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	<title>Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto scuola-lavoro&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-tgcom24-su-caro-energia-e-crisi-manodopera-servono-scelte-ue-forti-e-patto-scuola-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 12:30:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[tgcom24]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 4 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli a Tgcom24 su caro-energia e crisi manodopera: &#8216;Servono scelte Ue forti e patto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-buon-lavoro-al-ministro-del-turismo-gianmarco-mazzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:54:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;Buon lavoro al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi&#8221; “Esprimiamo i nostri migliori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue per tutelare imprese”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-riduzione-accise-in-dl-carburanti-ma-ora-serve-piano-strutturale-ue-per-tutelare-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 11:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DL CARBURANTI]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130608</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Granelli: “Bene riduzione accise in Dl carburanti. Ma ora serve piano strutturale Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza di personale</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/a-pasqua-gli-artigiani-del-food-sfidano-rincari-di-materie-prime-e-energia-e-carenza-di-personale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buona Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Gaggion]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130602</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 3 Aprile 2026·PASQUA A Pasqua gli artigiani del food sfidano rincari di materie prime e energia e carenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/la-pace-come-lavoro-quotidiano-il-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 06:57:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Aprile 2026·MEDIA La pace come lavoro quotidiano: il nuovo numero di Spirito Artigiano In un contesto internazionale segnato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/il-presidente-granelli-intervento-del-governo-su-transizione-5-0-rida-certezze-alle-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 12:03:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130566</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 1 Aprile 2026·TRANSIZIONE 5.0 Il Presidente Granelli: &#8220;Intervento del Governo su Transizione 5.0 ridà certezze alle imprese&#8221; “Siamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il focus sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/artigianato-della-cura-del-verde-crescita-a-doppia-cifra-101-in-cinque-anni-il-focus-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:25:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giardinieri]]></category>
		<category><![CDATA[imprese del verde]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 1 Aprile 2026·CURA DEL VERDE Artigianato della cura del verde: crescita a doppia cifra (+10,1%) in cinque anni. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/stop-ai-finti-artigiani-dal-7-aprile-svolta-storica-voluta-da-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·MADE IN ITALY Stop ai finti artigiani: dal 7 aprile svolta storica voluta da Confartigianato C’è una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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		<title>Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-e-la-sfida-delle-organizzazioni-aumentate-il-middle-management-motore-del-cambiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 22:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[middle management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato e la sfida delle &#8216;Organizzazioni Aumentate&#8217;: il middle management motore del cambiamento Potenziare le capacità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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		<item>
		<title>Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto nel webinar del 13 aprile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/guerra-del-golfo-le-criticita-per-le-filiere-di-manifattura-e-costruzioni-il-punto-nel-webinar-del-13-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
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		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Marzo 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Guerra del Golfo: le criticità per le filiere di manifattura e costruzioni. Il punto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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		<title>Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/decreto-fiscale-confartigianato-penalizzati-gli-investimenti-delle-imprese-su-transizione-5-0/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 10:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·TRANSIZIONE 5.0 Decreto fiscale, Confartigianato: “Penalizzati gli investimenti delle imprese su Transizione 5.0” “Amara sorpresa dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in Italy</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/dalle-botteghe-alle-strade-bianche-eroica-e-confartigianato-insieme-per-il-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 09:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eroica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Marzo 2026·MADE IN ITALY Dalle botteghe alle strade bianche: Eroica e Confartigianato insieme per il Made in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’alta qualità dei dolci pasquali, grazie a 37mila imprese artigiane e 1.699 prodotti della tradizione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/lalta-qualita-dei-dolci-pasquali-grazie-a-37mila-imprese-artigiane-e-1-699-prodotti-della-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130460</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Marzo 2026·ALIMENTAZIONE L’alta qualità dei dolci pasquali, grazie a 37mila imprese artigiane e 1.699 prodotti della tradizione  A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 28 marzo Linea Verde Start a Venezia,  unica al mondo per saperi e tradizioni</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[confartigianato lecce]]></category>
		<category><![CDATA[confartigianato lodi]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Marzo 2026·MEDIA Il 28 marzo Linea Verde Start a Venezia, unica al mondo per saperi e tradizioni Sabato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il punto sulla guerra del Golfo: import GNL dal Qatar, rischi per costi energia e crescita</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/il-punto-sulla-guerra-del-golfo-import-gnl-dal-qatar-rischi-per-costi-energia-e-crescita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:26:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130399</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 23 Marzo 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Il punto sulla guerra del Golfo: import GNL dal Qatar, rischi per costi energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il principio “Think Small First” entra tra le priorità dei Capi di Stato e di Governo Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/il-principio-think-small-first-entra-tra-le-priorita-dei-capi-di-stato-e-di-governo-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:48:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[‘Think Small First’]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130344</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Marzo 2026·EUROPA Il principio “Think Small First” entra tra le priorità dei Capi di Stato e di Governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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		<title>Il Sistema Confartigianato celebra la Giornata della Cultura Artigiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/il-sistema-confartigianato-celebra-la-giornata-della-cultura-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata cultura artigiana]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130337</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Marzo 2026·CULTURA ARTIGIANA Il Sistema Confartigianato celebra la Giornata della Cultura Artigiana In occasione della festività di San [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da Tg1 Rai al Corriere della sera: la Giornata della cultura artigiana sui media</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/da-tg1-rai-al-corriere-della-sera-la-giornata-della-cultura-artigiana-sui-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 10:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata cultura artigiana]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Marzo 2026·CULTURA ARTIGIANA Da Tg1 Rai al Corriere della sera: la Giornata della cultura artigiana sui media La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato protagonista a Londra con la mostra “Benfatto. L’eccellenza dell’artigianato tra arte, materia e tempo”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/confartigianato-protagonista-a-londra-con-la-mostra-benfatto-leccellenza-dellartigianato-tra-arte-materia-e-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 11:15:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Benfatto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130299</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Marzo 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato protagonista a Londra con la mostra “Benfatto. L’eccellenza dell’artigianato tra arte, materia e tempo” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli e il Ministro Urso a L’Aquila: le riforme per il futuro dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/03/granelli-e-il-ministro-urso-a-laquila-le-riforme-per-il-futuro-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 22:50:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[quinta giornata della cultura artigiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 19 Marzo 2026·CULTURA ARTIGIANA Granelli e il Ministro Urso a L’Aquila: le riforme per il futuro dell’artigianato A L’Aquila Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-117182 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-bce tag-credito tag-ilsussidiario-net tag-sussidiario-net" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">15 Aprile 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-117183" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/04/pexels-pixabay-259234_studi-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Nei giorni scorsi si sono meglio delineate le prospettive delle politiche economiche per l’Italia, in un contesto che rimane caratterizzato da rischi e incertezze. Martedì scorso il Governo ha varato il <a href="https://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/documenti_programmatici/def_2024/DEF-2024_PDS.pdf">Documento di economia e finanza per il 2024</a>, tracciando le tendenze dei conti pubblici a legislazione vigente, mentre giovedì il <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento</a>, nonostante a marzo l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,4% rispetto al 2,6% di febbraio.</p>
<p>L’analisi dell’Ufficio Studi degli scenari nelle politiche economiche è proposta nell’articolo <a href="https://bit.ly/4aKQJUm">I NUMERI/ Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia</a> a firma di Enrico Quintavalle, pubblicato su IlSussidiario.net.</p>
<p>Il DEF 2024 abbassa le previsioni di crescita per il 2024-2025 e conferma una riduzione del rapporto deficit/PIL, che nel 2027 scende al 2,2%. Il peso del debito, invece, torna a salire, passando dal 137,3% del PIL del 2023 al 139,6% del 2026, modificando il sentiero di stabilizzazione tracciato lo scorso settembre nella Nota di aggiornamento al DEF 2023.</p>
<p>Il quadro programmatico – quello previsto con le manovre di bilancio – è rinviato al prossimo <strong>P</strong><strong>iano fiscale-strutturale di medio termine</strong> previsto dalle nuove regole europee. Il Piano, che avrà una cadenza allineata alla durata della legislatura (5 anni per l’Italia), sarà presentato il prossimo 20 settembre e, nel periodo di programmazione, ogni 30 aprile, sarà integrato da un Rapporto di monitoraggio annuale.</p>
<p>Dietro alle traiettorie degli indici di finanza pubblica si celano le <strong>complessità della politica fiscale italiana</strong>. Il<strong> deficit</strong> è ampiamente superiore al 3% del PIL, e con il <strong>ritorno in vigore del Patto di stabilità e crescita</strong> &#8211; come preannunciato dal <a href="https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/articoli/2022-Giancarlo_Giorgetti/Audizione-del-ministro-Giorgetti-dinanzi-alle-commissioni-bilancio-di-camera-e-senato-sulla-riforma-della-governance-economica-UE/">ministro dell&#8217;economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti</a> &#8211; è scontata l’apertura di una <strong>procedura per disavanzo eccessivo</strong> nei confronti dell&#8217;Italia, della Francia e di altri dieci paesi. Nelle raccomandazioni di maggio del 2023 la Commissione riteneva opportuno per l’Italia un miglioramento del saldo strutturale di almeno lo 0,7 % del PIL per il 2024. Nell’ipotesi di un aggiustamento di questo ordine di grandezza e la conferma degli interventi sul cuneo fiscale e sull’Irpef la prossima<strong> manovra di bilancio per il 2025</strong> richiederebbe risorse per 1,4 punti di PIL da reperire con maggiori entrate e minori spese. In relazione al <strong>ciclo elettorale europeo</strong> (elezioni a giugno e nuova Commissione europea in autunno) si potrebbero contenere le richieste di aggiustamento per Italia e Francia.</p>
<p>I futuri aggiustamenti di bilancio dovranno adattarsi alle nuove regole previste dalla <strong>riforma del Patto di stabilità e crescita</strong> che, per i paesi ad alto debito come l’Italia, prevedono una riduzione del rapporto debito/PIL dell’1% all’anno e un prudenziale limite del rapporto deficit/PIL dell’1,5%. Il sostegno all’economia dato dal <strong>PNRR</strong> è depotenziato dai <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/i-numeri-dalla-bce-al-mar-rosso-i-fronti-di-crisi-che-lasciano-allitalia-solo-il-pnrr/2676579/">ritardi nell’attuazione del Piano e da una carente capacità amministrativa</a>.</p>
<p>Un severo aggiustamento fiscale potrebbe ridurre le risorse necessarie per accompagnare le famiglie nell’<strong>attuazione della direttiva sulle case green, </strong>da cui è attesa una diminuzione dell’energia utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035. Si stima che siano 9,5 milioni (37,1%) le abitazioni occupate collocate nella classe energetica meno efficiente (G). Ulteriori incertezze e complessità burocratiche deriverebbero dalla sostituzione dei crediti di imposta con i contributi.</p>
<p>La <strong>stretta monetaria </strong>sta riducendo il <strong>tasso di investimento delle imprese</strong>, che nel 2023 scende al 18,7% del valore aggiunto, in calo di 1,2 punti dal 19,9% del 2022. In prospettiva di una restrizione fiscale, diventa particolarmente prezioso il pacchetto di<strong> sostegno agli investimenti per la transizione 5.0</strong>, contenuto nel decreto PNRR dello scorso 2 marzo, che prevede crediti di imposta per investimenti effettuati per <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-dl-pnrr-al-via-transizione-5-0-6-3-miliardi-per-la-sfida-green-e-digitale-delle-imprese">6,2 miliardi di euro nel biennio 2024 e 2025, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio</a>.</p>
<p>Se la governance fiscale diventa restrittiva, è più che mai necessario un rapido cambio di direzione della<strong> politica monetaria. </strong>A marzo l&#8217;inflazione nell&#8217;Eurozona scende al 2,4% (era 2,6% a febbraio) e la componente di fondo si colloca al 3,1% (era 3,3% a febbraio). Il segnale di riduzione dell’inflazione non si è ancora tradotto in un taglio dei tassi. Nella seduta dello scorso 11 aprile il Consiglio direttivo della BCE ha mantenuto <strong>invariati i tassi di riferimento</strong>. Nel <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2024/html/ecb.mp240411~1345644915.it.html">comunicato stampa</a> si indica che “<em>se la valutazione aggiornata del Consiglio direttivo in merito alle prospettive di inflazione, alla dinamica dell’inflazione di fondo e all’intensità della trasmissione della politica monetaria accrescesse ulteriormente la sua certezza che l’inflazione stia convergendo stabilmente verso l’obiettivo, sarebbe opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria</em>.” Un riduzione dei tassi è più probabile a giugno, ma i tempi rimangono incerti: “<em>il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi a un particolare percorso di riduzione</em>”. Il perdurare della stretta monetaria aggrava le condizioni finanziarie delle imprese italiane, maggiormente colpite dal <strong>caro tassi</strong>. A febbraio 2024 il <strong>costo del credito bancario</strong> per le imprese italiane è pari al 5,44%, di 32 punti base in più rispetto al 5,12% dell’Eurozona e superiore di 381 punti base rispetto a quelli di giugno 2022, mese precedente al primo rialzo, un aumento più marcato dei 329 punti base in più registrati in Eurozona.</p>
<p>Una eccessiva debolezza delle politiche economiche e un ritardo nella ripresa del commercio internazionale causato dalle turbolenze geopolitiche in atto, azionerebbero il <strong>freno a mano all’economia italiana, locomotiva europea nella ripresa post pandemia</strong>. Tra il 2019 e il 2023 l’Italia ha cumulato una crescita del PIL del 3,5%, facendo meglio di Spagna (+2,5%), Francia (+1,5%) e Germania (+0,7%). Nei precedenti vent’anni l’Italia è sempre stata all’ultimo posto tra le maggiori economie europee per tasso di crescita.</p>
<p>In parallelo, le imprese stanno sostenendo il <strong>ciclo espansivo del mercato del lavoro</strong>. A febbraio 2024 l&#8217;occupazione continua a crescere, segnando un aumento dell’1,5% su base annua, anche se dalle <a href="https://excelsior.unioncamere.net/sites/default/files/comunicati/10042024_com_Excelsior_aprile2024.pdf">previsioni di Unioncamere-Anpal per il trimestre aprile-giugno 2024</a> arriva un segnale di raffreddamento della domanda (-3,0% su base annua).</p>
<p>Le statistiche annuali confermano una straordinaria crescita dell’occupazione nell’ultimo biennio. Nonostante le incertezze del conflitto in Ucraina, una grave crisi energetica e il calo del commercio internazionale, tra il 2021 e il 2023 gli occupati in Italia sono saliti di 1 milione 26mila unità (+4,5%), con 838mila dipendenti permanenti in più (+5,7%) – di cui 801 mila a tempo pieno &#8211; a fronte di un aumento di 74mila dipendenti temporanei (+2,5%) e di 114mila indipendenti (+2,3%).</p>
<p>In una <strong>classifica ibrida tra le regioni italiane e i restanti 26 paesi dell’Ue</strong>, le performance occupazionali nell’ultimo biennio della Sicilia con +7,6%, della Puglia con +7,1% e del Veneto con +7,0%, sono migliori di quella della Spagna (+6,2%). L’intero Mezzogiorno con +5,7% fa meglio della Provincia Autonoma di Bolzano (+5,1%) e della Germania (+4,2%). La Calabria con +3,5% fa meglio della Provincia Autonoma di Trento (+3,4%) e della Francia (+3,1%). L’occupazione nel biennio in esame sale a doppia cifra a Catania (+15,1%), Padova (+13,7%), Prato (+12,3%), Benevento (+12%), Agrigento (+11,4%), Ascoli Piceno (+11,0%) e Catanzaro (+10,5%).</p>
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		<title>Tassi Bce, Def e i rischi di una frenata della locomotiva Italia. L’analisi di Confartigianato su IlSussidiario.net - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2024/04/studi-tassi-bce-def-e-i-rischi-di-una-frenata-della-locomotiva-italia-lanalisi-di-confartigianato-su-ilsussidiario-net/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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