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	<title>STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[meccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Luglio 2026·CONGIUNTURA Automotive e meccanica: luci e ombre di una ripresa ancora fragile I comparti dell’automotive e della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
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		<title>Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 17:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Luglio 2026·MERCATI ESTERI Internazionalizzazione decisiva per le piccole imprese. Servono strumenti più accessibili La nuova fase dell’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di violenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/alla-camera-presentato-il-progetto-trame-di-rinascita-formazione-e-artigianato-per-le-donne-vittime-di-violenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 14:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132095</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Luglio 2026 Alla Camera presentato il progetto &#8216;Trame di Rinascita&#8217;: formazione e artigianato per le donne vittime di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-pesano-su-manifattura-e-made-in-italy-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Giugno 2026·MEDIA Le incertezze dell’estate 2026 pesano su manifattura e made in Italy. L’analisi su IlSussidiario.net L&#8217;estate del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/al-forum-di-confartigianato-la-sostenibilita-e-inclusione-equita-adattamento-intelligente-motore-di-business/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 15:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 26 Giugno 2026·EVENTI Al Forum di Confartigianato la sostenibilità è inclusione, equità, adattamento intelligente, motore di business La sostenibilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/forum-sulla-sostenibilita-il-report-con-le-evidenze-su-territori-persone-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ufficio studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Giugno 2026·EVENTI Forum sulla Sostenibilità: il report con le evidenze su territori, persone e innovazione Nella giornata di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-inblu2000-crisi-in-medio-oriente-pesa-su-costi-energia-export-e-investimenti-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[InBlu2000]]></category>
		<category><![CDATA[RadioInBlu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131987</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a InBlu2000: “Crisi in Medio Oriente pesa su costi energia, export e investimenti delle Pmi” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-4-di-sera-rete-4-le-crisi-geopolitiche-presentano-il-conto-alle-nostre-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4 di sera]]></category>
		<category><![CDATA[rete 4]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Giugno 2026·MEDIA Granelli a &#8216;4 di Sera&#8217; (Rete 4): &#8220;Le crisi geopolitiche presentano il conto alle nostre imprese&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/le-incertezze-dellestate-2026-per-economia-e-imprese-il-punto-nel-webinar-del-6-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 13:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[congiuntura]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Giugno 2026·CONGIUNTURA Le incertezze dell’estate 2026 per economia e imprese: il punto nel webinar del 6 luglio Le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/aggregazione-in-consorzi-e-reti-dimpresa-per-conquistare-il-mercato-degli-appalti-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Carretti]]></category>
		<category><![CDATA[orep]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131753</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/04/studi-la-gelata-di-primavera-e-le-armi-spuntate-per-la-guerra-allinflazione-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-104437 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Aprile 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-104436" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/04/chart-1905225_1920_2-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Un prolungamento del conflitto nel cuore dell&#8217;Europa espone l’economia italiana al rischio di una stagflazione, con ricadute rilevanti sul sistema delle imprese, già impegnato in una delicata transizione post-pandemia. Si delinea una pericolosa sincronizzazione di politiche economiche restrittive, mentre per affrontare questa nuova crisi servirebbe una risposta comune dell’Unione europea, articolata con interventi fiscali espansivi.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta oggi nell’articolo <a href="https://bit.ly/3vxMSH8">I numeri della recessione/ La crisi di primavera si abbatte su moda, Pnrr e consumi</a> a firma di Enrico Quintavalle, su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>Le ripercussioni della guerra sulla crisi energetica iniziata lo scorso anno stanno sortendo effetti dirompenti sui bilanci di famiglie e imprese. A marzo il <strong><a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_1-e1650279475750.jpg">prezzo del petrolio in euro</a></strong> ha raggiunto il massimo storico, superando il precedente picco del marzo 2012. Secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, il 2022 sarà l&#8217;anno del più elevato prezzo in euro del barile di Brent. Il <strong>prezzo del gas</strong> europeo è deragliato, moltiplicandosi per 5,1 volte negli ultimi dodici mesi.</p>
<p>Questa escalation ha pesanti ricadute sulla bolletta energetica: a gennaio 2022 le <strong>importazioni di energia</strong> (totale ultimi dodici mesi) salgono di 35,7 miliardi di euro (+121%) su base annua, di cui l’87%, pari a 31,1 miliardi, è dovuto all’aumento dei prezzi e solo il restante 13% (4,7 miliardi di euro) da aumento dei volumi acquistati.</p>
<p>Secondo i dati definitivi pubblicati venerdì scorso, a marzo 2022 l’<strong>inflazione</strong> accelera per il nono mese consecutivo, raggiungendo il 6,5%. Il 72% dell’aumento dei prezzi, pari a 4,7 punti di inflazione, deriva dai <strong>beni energetici</strong>, che a marzo, nel <a href="https://cdnx.ilsussidiario.net/wp-content/uploads/2022/04/18/Quintavalle_grafico_2-e1650279499505.jpg">confronto internazionale</a>, segnano un aumento del 53,5%, 8,8 punti in più rispetto al +44,7% della media dell’Eurozona, un divario che arriva a 15,9 punti rispetto alla Germania e sale a 24 punti rispetto alla Francia. Una così ampia divergenza <a href="https://bit.ly/3wOBYPN">penalizza in modo severo la competitività delle imprese italiane</a>, mentre il caro-energia riduce il <strong>potere di acquisto delle famiglie. </strong>Sulla base degli andamenti dei prezzi dell’energia si calcola (nell’ipotesi di parità di quantità consumate, con una domanda anelastica) che nell’ultimo anno, tra aprile 2021 e marzo 2022, le famiglie italiane abbiano speso per elettricità, gas e carburanti 17,3 miliardi di euro in più rispetto ai dodici mesi precedenti, sottraendo risorse dei bilanci familiari per la spesa in servizi e in beni non energetici. Potrebbero essere colpiti con maggiore intensità quei consumi già pesantemente colpiti dalla recessione: rispetto al livello pre-Covid del 2019, negli ultimi due anni i prodotti della moda e i servizi turistici e di intrattenimento hanno cumulato minori spese delle famiglie per 125,8 miliardi di euro. Una sorta di tempesta perfetta grava sulla moda, unico comparto manifatturiero che non ha recuperato le esportazioni del 2019 oltre ad essere colpito dalle sanzioni commerciali nei confronti della Russia, dalle quali deriva per quest’anno un effetto recessivo sul PIL per 3,6 miliardi di euro.</p>
<p>Lo shock dei prezzi genera <strong>effetti di più lungo periodo: </strong>al termine della crisi i prezzi di petrolio e gas naturale saranno strutturalmente più elevati, a fronte delle minori esportazioni della Russia, del calo degli investimenti e dei piani di decarbonizzazione.</p>
<p>E mentre la guerra in Ucraina ha occupato la scena dei media, sul fronte della pandemia è da inizio anno che in <strong>Cina</strong> si registrano lockdown locali che influiscono sull&#8217;attività economica della prima economia manifatturiera nel mondo, la quale già dalla seconda metà del 2021 ha registrato una riduzione delle importazioni; nei primi due mesi del 2022 il made in Italy in Cina sale di un limitato 2,6% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, a fronte del +20% registrato dal totale dei paesi extra Ue.</p>
<p>La produzione manifatturiera italiana, volatile nei primi due mesi dell&#8217;anno, nella media dell&#8217;ultimo trimestre rilevato (dicembre 2021-febbraio 2022) segna una diminuzione dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Dove si usa più energia il calo dell’attività è molto accentuato: a febbraio 2022 la domanda di gas delle imprese manifatturiere risulta del 9,3% inferiore a quella di un anno fa e a marzo cede il 10,3% rispetto a quella di dodici mesi prima.</p>
<p>Rimane aperta la partita della <strong>dipendenza del gas russo</strong>: negli ultimi anni, in parallelo alla sfavorevole evoluzione dei rapporti con la Libia, non sono state costruite alternative solide al rifornimento di energia e gli effetti del taglio del cordone ombelicale del gas russo sarebbero molto profondi. L’interruzione di afflussi di gas dalla Russia, nell’ipotesi più severa delineata nel <a href="https://www.dt.mef.gov.it/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2022/DEF-2022-Programma-di-Stabilita_PUB.pdf">Documento di economia e finanza (DEF 2022) varato lo scorso 6 aprile</a> &#8211; una parziale sostituzione determinerebbe una carenza di gas importato del 18% per quest’anno e un più marcato aumento dei prezzi &#8211; determinerebbe effetti negativi di 2,3 punti di PIL nel 2022 e di 1,9 punti nel 2023, spalancando uno scenario di stagflazione, una associazione di alta inflazione e stagnazione che non si registrava da quarant’anni.</p>
<p>Per fare fronte a questa gelata di primavera dell’economia e ai rischi che derivano dal prolungamento del conflitto in Ucraina, servirebbero politiche economiche espansive. Nel DEF 2022 è sotteso un debole <strong>impulso fiscale</strong>, che si ferma a 0,2 punti di maggiore PIL per quest’anno e a 0,1 punti nel 2023, mentre la crescente inflazione ha innescato una <strong>politica monetaria</strong> meno accomodante. Gli <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/api/files/document/print/it/ip_22_1476/IP_22_1476_IT.pdf">orientamenti espressi a inizio marzo della Commissione europea</a> per una politica di bilancio neutrale nell’Eurozona, con una accentuazione restrittiva nei paesi ad alto debito, delineano per l’Italia una <strong>pericolosa sincronizzazione pro-ciclica</strong> tra la politica monetaria e quella di bilancio.</p>
<p>Gli spazi di espansione fiscale appaiono insufficienti per affrontare la sfida che la crisi in corso sta ponendo alle economie europee. Vanno ampliati gli <strong>interventi finalizzati a ridurre la dipendenza energetica</strong>, come le agevolazioni per la produzione e la domanda di energia da fonti rinnovabili, la costruzione di nuovi rigassificatori, gli incentivi per investimenti <em>energy saving</em> in macchinari e nelle abitazioni. Una espansione degli <strong>investimenti pubblici in energia rinnovabile</strong> fornisce un maggiore apporto alla crescita, come <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/03/Audizione-UPB-regole-europee.pdf">evidenziato in un recente esercizio condotto dall’Ufficio parlamentare di bilancio</a>.</p>
<p>Molti degli interventi per contrastare le ricadute dello shock energetico in corso non sono finanziabili con le risorse nazionali, rendendo necessaria una <strong>risposta comune dell’Unione europea</strong> che utilizzi l’esperienza di <strong>debito congiunto di Next Generation EU</strong>, come indicato nelle <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-vista-del-consiglio-europeo-del-23-e-24-marzo-la-replica-del-presidente">comunicazioni dello scorso 23 marzo del Presidente del Consiglio Mario Draghi</a>.</p>
<p>Infine, senza le leve di una politica fiscale espansiva sarà difficile <strong>accompagnare i processi di riforma</strong> previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), essenziali per una crescita strutturale dell’economia: si tratta di 63 riforme in sei anni, più di dieci all’anno, una sfida senza precedenti.</p>
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		<title>STUDI – La gelata di primavera e le armi spuntate per la guerra all’inflazione. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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