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	<title>Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Confartigianato a Bruxelles celebra 80 anni di storia e di futuro in Italia e in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-a-bruxelles-celebra-80-anni-di-storia-e-di-futuro-in-italia-e-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 10:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Settembre 2026·EUROPA Confartigianato a Bruxelles celebra 80 anni di storia e di futuro in Italia e in Europa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
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			</item>
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		<title>Piccole imprese protagoniste dell&#8217;internazionalizzazione, Confartigianato al Forum PMI Italia &#8211; America Latina di Buenos Aires</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-protagoniste-dellinternazionalizzazione-confartigianato-al-forum-pmi-italia-america-latina-di-buenos-aires/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 15:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Settembre 2026·MERCATI ESTERI Piccole imprese protagoniste dell&#8217;internazionalizzazione, Confartigianato al Forum PMI Italia &#8211; America Latina di Buenos Aires [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pagamenti digitali, nel 2025 con le carte transati su POS e da remoto 505 miliardi di euro, con 392 transazioni al secondo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/pagamenti-digitali-nel-2025-con-le-carte-transati-su-pos-e-da-remoto-505-miliardi-di-euro-con-392-transazioni-al-secondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 14:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti digitali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132978</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Settembre 2026·PAGAMENTI Pagamenti digitali, nel 2025 con le carte transati su POS e da remoto 505 miliardi di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli su rialzo tassi Bce: “Con nuova stretta sul credito a rischio investimenti Mpi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-su-rialzo-tassi-bce-con-nuova-stretta-sul-credito-a-rischio-investimenti-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 12:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[tacci bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 10 Settembre 2026·CREDITO Granelli su rialzo tassi Bce: “Con nuova stretta sul credito a rischio investimenti Mpi” «Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Bruxelles il Presidente Granelli incontra la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/a-bruxelles-il-presidente-granelli-incontra-la-presidente-del-parlamento-europeo-roberta-metsola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:18:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[luca crosetto]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Metsola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Settembre 2026·EUROPA A Bruxelles il Presidente Granelli incontra la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola Ruolo delle micro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ex Ilva: positiva l’attenzione del Governo. Ora confronto reale e risposte concrete</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ex-ilva-positiva-lattenzione-del-governo-ora-confronto-reale-e-risposte-concrete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 19:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Settembre 2026·EX ILVA Ex Ilva: positiva l’attenzione del Governo. Ora confronto reale e risposte concrete Confartigianato, CNA [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A &#8216;Match Point&#8217; Confartigianato entra nelle sfide del futuro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/a-match-point-confartigianato-entra-nelle-sfide-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 15:23:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[match point]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132919</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Settembre 2026·EVENTI A &#8216;Match Point&#8217; Confartigianato entra nelle sfide del futuro Confartigianato vuole stare pienamente ‘dentro’ le grandi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Match Point 2026, la partita del futuro: intelligenza artificiale, forza delle piccole imprese e sfide per l’Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/match-point-2026-la-partita-del-futuro-intelligenza-artificiale-forza-delle-piccole-imprese-e-sfide-per-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 13:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[match point]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Settembre 2026·EVENTI Match Point 2026, la partita del futuro: intelligenza artificiale, forza delle piccole imprese e sfide per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Trame di rinascita”: ad Amalfi la moda Made in Italy diventa strumento di emancipazione e riscatto per le donne</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/trame-di-rinascita-ad-amalfi-la-moda-made-in-italy-diventa-strumento-di-emancipazione-e-riscatto-per-le-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 08:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[donne impresa]]></category>
		<category><![CDATA[premio trame di rinascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132896</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Settembre 2026·DONNE IMPRESA “Trame di rinascita”: ad Amalfi la moda Made in Italy diventa strumento di emancipazione e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato al Bike Festival di Misano, al fianco degli artigiani della bicicletta</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-al-bike-festival-di-misano-al-fianco-degli-artigiani-della-bicicletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 17:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cargo byke]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132883</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 4 Settembre 2026·INIZIATIVE Confartigianato al Bike Festival di Misano, al fianco degli artigiani della bicicletta Confartigianato è al fianco [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato Motori: tra i premiati 2026 il campione del mondo Lando Norris</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-motori-tra-i-premiati-2026-il-campione-del-mondo-lando-norris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 15:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[LANDO NORRIS]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confartigianato Motori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132876</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 4 Settembre 2026·MOTORI Confartigianato Motori: tra i premiati 2026 il campione del mondo Lando Norris Il campione del mondo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ALPI Design Awards 2026, aperte le candidature al premio dedicato ad artigianato e design per la montagna</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/alpi-design-awards-2026-aperte-le-candidature-al-premio-dedicato-ad-artigianato-e-design-per-la-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 09:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[premio alpi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132843</guid>

					<description><![CDATA[<p>EVENTI 4 Settembre 2026·MONTAGNA ALPI Design Awards 2026, aperte le candidature al premio dedicato ad artigianato e design per la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>È online il podcast dei Giovani Imprenditori di Confartigianato con tante storie di eccellenza artigiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/e-online-il-podcast-dei-giovani-imprenditori-di-confartigianato-con-tante-storie-di-eccellenza-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:02:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fare impresa che storia]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132785</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 3 Settembre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI È online il podcast dei Giovani Imprenditori di Confartigianato con tante storie di eccellenza artigiana [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Premio Confartigianato Motori a Monza: 70mila imprese artigiane, tre su quattro nell’autoriparazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/premio-confartigianato-motori-a-monza-70mila-imprese-artigiane-tre-su-quattro-nellautoriparazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 13:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[autoriparazione]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confartigianato Motori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132798</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 3 Settembre 2026·AUTORIPARAZIONE Premio Confartigianato Motori a Monza: 70mila imprese artigiane, tre su quattro nell’autoriparazione La filiera dell’auto attraversa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli a “Camper” (Rai 1): «L’artigianato è il futuro che ha radici profonde»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/il-presidente-granelli-a-camper-su-rai-1-lartigianato-e-il-futuro-che-ha-radici-profonde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 12:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPER]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[Rai 1]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132718</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Settembre 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a “Camper” (Rai 1): «L’artigianato è il futuro che ha radici profonde» «L’artigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>PIL e lavoro tengono, ma energia e tassi frenano la ripresa. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/pil-e-lavoro-tengono-ma-energia-e-tassi-frenano-la-ripresa-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 09:39:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[sussidiario.net]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132688</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Settembre 2026·MEDIA PIL e lavoro tengono, ma energia e tassi frenano la ripresa. L’analisi su IlSussidiario.net La crescita [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132657</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Agosto 2026·MERCATI ESTERI Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente Le imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Persi 2,2 miliardi di euro di made in Italy verso il Medio Oriente in quattro mesi di guerra, il 46% del calo dell’export UE</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/persi-22-miliardi-di-euro-di-made-in-italy-verso-il-medio-oriente-in-quattro-mesi-di-guerra-il-46-del-calo-dellexport-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 10:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132645</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Agosto 2026·EXPORT Persi 2,2 miliardi di euro di made in Italy verso il Medio Oriente in quattro mesi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stop a 850mila finti artigiani: la legge c&#8217;è, ora le Regioni la applichino</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/stop-a-850mila-finti-artigiani-la-legge-ce-ora-le-regioni-la-applichino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132594</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 24 Agosto 2026·MADE IN ITALY Stop a 850mila finti artigiani: la legge c&#8217;è, ora le Regioni la applichino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132565</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/03/studi-primavera-in-ritardo-per-leconomia-italiana-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-116682 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-ilsussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">18 Marzo 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Primavera in ritardo per l’economia italiana. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-116684" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/03/cargo-ship-7058185_1280_US-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Mentre la crisi del Mar Rosso sta ritardando la ripresa del commercio internazionale, sul fronte delle politiche economiche si attende un allentamento della stretta monetaria, ma il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee riduce il sostegno della politica fiscale, lasciando al PNRR il compito di supportare la domanda aggregata, in particolare quella per investimenti.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/3Vs3uyR">I NUMERI/ Dalla Bce al Mar Rosso, i fronti di crisi che lasciano all’Italia (solo) il Pnrr</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il volume degli <strong>scambi commerciali in transito per Canale di Suez</strong> da fine novembre 2023, mese d’inizio degli attacchi degli Houthi a navi occidentali nel Mar Rosso, si è progressivamente ridotto e a febbraio 2024 risulta dimezzato (-56,1%). In parallelo, sempre tra novembre 2023 e febbraio 2024, il <strong>volume degli scambi commerciali in transito per il Capo di Buona Speranza</strong> è aumentato del 75,1%.</p>
<p>L’allungamento delle rotte commerciali determina un <strong>forte incremento dei costi del trasporto navale</strong> che si trasmette ai <strong>prezzi dei beni importati</strong>. Queste turbolenze possono generare un impatto fino a dieci punti sui prezzi dei beni importati e di 0,3 punti percentuali sull’inflazione nel periodo 2024-25. Le modifiche delle rotte e la disintermediazione dei porti italiani espongono a rischi 13 mila<strong> imprese del sistema del trasporto e logistica </strong>che operano nei principali porti per movimentazione di merci via Mar Rosso.</p>
<p>Si intensifica il calo del <strong>commercio estero con i paesi extra Ue</strong>: a gennaio 2024, le stime preliminari dell’Istat indicano una accentuata riduzione congiunturale dell’8,7% delle importazioni e del 4,5% delle esportazioni. A gennaio 2024 l’export extra Ue scende dell’1,2% rispetto un anno prima, con una maggiore accentuazione per alcuni mercati prevalentemente raggiunti via nave attraverso il Mar Rosso quali Cina (-46,2%) e Oceania (-38,0%), mentre tiene il made in Italy verso l’India (+0,3%) e sale quello verso il Giappone (+19,9%).</p>
<p>Sul calo dell’export pesa la bassa domanda dei giganti manifatturieri addormentati di Europa e Asia: nel 2023 le vendite del made in Italy in <strong>Germania</strong> scendono del 3,6% e in <strong>Cina</strong> – al netto del farmaceutico, che presenta un valore <em>outiler</em> di +192,1% – scendono dello 0,9%.</p>
<p>La <strong>produzione manifatturiera</strong> nel 2023 cede del 2,2% su base annua, un calo più marcato dell’1,6% della media Ue. Dopo il recupero delle <strong>attese degli ordini</strong> delle imprese manifatturiere nel trimestre novembre 2023-gennaio 2024, il saldo scende bruscamente a febbraio.</p>
<p>Lo scorso 7 marzo la <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240307~a5fa52b82b.it.html">BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse</a>, mentre l’<strong>inflazione</strong> nell’Eurozona a febbraio scende al 2,6%. Nelle ultime proiezioni della BCE l’inflazione è stata rivista al ribasso e si colloca al 2,3% nella media del 2024. Le autorità monetarie europee decideranno sulla base dei dati “<em>per determinare livello e durata adeguati della restrizione</em>”. I tassi di interesse pagati dalle imprese segnano una flessione dai picchi di fine 2023 ma rimangono alti, pesando sulla domanda di prestiti. A gennaio 2024 il <strong>costo del credito bancario per le imprese</strong> è pari al 5,54%, 32 punti base in più rispetto al 5,22% dell’Eurozona e superiore di 393 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente all’avvio della stretta monetaria. A fronte del caro-tassi cede la domanda di credito: a gennaio 2024 i <strong>prestiti delle imprese</strong> scendono del 4,0% su base annua, accentuando il calo del 3,6% di dicembre 2023. La bolla dei <strong>costi energetici</strong> per imprese e famiglie si sgonfia lentamente. Nel 2023 il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica è ritornato sul livello medio del 2021, e i prezzi all’importazione di petrolio greggio sono del 10,1% sopra il livello di due anni prima. In parallelo i prezzi al consumo di elettricità e gas rimangono del 76,0% superiore ai livelli del 2021, un divario che scende al 42,4% in Eurozona.</p>
<p>Vi sono <strong>good news </strong>per investimenti e lavoro. quarto trimestre del 2023, l&#8217;aumento degli <strong>investimenti </strong>contribuisce con mezzo punto alla crescita del PIL dell’economia italiana. Nonostante la stretta monetaria in corso e il calo dei prestiti, come anticipato dal <a href="https://bit.ly/3wKnUsu">rapporto ‘Meccanica 2024’ presentato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>, nel 2023 gli <strong>investimenti in macchinari e impianti</strong> in Italia salgono del 6,4% su base annua a fronte del +3,9% della media Ue 27, facendo meglio di Francia (+4,2%) e Germania (+3,0%), mentre la Spagna è in territorio negativo (-1,8%).</p>
<p>Nonostante il debole ciclo economico, tiene la domanda di lavoro. A gennaio 2024 gli <strong>occupati</strong> scendono dello 0,1% rispetto il mese precedente mentre salgono dell’1,6% su base annua, pari a 362mila lavoratori in più. A far da traino è il +2,4% dei dipendenti a tempo indeterminato, in aumento di 373mila unità, mentre gli occupati dipendenti a tempo determinato scendono dell’1,1%. Sono in positivo anche gli occupati indipendenti, che crescono dello +0,4%, pari a 22mila lavoratori in più.</p>
<p>Nei <strong>due anni di guerra in Ucraina</strong>, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza, di un violento shock energetico e della perdita del potere di acquisto delle famiglie, gli occupati salgono di 775mila unità – <strong>più di mille nuovi occupati al giorno</strong> &#8211; con un aumento di 868mila dipendenti permanenti.</p>
<p>Sul fronte delle<strong> politiche economiche, </strong>mentre si attende una <strong>riduzione dei tassi</strong> da parte della BCE, il ritorno in vigore delle regole di bilancio europee espone l’Italia, insieme con la Francia, ad una <strong>procedura di infrazione per deficit</strong> eccessivo. Nella revisione pubblicata nei giorni scorsi, l’Istat calcola per il 2023 un deficit del 7,2% del PIL, in discesa rispetto all’8,6% nel 2022, ma di quasi due punti superiore al 5,3% indicato nel Documento programmatico di bilancio inviato ad ottobre alla Commissione europea. In un contesto di deboli politiche economiche, diventa vitale il sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma preoccupa lo <strong><em>switch</em> temporale della spesa del PNRR</strong>. Nel DEF di aprile 2021 si indicava che entro il 2023 dovevano essere spesi 85,9 miliardi di euro (il 44,9% del totale delle risorse del PNRR), dopo un anno, nel DEF 2022, la spesa prevista scende a 77,0 miliardi di euro (40,2% del totale), a settembre 2022, nella Nota di aggiornamento al DEF 2022, scende a 61,4 miliardi (32,1%). Nella terza relazione sul Piano pubblicata lo scorso maggio si indicavano 118 misure con difficoltà di realizzazione. Per 59 misure, che complessivamente valgono 68,3 miliardi di spesa, pari ad un terzo (35,7%) del Piano, vi è almeno una criticità normativa e nella gestione della Pubblica amministrazione. Nel consuntivo contenuto nella quarta relazione sul Piano approvata dal Governo a fine febbraio 2024, la spesa sostenuta a tutto il 2023 è di 45,7 miliardi di euro, il 23,8% dell’intero Piano, 40,1 miliardi in meno di quanto previsto tre anni fa. Nel <a href="https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComunicati?Id=a7971f59-8fe7-4342-bbb2-3cb1380aef2a">relazione della Corte dei conti</a> sullo stato di attuazione del PNRR pubblicata l’11 marzo si indica che “<em>è proprio la capacità amministrativa a evidenziarsi come elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell’ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi.” </em>I ritardi pesano sulla crescita: nell’ipotesi di una completa e tempestiva realizzazione degli investimenti del Piano, infatti, è attesa per quest’anno una maggiore crescita di 7 decimi di punto di PIL, decisiva per evitare una recessione.</p>
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