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	<title>Il futuro dell&#039;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Il futuro dell&#039;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-viceministro-leo-a-confartigianato-dalla-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato-benefici-per-crescita-e-fisco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:43:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Ottobre 2026·FISCO Il Viceministro Leo a Confartigianato: “Dalla riforma della legge quadro dell’artigianato benefici per crescita e fisco” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
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		<title>Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-granelli-su-il-foglio-quante-paure-infondate-per-la-crescita-degli-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 07:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Media 1 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Il Presidente Granelli su Il Foglio: &#8220;Quante paure infondate per la crescita degli artigiani&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/economia-e-imprese-nelle-strettoie-del-medio-oriente-e-delle-politiche-economiche-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 13:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 30 Settembre 2026·MEDIA Economia e imprese nelle strettoie del Medio Oriente e delle politiche economiche. L’analisi su IlSussidiario.net L’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-zucchetti-lanciano-il-progetto-artigianato-digitale-siglato-accordo-strategico-per-linnovazione-delle-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Zucchetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Settembre 2026·INNOVAZIONE Confartigianato e Zucchetti lanciano il progetto &#8220;Artigianato Digitale&#8221;. Siglato accordo strategico per l&#8217;innovazione delle Mpmi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/le-confederazioni-artigiane-in-riforma-legge-quadro-nessuna-distorsione-concorrenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 09:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Legge quadro artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma legge quadro artigianato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 26 Settembre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Le Confederazioni artigiane: &#8220;In riforma legge quadro nessuna distorsione concorrenza&#8221; «Il dibattito sulla [&#8230;]</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/su-spirito-artigiano-le-sfide-per-le-imprese-tra-ia-e-competenze-umane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:55:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 25 Settembre 2026·MEDIA Su Spirito artigiano le sfide per le imprese tra IA e competenze umane Il nuovo numero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Rotte marittime sotto pressione: 123,9 miliardi di euro di interscambio via nave con Asia e Oceania</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/rotte-marittime-sotto-pressione-1239-miliardi-di-euro-di-interscambio-via-nave-con-asia-e-oceania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-grandi-transizioni-confartigianato-fa-scuola-su-energie-e-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Settembre 2026·EVENTI Piccole imprese, grandi transizioni: Confartigianato &#8216;fa scuola&#8217; su energie e sostenibilità Energia, geopolitica, transizione ecologica, innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<item>
		<title>Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina e Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-data-center-boom-consumi-elettrici-398-twh-entro-il-2030-in-usa-cina-e-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133238</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 23 Settembre 2026·ENERGIA Con data center boom consumi elettrici: + 398 TWh entro il 2030 in Usa, Cina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/deficit-al-31-del-pil-le-sfide-della-politica-fiscale-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 13:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·LEGGE BILANCIO 2026 Deficit al 3,1% del PIL. Le sfide della politica fiscale verso la manovra 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino!</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/la-nostra-intelligenza-artigiana-fa-scuola-e-ispira-il-festival-di-sanremo-bravo-stefano-de-martino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 10:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano De Martino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133221</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Settembre 2026·ATTUALITA&#039; La nostra intelligenza artigiana ispira il Festival di Sanremo. Bravo Stefano De Martino! A Sanremo quest’anno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle famiglie italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/con-crisi-golfo-18-miliardi-in-sei-mesi-la-spesa-per-luce-e-gas-delle-famiglie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Settembre 2026·ENERGIA Con crisi Golfo +1,8 miliardi in sei mesi la spesa per luce e gas delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Mpi pagano energia 3,7 miliardi in più della media Ue. Bollette gonfiate dal fisco: + 47,4% rispetto all’Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mpi-pagano-energia-37-miliardi-in-piu-della-media-ue-bollette-gonfiate-dal-fisco-474-rispetto-allue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-e-rai-come-raccontare-leccellenza-italiana-ai-nuovi-pubblici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 19:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Giorgino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Settembre 2026·MEDIA Confartigianato e Rai: come raccontare l’eccellenza italiana ai &#8216;nuovi pubblici&#8217; Come raccontare l’eccellenza italiana, e in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133123</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EUROPA Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221; Meno burocrazia, energia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133121</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 16 Settembre 2026·ILVA Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133089</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·EVENTI Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 16 Settembre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133084</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Settembre 2026·LAVORO Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri Nel [&#8230;]</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Settembre 2026·AUTOTRASPORTO UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore La Presidenza di UNATRAS, il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2024/12/media-il-futuro-dellautomotive-crisi-e-opportunita-secondo-spirito-artigiano/">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-121455 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-automotive tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">20 Dicembre 2024</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Il futuro dell&#8217;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121427" src="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-300x129.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2024/12/SpiritoArtigiano-700x300-20122024-350x150.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il 2024 segna un anno cruciale per l&#8217;<strong>industria automobilistica</strong>, un settore che sta vivendo un periodo di crisi. Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> si concentra sulla necessità di rispondere alle sfide imposte da un mercato che sembra essere in stallo, ma anche sulle opportunità di trasformazione che potrebbero emergere da questo contesto complesso.</p>
<p><strong>Giulio Sapelli,</strong> Presidente della Fondazione Germozzi, indica le prospettive di una nuova politica industriale che sostenga la &#8220;<strong>foresta produttiva</strong>&#8221; del Paese. Sapelli sottolinea l&#8217;importanza di investimenti strategici per rilanciare le piccole e medie imprese (PMI), molte delle quali sono a gestione familiare e potrebbero non avere la forza di affrontare le difficoltà del mercato. La proposta di creare una holding finanziaria/industriale, con il supporto pubblico e privato, ha lo scopo di preservare il patrimonio industriale e di garantirne lo sviluppo, evitando che queste imprese vengano svendute a realtà straniere. Sapelli insiste sull’urgenza di un cambio di rotta per ridare slancio al tessuto produttivo italiano, sostenendo la creazione di una nuova visione industriale che vada oltre la burocrazia e che favorisca la crescita attraverso l&#8217;innovazione e la cooperazione tra diversi settori.</p>
<p><strong>Antonio Sileo</strong>, Programme director del Programma di ricerca Sustainable Mobility (SuMo) presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, analizza la parabola dell’automobile in Europa, un&#8217;industria che, dopo aver conosciuto un grande successo, ora si trova a fronteggiare una serie di sfide strutturali. Il mercato è maturo, con numerosi fattori che riducono la domanda, come la saturazione del mercato e la difficoltà nell&#8217;adozione di veicoli ibridi ed elettrici, nonostante gli sforzi normativi dell’Unione Europea. L&#8217;aumento dei modelli a basse emissioni e la transizione verso l&#8217;elettrico non sono sufficienti per risollevare la produzione, con dati sulle immatricolazioni che parlano chiaro: un calo delle vendite e un futuro incerto per le case automobilistiche europee. Le aziende si trovano ora a dover scegliere tra ridurre la produzione e affrontare sanzioni, con una crisi che non solo interessa l&#8217;economia, ma ha anche un impatto sociale, minacciando posti di lavoro e il rinnovo del parco auto.</p>
<p><strong>Spirito Artigiano</strong> non si limita a osservare la crisi, ma offre anche spunti per una possibile rinascita. Il magazine della Fondazione Germozzi è infatti un laboratorio culturale che mescola tradizione e innovazione, e in questo numero invita a riflettere su come l’artigianato possa essere un motore di cambiamento per la nostra economia. La Fondazione Germozzi, attraverso il suo progetto editoriale, ha contribuito a mantenere viva la discussione sul futuro dell’artigianato, che non è solo una testimonianza del passato, ma una risorsa fondamentale per costruire un futuro sostenibile.</p>
<p><strong>Roberto Benaglia</strong>, già Segretario della Fim-Cisl, sottolinea come la crisi del settore auto non è solo ciclica, ma legata a sfide strutturali che spaziano dalla transizione ecologica alla trasformazione tecnologica. L&#8217;introduzione delle normative del Green Deal europeo, che prevede la fine della produzione di auto a motore termico entro il 2035, ha scatenato un acceso dibattito. Benaglia avverte che, per evitare la disintegrazione del settore, è necessario un piano industriale concreto che vada oltre il semplice rinvio delle scadenze, abbracciando la &#8220;neutralità tecnologica&#8221; e fornendo supporto agli investimenti e all&#8217;occupazione. Il sindacato, rappresentato dalla Fim-Cisl, ha chiesto risposte più robuste, poiché la produzione di veicoli elettrici impiega una quota significativamente inferiore di manodopera rispetto a quella tradizionale. In questo contesto, la politica industriale diventa un banco di prova cruciale, come ricorda Benaglia. Solo con un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti – industria, governo e sindacati – sarà possibile evitare una disintegrazione del settore e promuovere una trasformazione che risponda alle sfide ambientali senza sacrificare l’occupazione.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, approfondisce gli effetti della crisi dell’auto sull’industria meccanica, in particolare sulle micro e piccole imprese (MPI) italiane, che stanno vivendo una perdita media di 21 milioni di euro al giorno. La produzione di autoveicoli in Italia ha registrato una flessione drammatica del 27,2% nel 2024, portando il settore a uno dei periodi peggiori dal 2000. La domanda di veicoli elettrici, fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell&#8217;Unione Europea, rimane ben al di sotto delle aspettative, con meno di 6.000 auto elettriche immatricolate al mese contro le 49.000 necessarie. Questo calo, combinato con la crescente competizione delle auto cinesi, che oggi rappresentano il 3,1% delle importazioni italiane, ha aggravato ulteriormente la situazione. Le ripercussioni economiche non si limitano ai grandi produttori come Stellantis, ma si estendono a tutta la filiera, che include migliaia di PMI e microimprese. In Italia, infatti, oltre il 60% degli occupati nel settore automotive lavora nelle piccole imprese che forniscono componentistica. La crisi ha portato a un calo del fatturato per queste realtà, che hanno visto una contrazione di 5,1 miliardi di euro nei primi otto mesi del 2024.</p>
<p><strong>Stefano Campanella,</strong> presidente di Confartigianato Meccanica e Subfornitura, denuncia una grave contrazione della produzione di autoveicoli, che nei primi dieci mesi del 2024 ha registrato un calo del 27,2%, paragonabile solo alle crisi del 2009 e del 2020. La recessione tedesca, mercato di riferimento per le esportazioni italiane, è una delle cause principali, ma non l&#8217;unica. Al centro del problema, anche la transizione ecologica imposta dal Green Deal, che prevede lo stop ai motori endotermici entro il 2035, e la stretta monetaria che grava sulle imprese, peggiorando ulteriormente la situazione.<br />
Campanella sottolinea come, sebbene gli obiettivi di azzerare le emissioni siano giusti, le modalità con cui sono perseguiti appaiono insostenibili per le aziende, a causa di incentivi complessi da attuare e dell’alto costo del credito in Italia. Le difficoltà, inoltre, si estendono all&#8217;indotto della meccanica, con il 51,9% del valore aggiunto della filiera dei mezzi di trasporto su gomma derivante da attività manifatturiere, una fetta significativa che evidenzia l’importanza dell&#8217;artigianato nel settore. Il presidente Campanella esorta a una revisione delle politiche del Green Deal e a interventi urgenti da parte del Governo per sostenere le aziende, la cui sopravvivenza è minacciata dal calo degli ordini e dai debiti accumulati post-pandemia.</p>
<p><strong>Domenico Lombardi</strong>, economista e direttore del Luiss Policy Observatory, in un&#8217;intervista di Federico Di Bisceglie, esplora le cause strutturali della crisi del settore. Secondo Lombardi, gli investimenti insufficienti in innovazione e la pesante regolamentazione statale sono tra i principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane. A questi si aggiunge un carico fiscale elevato e i costi energetici sproporzionati rispetto a quelli degli altri paesi europei e degli Stati Uniti, che penalizzano ulteriormente le aziende italiane. Lombardi pone l&#8217;accento anche sul contesto geopolitico internazionale, con le tensioni con la Russia e la Cina, che stanno riducendo i flussi commerciali globali e complicando ulteriormente le dinamiche della filiera automotive. Il rischio, spiega, è che il settore industriale italiano perda una parte della sua identità, con la conseguente svalutazione delle sue competenze storiche. Un tema centrale nel dibattito è la transizione ecologica e le sue implicazioni per il comparto automobilistico. Lombardi critica l&#8217;approccio ideologico e troppo rigido delle politiche europee, che hanno penalizzato le imprese italiane. L&#8217;introduzione sul mercato delle auto elettriche cinesi, con una componentistica italiana, ha dato un vantaggio competitivo a un paese terzo, la Cina, senza che essa avesse fatto nulla per meritarlo. Per Lombardi, la transizione ecologica è necessaria, ma deve essere più pragmatica e meno ideologica, considerando le specificità del sistema produttivo italiano, basato prevalentemente su piccole e medie imprese.</p>
<p><strong>Massimo Ruffa</strong>, Presidente di Confartigianato Autoriparazione, evidenzia che il settore dell’autoriparazione non è solo un attore della filiera automotive, ma un protagonista della transizione verso un modello di mobilità più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato. Grazie alla sua flessibilità e al radicamento territoriale, il comparto può giocare un ruolo determinante nel ridefinire il futuro della mobilità, trasformando le sfide in opportunità e contribuendo alla rinascita del sistema automotive globale.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Il futuro dell&#039;automotive: crisi e opportunità secondo Spirito Artigiano - Confartigianato Imprese </title>
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		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
		<lastBuildDate>Mon, 30 Jun 2025 16:24:42 +0000</lastBuildDate>
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