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	<title>STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
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		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132283</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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