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	<title>STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/piano-casa-e-strategico-per-italia-e-rilancio-pmi-costruzioni-valorizzare-filiere-a-km-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Aprile 2026·COSTRUZIONI Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/feed/</wfw:commentRss>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/riforma-fiscale-attuata-al-65-confartigianato-presenta-il-tax-reform-index/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130984</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Aprile 2026·FISCO Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130961</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/dl-lavoro-bene-incentivi-ma-servono-misure-a-lungo-termine-e-senza-limiti-uso-per-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·LAVORO Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/verso-1-maggio-in-quattro-anni-di-elevata-turbolenza-cresce-a-doppia-cifra-112-il-lavoro-dipendente-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Aprile 2026·LAVORO Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-la-semplificazione-degli-incentivi-ma-la-riforma-non-rimanga-sospesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[riforma incentivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130934</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·INCENTIVI Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa “Una riforma necessaria per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/su-dfp-condivisibile-prudenza-governo-urgono-misure-su-energia-credito-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·DFP 2026 Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività Confartigianato, Cna e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-presenta-il-tax-reform-index-come-cambia-il-fisco-per-artigiani-e-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Marie Del Bo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi A quasi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/jacopo-poli-e-maestro-del-made-in-italy-premiata-leccellenza-di-confartigianato-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 21:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo poli]]></category>
		<category><![CDATA[poli distillerie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Maestro del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza Jacopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/indicazioni-geografiche-a-bruxelles-confartigianato-fa-il-punto-sulle-nuove-tutele-per-i-prodotti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[IG]]></category>
		<category><![CDATA[indicazioni geografiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-conquista-hong-kong-con-moda-e-gioielleria-tra-artigianalita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[ice agenzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione Si è conclusa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/nel-2025-la-produzione-di-mobili-sale-del-35-vs-07-ue-il-report-di-confartigianato-al-salone-del-mobile-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130880</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/oggi-al-mimit-con-il-ministro-urso-al-via-la-campagna-nazionale-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Aprile 2026·MADE IN ITALY Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-sul-documento-finanza-pubblica-2026-serve-risposta-ue-su-energia-e-vincoli-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130863</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·DFP 2026 Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-proposta-sen-de-carlo-di-aggiungere-artigianato-a-denominazione-commissione-industria-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·SENATO Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221; “Accogliamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130847</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·EUROPA Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221; Sostegno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-i-veri-artigiani-e-nuove-opportunita-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Aprile 2026·MEDIA Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/alta-vocazione-artigiana-fattore-chiave-della-leadership-europea-del-design-il-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130824</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/openai-e-confartigianato-lanciano-lo-sme-ai-accelerator-per-le-pmi-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 20 Aprile 2026·INIZIATIVE OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane OpenAI e Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 13:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130766</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Aprile 2026·TURISMO Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli Il Ministro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/03/studi-elettricita-a-tutto-gas-in-italia-per-mpi-extra-costi-di-62-miliardi-e-vs-competitor-europei-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-103938 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-energia category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Energia</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">24 Marzo 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Elettricità a tutto gas in Italia: per MPI extra costi di 6,2 miliardi € vs competitor europei. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-103937" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/03/gas-reductor-2755544_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Lo scoppio della guerra in Ucraina e l&#8217;alta dipendenza dall&#8217;import di gas russo accelerano la crescita dei prezzi delle commodities energetiche, con l’Italia più esposta ai conseguenti effetti recessivi. Il maggior utilizzo di gas per la produzione di energia elettrica spinge in alto il prezzo del chilowattora per famiglie e imprese, che a febbraio segna in Italia una crescita ampiamente divergente rispetto a quella dei competitor di Germania e Francia, i quali, nel cuore dell’Europa <em>green</em>, beneficiano della maggiore produzione di elettricità con carbone e nucleare, a fronte di una riduzione dell&#8217;apporto delle rinnovabili.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">I numeri della guerra/ Le nostre imprese pagano l&#8217;energia il 71,7% in più di Francia e Germania</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’aumento del prezzo del gas sta mettendo sotto pressione la bolletta energetica dell&#8217;Italia. Dopo la revisione della scorsa settimana da parte dell&#8217;Istat, il <strong>valore dell’import di gas</strong> nel 2021 sale del 138,9% rispetto al 2021, mentre a dicembre 2021 il prezzo del <strong>gas importato</strong> sale del 255,3% rispetto ad un anno prima. Con la guerra la situazione è peggiorata: le <strong>quotazioni del gas europeo (TTF)</strong> a marzo sono 8,3 volte quelle di dodici mesi prima.</p>
<p>La straordinaria escursione delle quotazioni sui mercati internazionali si riverbera già, in modo pesante, sui prezzi dell’energia pagati in Italia, caratterizzati da una più alta velocità di crescita rispetto agli altri paesi europei. L&#8217;esame degli indici dei <strong>prezzi al consumo</strong> pubblicati da Eurostat giovedì scorso, conferma che la maggiore inflazione energetica in Italia è trainata dall&#8217;<strong>energia elettrica</strong>, il cui prezzo a febbraio 2022 sale dell&#8217;81,9% rispetto dodici mesi prima, a fronte del +12,9% della Germania e il +4,9% della Francia (+10,4% nella media dei due paesi), un ritmo quasi triplo del +34,3% della media dell&#8217;Eurozona. Anche il prezzo del <strong>gas</strong> cresce di più in Italia (+64,4%), con un differenziale, seppur più contenuto rispetto a quello dell&#8217;energia elettrica, di oltre venti punti rispetto alla media del +41,4% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Questa forte crescita dei prezzi, divergente rispetto ai competitor europei, avrà <strong>ricadute pesanti sulle imprese italiane</strong>. Stiamo già assistendo a diffusi <a href="https://bit.ly/36gjn3P">casi di <strong>lockdown energetico</strong></a>. A gennaio 2022, nel settore del vetro, ceramica e cemento, un settore con una più intensità energetica, la produzione in Italia cala del 5,7% rispetto a dicembre, mentre per i competitor europei di Francia e Germania la produzione addirittura aumenta, rispettivamente, del 5,5% e dell’8,1%.</p>
<p>Si sta ampliando in modo insostenibile il <strong>gap di competitività dei prezzi di elettricità e gas</strong>, che già prima dello shock energetico erano più elevati in Italia: nel primo semestre del 2021 le imprese italiane pagavano prezzi per l’energia elettrica del 12,9% superiori al prezzo medio dell’Eurozona e del 5,3% rispetto alla media di Francia e Germania. Con una evoluzione del prezzo per le imprese che replica quello dei prezzi armonizzati, nel primo bimestre 2022 il <strong>gap di prezzo</strong> sull’elettricità per imprese in Italia sarebbe superiore del 53,1% rispetto all’Eurozona, addirittura del 71,7% rispetto alla media pagata dai competitor di Francia e Germania. Questa differente evoluzione di prezzo rispetto alla media dei competitor tedeschi e francesi determina per le micro e piccole imprese italiane (con consumi annui fino a 500 MWh), nell’ultimo anno, un <strong>extra costo</strong> di 6.193 milioni di euro.</p>
<p>Alla radice della divergente evoluzione dei prezzi europei del chilowattora, oltre alle differenze nei sistemi regolatori e nelle strutture di mercato, si trova il <strong>mix della generazione elettrica</strong>, che in Italia è molto sbilanciato sul gas. Sulla base dei dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell&#8217;energia dell’Ocse (IEA, International Energy Agency), nel 2021 l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione europea a 27 per produzione di elettricità, ma sale al primo posto per <strong>energia elettrica prodotta con il gas</strong>, con una quota del 47,9% sul totale dell’elettricità prodotta, quasi trenta punti superiore al 18,3% della media dei 27 paesi dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vantaggio competitivo delle <strong>imprese francesi</strong> è basato su una generazione elettrica dominata dal nucleare (67,4%), mentre il minore dinamismo dei prezzi per le <strong>imprese tedesche</strong> dipende dall’alta quota di elettricità prodotta con il carbone (29,3%) e l’ancora sostenuta produzione con il nucleare (11,6%), una fonte che la Germania ha programmato di abbandonare nel 2022.</p>
<p>A fronte del deragliamento del prezzo nel corso del 2021, Francia e Germania hanno ridotto l&#8217;utilizzo del gas rispetto all’anno precedente, mentre l&#8217;Italia lo ha aumentato. In parallelo, la Germania ha ridotto l’elettricità prodotta da rinnovabili (-5,9%), aumentando del 23,5% la produzione con il carbone e del 7,4% quella con il nucleare.</p>
<p>All’elevato utilizzo di gas nella generazione elettrica nel nostro Paese, si associa l’alta <strong>dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia.</strong> Secondo l’ultimo confronto europeo disponibile, nel 2020 il 43,3% del gas importato dall’Italia proviene dalla Russia, a fronte del 38,1% dell’Unione europea a 27. Sulla base dei dati, ancora provvisori, delle importazioni in volume del Dipartimento per l’Energia del Ministero della Transizione Ecologica, nel 2021 la quota della Russia è scesa di 3,4 punti; tra gli altri paesi fornitori si osservano riduzioni di 8,5 punti della Norvegia, di 2,3 punti della Libia, di 1,5 punti degli Stati Uniti e di 1 punto del Qatar (da questi ultimi due paesi importiamo gas naturale liquefatto), a cui fanno fronte gli aumenti di 9,9 punti della quota di Azerbaijan – <a href="https://www.tap-ag.it/infrastruttura-e-funzionamento/il-tracciato-e-linfrastruttura">grazie all’apporto del Tap</a> &#8211; e di 8,3 punti di quella dell&#8217;Algeria.</p>
<p>Già dopo la <strong>crisi di Crimea del 2014</strong>, <a href="http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52014DC0330&amp;from=IT">l&#8217;Unione europea indicava la necessità di ridurre la dipendenza dal gas della Russia</a>. Detto, ma non fatto: la Germania, tra il 2013 e il 2020, ha ridotto le importazioni di gas di 17,4 miliardi di m<sup>3</sup>, ma ha aumentato quelle dalla Russia di 12,5 miliardi, anche grazie al collegamento diretto del <a href="https://www.nord-stream.com/the-project/pipeline/">Nord Stream 1, aperto nel 2011</a>. La quota della Russia sull’import tedesco di gas passa dal 40,9% del 2013 al 65,2% del 2020. L’Italia, nel 2021, importa dalla Russia 29,0 miliardi di m<sup>3</sup> di gas dalla Russia, il 3,3% in più dei 28,1 miliardi del 2013; va comunque ricordato che nell’arco di tempo esaminato diminuisce di 5,4 punti la quota dell’import di gas russo, riduzione più che compensata dai maggiori flussi di gas algerino e azero.</p>
<p>Lo scoppio della guerra ha portato al pettine i numerosi <strong>nodi della politica energetica</strong>. I maggiori costi per le imprese italiane determinati da una <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">alta <strong>tassazione</strong> delle commodities energetiche,</a> nonostante la minore intensità di emissioni della nostra economia. La bassa presenza di <strong>rigassificatori</strong>, e il loro più basso utilizzo &#8211; <a href="https://infogram.com/1pddmpv92jywn3smw3q2m7g3e3ak2klnq3d">stimato al 50% da una recente analisi di Bruegel</a> &#8211; riduce la concorrenza tra i fornitori. La complessa <strong>regolazione</strong> del mercato europeo rende difficile l&#8217;applicazione di un tetto al prezzo del gas (<em>price cap</em>), mentre sul fronte delle <strong>rinnovabili</strong>, il solare cresce molto poco – <a href="https://bit.ly/3HgWhaQ">nel 2021 la Spagna ha sorpassato l’Italia</a> &#8211;  e la siccità riduce la produzione di energia idroelettrica, una fonte rinnovabile che pesa circa un terzo del gas utilizzato per produrre elettricità.</p>
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