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	<title>La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HOME XXL]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberta Metsola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Ottobre 2026·EVENTI Meloni all’Assemblea di Confartigianato annuncia la riforma della legge quadro dell’artigianato Il via libera del Governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/granelli-con-riforma-legge-quadro-imprese-libere-di-crescere-senza-perdere-identita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[MELONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità” “Dopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Ottobre 2026·MEDIA Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani &#160; Una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni manifatturiere]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Ottobre 2026·CONGIUNTURA Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-del-consiglio-giorgia-meloni-allassemblea-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Ottobre 2026·EVENTI Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/confartigianato-a-netzero-milan-2026-gli-ostacoli-allelettrificazione-delle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133735</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/spread-del-23-del-costo-dellenergia-elettrica-per-una-piccola-impresa-manifatturiera-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/percorsi-accoglienti-le-botteghe-che-raccontano-litalia-e-fanno-rete-con-il-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133707</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/confartigianato-al-ttg-di-rimini-lartigianato-al-centro-del-turismo-esperienziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/energia-e-sostenibilita-al-via-la-settimana-di-confartigianato-con-eventi-in-tutta-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133638</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia Oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/innovazione-in-crescita-soprattutto-nelle-piccole-imprese-il-report-dellistat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133594</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Ottobre 2026·INNOVAZIONE Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat Secondo l’Istat, nel recente report “L’innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
</div>
</div>
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<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-giornalista-maria-latella-a-confartigianato-riprendiamoci-lorgoglio-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[maria latella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133579</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Ottobre 2026·EVENTI La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy» Valorizzare il saper fare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-milano-scuola-e-impresa-affollano-il-teatro-strehler-per-seize-the-change-futuri-sostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133525</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the Change’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/green-skill-introvabili-16-milioni-di-lavoratori-il-report-di-confartigianato-allevento-seize-the-change/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[SETTIMANA ENERGIA E SOSTENIBILITA' 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133518</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
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<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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		<item>
		<title>A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-open-jam-i-giovani-imprenditori-confartigianato-raccontano-agli-studenti-il-valore-del-fare-impresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[open jam]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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			</item>
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		<title>A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-meta-2026-persiste-il-calo-36-dei-prestiti-alle-piccole-imprese-le-tendenze-per-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studii 8 Ottobre 2026·CREDITO A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
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<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre più qualificata</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-campagna-fiscale-2026-del-caaf-confartigianato-si-chiude-con-numeri-in-aumento-e-unassistenza-sempre-piu-qualificata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[caaf]]></category>
		<category><![CDATA[campagna fiscale 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133453</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Ottobre 2026·CAAF La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo piano da 20 miliardi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/con-intesa-sanpaolo-un-patto-per-la-crescita-delle-piccole-imprese-e-dei-territori-nuovo-piano-da-20-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anna roscio]]></category>
		<category><![CDATA[carlo messina]]></category>
		<category><![CDATA[INTESA SANPAOLO]]></category>
		<category><![CDATA[stefano barrese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133454</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Ottobre 2026·CREDITO Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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		<title>Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/export-delle-mpi-confartigianato-creare-le-condizioni-per-competere-sui-mercati-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 12:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[maeci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Ottobre 2026·MERCATI ESTERI Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali” “Le micro e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/07/studi-la-ricerca-del-lavoro-perduto-e-la-glaciazione-demografica-lanalisi-su-ilsussidario-net/">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-118992 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-lavoro-e-previdenza category-news" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">29 Luglio 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">LAVORO</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-118993" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1.webp 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-300x129.webp 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/07/pexels-thisisengineering-3862627-1-350x150.webp 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>In una fase di indebolimento del ciclo economico, la domanda di lavoro rimane tonica, ma si avvertono i primi segnali di una inversione di tendenza. Le imprese ricercano le competenze per affrontare le transizioni digitali e green, ma cresce la difficoltà di reperimento del personale, a cui le imprese stanno reagendo con misure diversificate per attrarre giovani talenti e trattenere i lavoratori con più elevate skills ed esperienza. Sulla carenza di competenza pesano la crisi demografica e una elevata inattività dei giovani. La transizione demografica lancia nuove sfide per le politiche pubbliche.</p>
<p>L’analisi delle ultime tendenze del mercato del lavoro, caratterizzate dalla crescente carenza di manodopera, un fenomeno inasprito dalla crisi demografica, viene proposta nell’articolo ‘<a href="https://bit.ly/3yi0P1m">I numeri del lavoro/ I mismatch e gli squilibri demografici mettono in crisi anche le imprese</a>’ a firma di Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato, pubblicato oggi su il Sussidiario.net.</p>
<p>A maggio 2024 si registrano 462 mila occupati in più (+2,0%) rispetto ad un anno prima, un aumento sostenuto dall’incremento di 498 mila dipendenti permanenti (+3,2%), mentre si registra una diminuzione di 77 mila dipendenti a termine (-2,6%). Una brusca frenata del mercato del lavoro si delinea nelle previsioni di assunzioni di luglio-settembre 2024, che nella rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cedono del 10,6% su base annua. Nei primi mesi del 2024 <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2024.06.osservatorio-cig-i-dati-di-maggio-2024.html#:~:text=%C3%88%20stato%20pubblicato%20l'Osservatorio,%2C1%20milioni%20di%20ore).&amp;text=Le%20ore%20di%20Cassa%20Integrazione,sono%20state%2026%2C3%20milioni.">crescono le ore di cassa integrazione</a>, in particolare in alcuni settori della manifattura interessati da una ancora <a href="https://bit.ly/4dXLhQi">bassa domanda estera</a>.</p>
<p>Si intensifica il mismatch tra domanda ed offerta di lavoro. A luglio 2024 il 48,4% delle entrate previste è di difficile reperimento. La carenza di manodopera è un problema diffuso nell’Unione europea: nel primo trimestre del 2024 in Italia l&#8217;8,1% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività dalla scarsità di manodopera, quota che sale al 22,8% nella media dell’Unione europea.</p>
<p>Nel rapporto ‘La ricerca del lavoro perduto’, presentato all’<a href="https://www.confartigianato.it/2024/06/eventi-la-ministra-del-lavoro-calderone-a-confartigianato-formazione-di-qualita-per-affrontare-insieme-la-carenza-di-personale/">Assemblea di Confartigianato in cui è intervenuta Marina Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali</a>, si stima un costo del mismatch per le micro e piccole imprese di 13,2 miliardi di euro di minore valore aggiunto causato dall&#8217;eccessivo ritardo nell&#8217;inserimento in azienda del nuovo personale.</p>
<p><strong>A rischio le transizioni digitale e green</strong> &#8211; Nel 2023 le imprese prevedono l&#8217;entrata di 699 mila lavoratori con una elevata richiesta di competenze digitali avanzate 4.0, e più della metà (51,8%) risulta di difficile reperimento: si tratta di 362 mila lavoratori con competenze per gestire le tecnologie di intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.</p>
<p>Secondo una rilevazione di Eurobarometro, per il 42,9% delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) italiane la carenza di competenze impedisce all’impresa di essere più sostenibile per l’ambiente, quota superiore di quattro punti al 38,9% della media UE. Sempre nel 2023, per due milioni 303 mila entrate previste dalle imprese sono richieste con un elevato grado di importanza competenze green (attitudine al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente), di cui un milione 108 mila, pari al 48,1%, sono di difficile reperimento. Risulta difficile da reperire un cluster di 497 mila lavoratori essenziali per le <em>twin transitions</em> delle imprese, per cui sono richieste contemporaneamente elevate competenze green e digitali avanzate 4.0, di cui 253 mila (50,9%) sono difficili da trovare sul mercato.</p>
<p><strong>La reazione delle imprese</strong> – Oltre due imprese su tre (67,3%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. Più diffusi gli incrementi salariali, adottati dal 34,1% delle imprese, e la flessibilità negli orari di lavoro, registrata nel 29,2% dei casi. Inoltre, le imprese adottano la concessione di maggiore autonomia sul lavoro nel 20,1% dei casi, l&#8217;accesso a benefit aziendali (auto aziendale, agevolazioni nella fruizione di servizi, assicurazioni personali ecc.) nel 14,8% dei casi, il coinvolgimento nelle decisioni aziendali nel 13,1% dei casi, e incentivi per attività di auto-formazione e crescita professionale, anche esterne all&#8217;impresa, nel 12,2% dei casi.</p>
<p><strong>Gli effetti della crisi demografica</strong> &#8211; Sulla mancanza di candidati – che determina i due terzi della carenza di manodopera &#8211; si riverbera una profonda crisi demografica, causata da denatalità e invecchiamento della popolazione. L’analisi delle più recenti <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/previsioni-della-popolazione-residente-e-delle-famiglie-base-1-1-2023/">previsioni demografiche dell’Istat</a> evidenzia che nell’arco degli ultimi dieci anni, tra il 2014 e il 2023, il Paese ha perso circa un milione 350 mila residenti. L’inverno demografico sarà prolungato nel tempo e, con l’uscita dal mercato del lavoro dei nati nel baby boom degli anni Sessanta del secolo scorso (con un picco di un milione e 35 mila nascite nel 1964, sono 379 mila nel 2023), diventerà una vera e propria glaciazione: nell’arco del prossimi venticinque anni (2024-2050) la popolazione in età lavorativa tra 20 e 64 anni scenderà di 6 milioni 841 mila unità, pari ad un calo del 19,8%. Si tratta dell’equivalente degli addetti dei settori di manifattura, costruzioni, trasporto e logistica messi insieme, oltre un terzo (37,8%) di tutta l’occupazione delle imprese non agricole (18,2 milioni).</p>
<p>Considerando il totale della popolazione, l&#8217;Italia nei cinquant&#8217;anni tra il 2030 e il 2080 perderà in media annua 247 mila abitanti: come se al passare di ogni anno sparisse pressoché interamente la popolazione del comune di Venezia (251 mila abitanti).</p>
<p>A fronte del calo demografico e la rarefazione del capitale umano, si registra il ‘grande spreco’ rappresentato da un milione 477 mila <strong>giovani inattivi tra 25 e 34 anni </strong>(due su tre sono donne) che non si offrono sul mercato del lavoro, pari al 24,0% della rispettiva popolazione, di quasi dieci punti sopra alla media europea del 14,4%. In un caso su quattro (25,7%) i giovani inattivi sono in possesso di un diploma di laurea.</p>
<p>Per mantenere la sostenibilità del sistema di welfare è necessaria una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per le donne, associata ad una accelerazione della <strong>dinamica della produttività</strong> che, nello scenario base delineato nelle <a href="https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/">previsioni dalla Ragioneria Generale dello Stato</a>, è ipotizzata in salita dell’1% all&#8217;anno tra il 2020 e il 2040 e dell’1,4% all’anno nel successivo decennio 2040-2050. Per aumentare la creazione di valore per unità di lavoro sono necessari gli investimenti, in capitale fisico e in formazione del personale. La <strong>propensione ad investire delle imprese</strong> è salita dal 16,6% del valore aggiunto del 2013 e al 19,9% del 2022, per poi scendere al 18,7% nel 2023 a seguito della vigorosa stretta monetaria attuata dalla BCE. Nel primo trimestre 2024 gli investimenti delle imprese scendono del 2,7% su base annua.</p>
<p>A fronte di una riduzione dell’offerta di lavoro di giovani maggiormente scolarizzati, diventano strategici gli <strong>investimenti in formazione</strong> per poter affrontare le trasformazioni derivanti dalla digitalizzazione, accelerata dalla diffusione delle tecnologie di intelligenza artificiale, e dalla riduzione dell’impatto sull’ambiente dei processi produttivi. Secondo la rilevazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel 2023 il 49,6% delle imprese ha effettuato attività di formazione. Tra le imprese che utilizzano corsi di formazione, il 30,3% li realizza nell&#8217;ambito della transizione green e sostenibilità ambientale e il 41,6% nell&#8217;ambito della digitalizzazione.</p>
<p>Sono alte anche le sfide che la carenza di manodopera pone all’<strong>intervento pubblico</strong>. Servono sostegni agli investimenti anche dopo il termine dell’attuazione del PNRR, mentre si dovranno irrobustire le politiche del lavoro, armonizzandole con quelle dell’istruzione, con gli interventi contro la crisi demografica e con una gestione (ordinata) dell’immigrazione, fattore non secondario a fronte di una quota di dipendenti stranieri che nelle imprese è pari al 15,7%, quota che sale al 23,3% per gli operai.</p>
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		<title>La ricerca del lavoro perduto e la glaciazione demografica. L’analisi su IlSussidario.net - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 30 Jun 2025 10:23:39 +0000</lastBuildDate>
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