante in materia normativa, va definita l’annosa questione dell’Organismo dei Confidi 112, vicenda che inspiegabilmente si trascina da anni senza giungere a conclusione, non consentendo ai Confidi minori di programmare consapevolmente il proprio futuro.<br /> Restano immutati i vantaggi che il sistema dei Confidi può offrire alle imprese, alle Istituzioni e alle banche attraverso trasparenti regole di mercato e grazie alla prossimità che continuano a garantire ai territori rideclinando in forma moderna la mutualità.<br /> Il sistema bancario deve altresì ritornare a fare credito alle Pmi ricercando la marginalità attraverso la capacità di selezionare in modo corretto le imprese insieme ai Confidi quali partner qualificati di prossimità ai territori.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2018/11/credito-credit-crunch-allarme-di-fedart-fidi-dal-2010-finanziamenti-agli-artigiani-ridotti-del-35/">CREDITO &#8211; Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35%</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>CREDITO - Credit crunch, allarme di Fedart Fidi: dal 2010 finanziamenti agli artigiani ridotti del 35% - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Tue, 30 Jul 2019 12:38:30 +0000</lastBuildDate>
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		<language>it-IT</language>
		

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