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	<title>STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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	<item>
		<title>Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/mancano-316mila-tecnici-in-ia-il-51-del-totale-richiesto-dalle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 18 Agosto 2026·LAVORO Mancano 316mila tecnici in IA, il 51% del totale richiesto dalle imprese Immagine creata con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Agosto 2026·CREDITO Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Agosto 2026·CREDITO Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Agosto 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217; Un turismo diffuso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 4 Agosto 2026·TURISMO Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 4 Agosto 2026·TURISMO L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani &#160; Via dalla pazza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
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		<title>STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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