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	<title>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione” Confartigianato, CNA, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 29 Luglio 2026·AMBIENTE Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Luglio 2026·MEDIA L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
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		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 29 Luglio 2026·LAVORO Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Luglio 2026·CONGIUNTURA Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Luglio 2026·MEDIA Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221; Il cambiamento climatico mette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 22 Luglio 2026·ENERGIA Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia   L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 21 Luglio 2026·LAVORO Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221; No [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Luglio 2026·EXPORT Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Luglio 2026·INNOVAZIONE #artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato Alla fine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Luglio 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 14 Luglio 2026·ALIMENTAZIONE Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Luglio 2026·MEDIA Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24) Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
</div>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132255</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·LAVORO Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping Le principali organizzazioni datoriali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MOTORI Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026 Si è tenuta il 9 luglio a Monza, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132228</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Luglio 2026·MEDIA La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano La salute come bene comune, la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 9 Luglio 2026·INNOVAZIONE Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività Debutta il Manifesto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Luglio 2026·INNOVAZIONE Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese Confartigianato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Luglio 2026·MADE IN ITALY &#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132169</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 6 Luglio 2026·CONGIUNTURA Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato   Le incertezze sull’evoluzione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/01/studi-il-percorso-a-ostacoli-per-leconomia-italiana-nel-2024-lanalisi-su-ilsussidiario-net/">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-115455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">2 Gennaio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-115454" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/01/pexels-steve-ferency-3520262-_2-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 ereditano dall’anno precedente una frenata del commercio internazionale e un aumento dei tassi di interesse senza precedenti nella storia dell&#8217;euro. Un prolungamento della restrizione monetaria e il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio potrebbe delineare un quadro di politiche economiche restrittive. Una bassa crescita mette in discussione il profilo discendente del rapporto debito/PIL. Le imprese reagiscono tutelando il capitale umano e gli occupati salgono di quasi mezzo milione di unità in un anno, con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno.</p>
<p>L’analisi sulle previsioni di crescita, sulle tendenze della congiuntura e le incognite delle politiche economiche è proposta nell’articolo ‘<strong>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024’</strong> a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato su il Sussidiario.net.</p>
<p>Nel corso dell’autunno si sono dimezzate le <strong>previsioni di crescita</strong> per il 2024, passando dal +1,2% della Nota di aggiornamento al DEF di fine settembre al +0,6% di Banca d’Italia di metà dicembre.</p>
<p>Il 2023 si è delineato come un <em>annus horribilis</em> per il <strong>commercio internazionale</strong>: nei primi dieci mesi del 2023 il volume degli scambi internazionali è sceso del 2,2% su base annua, un ampio segno negativo che da inizio secolo si è registrato solo nel 2020 con la pandemia e nel 2009 con la crisi innescata dai mutui subprime. Faticano le vendite del made in Italy: le <strong>esportazioni</strong> in volume ad ottobre ristagnano (-0,4%) e nei primi dieci mesi del 2023 scendono del 4,4%. La flessione arriva all’8,4% in Germania, il gigante europeo in recessione. Secondo le previsioni, la <strong>domanda estera dell&#8217;Italia </strong>dovrebbe ritornare a salire (+2,3%) nel 2024. La minore domanda estera si ripercuote sulla produzione<strong> manifatturiera, </strong>che nel trimestre agosto-ottobre cala dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e nel complesso dei primi dieci mesi dell’anno scende del 2,1%.</p>
<p>L’attività nelle <strong>costruzioni</strong> sale del 2,0% nella media del trimestre agosto – ottobre 2023 nel confronto con il trimestre precedente, un dinamismo su cui potrebbe aver influito l’effetto temporaneo della corsa di fine anno per chiudere i cantieri del superbonus. Nella media dei primi dieci mesi del 2023 la produzione scende dell’1,5%.</p>
<p>Sul fronte dei consumi, nel terzo trimestre 2023 la <strong>spesa delle famiglie</strong>, a prezzi costanti, segna un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente (dopo una variazione nulla nel secondo trimestre del 2023). A ottobre 2023 il volume delle <strong>vendite al dettaglio</strong> segna un aumento congiunturale dello 0,3% e nei primi dieci mesi dell’anno registra una flessione tendenziale del 3,9%.</p>
<p>A dicembre provengono segnali positivi dall’aumento della<strong> fiducia dei consumatori e delle imprese</strong>. L’aumento è più marcato per le imprese nei servizi di mercato, più contenuto nelle costruzioni e nel commercio al dettaglio, mentre cala l’indice di fiducia nella manifattura, su cui pesa il calo della domanda internazionale.</p>
<p>Il caro tassi frena gli investimenti in macchinari. Ad ottobre 2023 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese in Italia sale al 5,52%, in aumento di 391 punti base rispetto all’1,61% di giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. Nonostante la frenata dell’aumento dei prezzi – nel 2024 il tasso inflazione nell&#8217;Eurozona si dimezzerà al 2,7% rispetto al 5,4% del 2023 – la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2023/html/ecb.mp231214~9846e62f62.it.html">BCE</a> ritiene che i tassi di interesse si collochino su livelli che, “<em>mantenuti per un periodo sufficientemente lungo</em>”, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento del target del 2% di inflazione. La stretta monetaria mette a rischio gli <strong>investimenti</strong>, vitali per le imprese sia per aumentare la produttività, che per gestire le transizioni green e digitale. Nel terzo trimestre del 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> sono scesi dell&#8217;1,9% su base annua, mentre un segnale in controtendenza arriva dalla forte risalita (+18,2%) di quelli in <strong>mezzi di trasporto</strong>, una tendenza che favorisce una mobilità di merci e persone più sostenibile.</p>
<p>A fine 2023 persistono elevati <strong>prezzi retail dell’energia</strong>. A novembre il prezzo al consumo di elettricità e gas, pur scendendo del 42,3% rispetto un anno prima, rimane del 55,8% superiore alla media del 2021. Le ultime previsioni di Banca d&#8217;Italia indicano per il 2024 un <strong>prezzo del gas</strong> di 47,4 euro/MWh, in risalita del 14,2% rispetto ai 41,5 euro/MWh del 2023, collocandosi su un livello più che doppio (+162%) rispetto alla media del triennio pre-pandemia (2017-2019).</p>
<p>Le imprese rimangono preoccupate della <strong>spinta delle materie prime e dei costi energetici</strong> &#8211; come evidenziato nella <a href="https://www.confartigianatovicenza.it/analisi-confartigianato-sulle-attese-per-il-2024/">rilevazione pubblicata dall&#8217;Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza</a> nei giorni scorsi e particolarmente significativa dato che la provincia vicentina è la terza in Italia, dopo Milano e Torino, per valore delle esportazioni – mentre si mostrano resilienti sul fronte degli investimenti e dell’occupazione: gli imprenditori stanno reagendo ai segnali recessivi tutelando le risorse del capitale umano e fisico delle imprese.</p>
<p>Grazie a questo orientamento delle imprese, anche in una fase di congiuntura debole, va in controtendenza una marcata <strong>crescita dell’occupazione</strong>, che ad ottobre 2023 consolida un prolungato ciclo espansivo, con 458 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, una dinamica determinata dall’aumento di 455 mila dipendenti permanenti (+3,0%) e di 66 mila indipendenti (+1,3%) mentre scendono di 64 mila unità i dipendenti a termine (-2,1%). Crescono anche le <strong>ore lavorate</strong>, che nei primi tre trimestri del 2023 segnano un aumento del 2,2% su base annua. Rispetto a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia, il mercato del lavoro ha 653 mila occupati in più, una crescita trainata dall’aumento di 848 mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Una analisi condotta con l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche evidenzia che gli occupati nel Mezzogiorno (+2,8%) crescono ad un ritmo di 1,2 punti superiore a quello del Centro Nord (+1,6%): un differenziale di crescita così alto non si trovava dall’inizio del 2016. Tra le maggiori regioni per numero di occupati, si osservano aumenti più marcati e superiori alla media nazionale in Sicilia (+3,9%), Puglia (+3,7%), Veneto (+3,0%) e Campania (+2,5%); il segno negativo è poco diffuso, presente solo in Friuli-Venezia Giulia (-1,1%) e, seppure lieve, nella Provincia Autonoma di Trento (-0,1%).</p>
<p>Sul 2024 grava l&#8217;ombra di un eccessivo prolungamento della stretta monetaria, sincronizzato con una politica fiscale che, con il ritorno di vigore delle regole europee di bilancio e in condizioni di bassa crescita, potrebbe tornare ad essere restrittiva. Nei prossimi mesi troverà attuazione l’accordo politico del 21 dicembre sulle <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/21/economic-governance-review-council-agrees-on-reform-of-fiscal-rules/"><strong>nuove regole del Patto di stabilità e crescita</strong></a>. L’Italia detiene, con la Francia, il <strong>deficit</strong> più ampio tra le maggiori economie dell’Ue, pari al 4,4% del PIL nel 2024: per la seconda e la terza economia europee appare più probabile una apertura di procedura di infrazione per deficit eccessivo, anche se il ciclo elettorale europeo, con le elezioni del 6-9 giugno 2024, potrebbe stemperare le richieste della Commissione europea. Con il rallentamento della crescita dell’economia italiana, torna a salire il <strong>rapporto debito/PIL</strong>. In condizioni di bassa crescita, il rischio di un ritorno ad una <strong>politica fiscale restrittiva</strong> è più probabile. Un aggiustamento per l’Italia potrebbe modificare il sentiero di discesa della <strong>pressione fiscale</strong>. L’attuazione del <strong>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> (PNRR) attenua gli eventuali effetti recessivi della politica di bilancio.</p>
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		<title>Il percorso a ostacoli per l’economia italiana nel 2024. L’analisi su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese </title>
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