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	<title>Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
	<lastBuildDate>Mon, 02 Feb 2026 10:46:51 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 17:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[piano casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 30 Aprile 2026·COSTRUZIONI Piano Casa è strategico per Italia e rilancio Pmi costruzioni. Valorizzare filiere a km 0 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/riforma-fiscale-attuata-al-65-confartigianato-presenta-il-tax-reform-index/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 06:36:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 30 Aprile 2026·FISCO Il Tax Reform Index di Confartigianato: riforma fiscale attuata al 65%. In prima pagina su IlSole24Ore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; Wine Experience”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-porta-a-londra-le-eccellenze-artigiane-alla-prima-edizione-di-real-italian-food-wine-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Real Italian Food & Wine Experience]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130961</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 29 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato porta a Londra le eccellenze artigiane alla prima edizione di “Real Italian Food &#038; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso per Pmi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/dl-lavoro-bene-incentivi-ma-servono-misure-a-lungo-termine-e-senza-limiti-uso-per-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 17:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[dl lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130943</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·LAVORO Dl lavoro &#8211; Bene incentivi, ma servono misure a lungo termine e senza limiti uso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro dipendente stabile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/verso-1-maggio-in-quattro-anni-di-elevata-turbolenza-cresce-a-doppia-cifra-112-il-lavoro-dipendente-stabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 11:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130938</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Aprile 2026·LAVORO Verso 1° maggio: in quattro anni di elevata turbolenza cresce a doppia cifra (+11,2%) il lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/bene-la-semplificazione-degli-incentivi-ma-la-riforma-non-rimanga-sospesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 10:10:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[riforma incentivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130934</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·INCENTIVI Bene la semplificazione degli incentivi. Ma la riforma non rimanga sospesa “Una riforma necessaria per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/su-dfp-condivisibile-prudenza-governo-urgono-misure-su-energia-credito-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130927</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Aprile 2026·DFP 2026 Su DFP condivisibile prudenza Governo. Urgono misure su energia, credito, competitività Confartigianato, Cna e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-presenta-il-tax-reform-index-come-cambia-il-fisco-per-artigiani-e-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Tamburini]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Marie Del Bo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Leo]]></category>
		<category><![CDATA[Tax Reform Index]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Carbone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130912</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Aprile 2026·EVENTI Confartigianato presenta il Tax Reform Index: come cambia il fisco per artigiani e Mpi A quasi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/jacopo-poli-e-maestro-del-made-in-italy-premiata-leccellenza-di-confartigianato-vicenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 21:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[jacopo poli]]></category>
		<category><![CDATA[poli distillerie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Maestro del made in Italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130894</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Jacopo Poli è &#8216;Maestro del Made in Italy&#8217;: premiata impresa di Confartigianato Vicenza Jacopo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/indicazioni-geografiche-a-bruxelles-confartigianato-fa-il-punto-sulle-nuove-tutele-per-i-prodotti-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:50:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[IG]]></category>
		<category><![CDATA[indicazioni geografiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MADE IN ITALY Indicazioni Geografiche: a Bruxelles Confartigianato fa il punto sulle nuove tutele per i prodotti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-conquista-hong-kong-con-moda-e-gioielleria-tra-artigianalita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Hong Kong]]></category>
		<category><![CDATA[ice agenzia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130883</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·MERCATI ESTERI Confartigianato conquista Hong Kong con moda e gioielleria tra artigianalità e innovazione Si è conclusa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report di Confartigianato al Salone del Mobile a Milano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/nel-2025-la-produzione-di-mobili-sale-del-35-vs-07-ue-il-report-di-confartigianato-al-salone-del-mobile-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130880</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 24 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Nel 2025 la produzione di mobili sale del 3,5% vs +0,7% Ue. Il report [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/oggi-al-mimit-con-il-ministro-urso-al-via-la-campagna-nazionale-artigianato-futuro-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:49:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale del made in Italy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130817</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Aprile 2026·MADE IN ITALY Al Mimit con il Ministro Urso al via la campagna nazionale &#8216;Artigianato, futuro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/confartigianato-sul-documento-finanza-pubblica-2026-serve-risposta-ue-su-energia-e-vincoli-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 14:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DFP 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo giorgetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130863</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·DFP 2026 Confartigianato sul Documento finanza pubblica 2026: “Serve risposta Ue su energia e vincoli bilancio” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-bene-proposta-sen-de-carlo-di-aggiungere-artigianato-a-denominazione-commissione-industria-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:15:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Luca De Carlo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130852</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·SENATO Granelli: &#8220;Bene proposta Sen. De Carlo di aggiungere ‘artigianato&#8217; a denominazione Commissione Industria Senato&#8221; “Accogliamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/le-confederazioni-artigiane-in-audizione-alla-camera-pmi-siano-al-centro-di-politiche-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130847</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 22 Aprile 2026·EUROPA Le Confederazioni artigiane in audizione alla Camera: &#8220;Pmi siano al centro di politiche Ue&#8221; Sostegno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/granelli-a-unomattina-rai1-piu-tutele-per-i-veri-artigiani-e-nuove-opportunita-per-i-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 11:10:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130837</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Aprile 2026·MEDIA Granelli a “Unomattina” (Rai1): “Più tutele per i veri artigiani e nuove opportunità per i giovani” [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/alta-vocazione-artigiana-fattore-chiave-della-leadership-europea-del-design-il-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 12:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130824</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Aprile 2026·LEGNO E ARREDO Alta vocazione artigiana, fattore chiave della leadership europea del Design. Il report di Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/openai-e-confartigianato-lanciano-lo-sme-ai-accelerator-per-le-pmi-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[OpenAI]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130776</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 20 Aprile 2026·INIZIATIVE OpenAI e Confartigianato lanciano lo SME AI Accelerator per le PMI italiane OpenAI e Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/04/artigianato-protagonista-del-turismo-il-ministro-mazzi-riceve-il-presidente-di-confartigianato-granelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 13:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=130766</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Aprile 2026·TURISMO Artigianato protagonista del turismo: il Ministro Mazzi riceve il Presidente di Confartigianato Granelli Il Ministro del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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