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	<title>STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131664</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-rinnova-il-proprio-impegno-nellalleanza-europea-per-lapprendistato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131622</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane fresco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-le-vere-imprese-artigiane-e-per-per-distinguere-il-pane-fresco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 08:41:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 31 Maggio 2026·MEDIA Granelli a UnoMattina (Rai1): “Più tutele per le vere imprese artigiane e per distinguere il pane [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export al giorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 08:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Maggio 2026·DAZI USA In 8 mesi di dazi Usa le Pmi hanno perso 5,3 milioni di export [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/premio-pietro-calabrese-ai-grandi-nomi-della-cultura-dello-sport-e-del-giornalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 12:49:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio menicacci]]></category>
		<category><![CDATA[premio pietro calabrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Maggio 2026 Premio Pietro Calabrese ai grandi nomi della cultura, dello sport e del giornalismo Cultura, sport, giornalismo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/busia-anac-a-confartigianato-cosi-la-digitalizzazione-cambia-il-mercato-degli-appalti-per-le-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 18:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anac]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Busia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Maggio 2026·APPALTI Busia (Anac) a Confartigianato: &#8220;La digitalizzazione cambia il mercato degli appalti per le Pmi&#8221; La digitalizzazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/05/smeunited-a-confronto-con-la-presidente-von-der-leyen-sulle-politiche-a-favore-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 17:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 27 Maggio 2026·EUROPA SMEunited a confronto con la presidente von der Leyen sulle politiche a favore delle PMI [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2022/11/studi-segnali-di-rallentamento-e-peso-dellinflazione-energetica-sulle-politiche-economiche-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-108137 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Novembre 2022</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">STUDI</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-108155" src="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2022/11/pexels-anamul-rezwan-1145434-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nel quadro macroeconomico rivisto nella <a href="https://www.mef.gov.it/documenti-pubblicazioni/doc-finanza-pubblica/doc/NADEF_2022_VERSIONE_RIVISTA_-E_-INTEGRATA.pdf">Nota di aggiornamento al DEF 2022 varata dal Governo</a> lo scorso 4 novembre la <strong>crescita del PIL</strong> nel 2022 arriva al 3,7%, migliorando sia il +3,3% previsto dal Governo a fine settembre che il +3,2% indicato dal Fondo monetario internazionale lo scorso 11 ottobre, mentre nel 2023 la crescita tendenziale, a legislazione vigente, si ferma al +0,3%.</p>
<p>L’analisi della resilienza dell’economia italiana nel corso del 2022, del rallentamento nell’ultima parte dell’anno e e delle scelte di politica economica condizionate da inflazione a caro energia è proposta nell’articolo <strong><a href="http://bit.ly/3txv9Ps">Numeri della crisi/ I segnali di rallentamento che arrivano dal mondo delle imprese</a> </strong><strong> </strong>a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato oggi su <strong>IlSussidiario.net</strong>.</p>
<p>L’economia italiana ha mostrato una marcata resilienza nel corso dei <strong>primi mesi di guerra</strong>. Nell&#8217;arco tra il primo e il terzo trimestre del 2022 il PIL in Italia sale dell’1,6%, ampiamente superiore al +0,9% dell&#8217;Ue, al +0,7% della Francia e al +0,4% della Germania.</p>
<p>Una forte segnale di reazione arriva anche dal <strong>mercato del lavoro</strong>: tra febbraio e settembre 2022, gli occupati sono saliti di 146mila unità, grazie all’apporto di 145mila dipendenti in più, trainati dalla componente a tempo indeterminato che cresce di 210mila unità mentre la componente a tempo determinato diminuisce di 65mila unità e gli indipendenti risultano stabili.</p>
<p>Purtroppo, dopo la straordinaria crescita dei primi tre trimestri, si apre una <strong>stagione fredda, per il clima e per l’economia</strong>. Nel sentiero delineato nella Nota di aggiornamento, si delinea nell’ultimo trimestre dell’anno un calo del PIL di circa sei-sette decimi di punto. Nel caso di una interruzione delle forniture di energia da parte della Russia, nel 2023 si registrerebbe calo del PIL di circa l’1,5% del PIL.</p>
<p>Il primo segnale recessivo arriva dall’accelerazione dei prezzi: ad ottobre l’<strong>inflazione </strong>in Italia sale al 12,8%, superando di 2,1 punti il +10,7% della media dell&#8217;Eurozona, mentre il tasso di <strong>inflazione energetica</strong> balza al 73,9%, rispetto al 45,0% di settembre, collocandosi trentadue punti sopra al +41,9% dell&#8217;Eurozona.</p>
<p>Il prezzo dell&#8217;<strong>energia elettrica</strong> in Italia ad ottobre sale del 199,1% rispetto un anno prima, mentre quello del <strong>gas</strong> segna un aumento del 99,5% (un dato che potrebbe essere limato dopo il calo del 12,9% ad ottobre della spesa del gas in tutela pubblicato da Arera il 3 novembre).</p>
<p>Nella seconda metà dell’anno si intensificano i <strong>segnali di rallentamento dell’attività delle imprese</strong>, che mutano lo scenario economico con grande <strong>rapidità</strong>. Ad ottobre l’indice di <strong>fiducia delle imprese</strong> diminuisce per il quarto mese consecutivo, raggiungendo il valore più basso da aprile 2021. La bufera abbattutasi sui prezzi dell’energia si sintetizza in un aumento della <strong>bolletta energetica</strong>, in soli dodici mesi, di 3,2 punti di PIL. La <strong>produzione manifatturiera</strong> tiene su base annua (+1,1% nei primi nove mesi del 2022), ma segna ‘crescita zero’ nel trimestre luglio-settembre 2022 rispetto al precedente; in calo i settori <em>energy intensive</em> di gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,7%), legno, della carta e stampa (-2,9%), metallurgia e prodotti in metallo (-3,3%), raffinazione (-5,4%) e chimica (-7,0%). Si diffondono i casi di <strong><em>lockdown</em> energetico</strong>: nei primi nove mesi dell’anno i consumi di gas delle imprese manifatturiere scendono del 12% su base annua. Nei comparti manifatturieri con una più elevata intensità energetica – vetro, cemento, ceramica, carta, metallurgia, chimica, tessile, gomma e plastica e alimentari &#8211;  operano 100 mila imprese con 1 milione 146mila addetti. Nel trimestre giugno-agosto 2022 la <strong>produzione nelle costruzioni</strong> scende del 3,6%, mentre nel periodo luglio-settembre 2022 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> diminuisce dello 0,5 rispetto il trimestre precedente. Nei primi otto mesi del 2022 il volume delle <strong>esportazioni</strong> sale di un limitato 1,0%, mentre quello delle importazioni sale del 3,2%. Al buon andamento del <strong>mercato del lavoro </strong>contribuiscono<strong> le micro e piccole imprese</strong> che, negli ultimi dodici mesi, a giugno 2022, determinano il 71% delle posizioni lavorative (assunzioni al netto delle cessazioni), pur in un contesto in cui ad ottobre è di <strong>difficile reperimento</strong> il 52,0% delle assunzioni di operai specializzati, 7,8 punti in più di un anno prima. Più incerto il profilo della domanda nei prossimi mesi: le <strong><a href="https://excelsior.unioncamere.net/images/comunicati/08092022-com-Excelsior-settembre-2022.pdf">previsioni di assunzioni delle imprese tra ottobre e dicembre </a></strong>2022 sono in flessione del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.</p>
<p>La demografia d’impresa, dopo quasi due anni di crescita, da giugno 2022 registra un tasso di variazione negativo dello stock di<strong> imprese iscritte</strong>, con una progressiva accentuazione fino al -0,8% di settembre 2022.</p>
<p>Sulla <strong>finanza d’impresa</strong> gravano gli effetti della <strong>stretta monetaria</strong>. A fronte di un tasso d’inflazione arrivato alla doppia cifra, lo scorso 27 ottobre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha definito un rialzo di 75 punti base dei <strong>tassi di interesse ufficiali</strong>, dopo un incremento di 50 punti a luglio e di 75 punti a settembre: nel complesso 200 punti base in più nell’arco di 98 giorni. E non è finita: la BCE “<em>prevede di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine</em>”. Negli Stati Uniti la Fed, con sei rialzi tra marzo e novembre, ha fatto salire i tassi di 375 punti base in 231 giorni.</p>
<p>Sale la domanda di credito, a costi crescenti, determinata dei pagamenti delle forniture di materie prime e delle bollette di elettricità e gas. La marcata risalita dei tassi sui mutui, già in essere da inizio 2022, rallenta il settore immobiliare e quello delle costruzioni, comparti che hanno integralmente sostenuto la ripresa post-pandemia. È in forte ascesa la percentuale netta di imprese che riportano <strong>difficoltà di accesso al credito</strong>, che si colloca sui precedenti massimi del 2015, mentre, secondo l&#8217;<a href="https://research.cerved.com/analisi/guerra-e-materie-prime-quasi-100-mila-imprese-a-rischio-default/">Osservatorio rischio imprese di Cerved</a>, il 16,1% delle imprese presenta un grado di <strong>rischio finanziario elevato</strong>, con una ridotta capacità di far fronte agli impegni, anche a breve termine. Sulla finanza aziendale pesa il termine del periodo di preammortamento a due anni dall’attivazione dei prestiti garantiti, per i quali rimane ancora ampio lo stock in essere, valutato al 30 giugno 2022 pari al 9,5% del PIL.</p>
<p>L’impatto dei costi dell’energia sta condizionando le <strong>scelte di politica fiscale</strong>. L’intervento fiscale espansivo delineato dalla Nota di aggiornamento è di oltre 9 miliardi di euro per quest&#8217;anno e a circa 21 miliardi nel 2023. Questi 30 miliardi di euro – se destinati interamente a contrastare il caro energia come preannunciato – si sommano agli interventi già adottati per 5,5 miliardi sul 2021 e per 57,6 miliardi per il 2022, portando a circa 93 miliardi di euro le risorse impegnate nell&#8217;arco di 22 mesi per contrastare lo shock energetico. Come ha delineato in <a href="https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2022/11/Audizione-UPB_NADEF-2022-Vers_riv_e-int.pdf">audizione l’Ufficio parlamentare di bilancio</a> vi è il “<em>rischio di dover disporre interventi aggiuntivi contro il caro energia, dal momento che le misure inserite nella manovra riguarderebbero solo i primi tre-quattro mesi del 2023</em>”. L&#8217;intervento espansivo della manovra fornisce nel 2023 un impulso alla crescita di 0,3 punti di PIL &#8211; differenza tra il tasso di crescita programmatico (+0,6%) e quello tendenziale (+0,3%) – mantenendo in una zona di sicurezza il sentiero di <strong>riduzione del rapporto tra debito e PIL</strong>, che dopo la discesa di 4,6 punti quest&#8217;anno, vede un calo di 1,1 punti nel 2023, di 2,3 punti nel 2024 e di 1,1 punti nel 2025.</p>
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		<title>STUDI – Segnali di rallentamento e peso dell’inflazione energetica sulle politiche economiche. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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