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	<title>Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 14:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[4CNetWork]]></category>
		<category><![CDATA[Gustavo Piga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 18 Giugno 2026 Aggregazione in consorzi e reti d&#8217;impresa per conquistare il mercato degli appalti pubblici Le micro, piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova legge</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianale-si-ma-soltanto-se-sei-artigiano-utili-chiarimenti-dal-mimit-sulla-nuova-legge/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 17 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianale sì, ma soltanto se sei artigiano. Utili chiarimenti dal Mimit sulla nuova [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento giorni di crisi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-vista-un-accordo-per-la-riapertura-di-hormuz-il-conto-di-oltre-cento-giorni-di-crisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 10:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In vista un accordo per la riapertura di Hormuz. Il conto di oltre cento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dalla-crisi-del-golfo-ai-cantieri-le-tendenze-delledilizia-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131811</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Giugno 2026·COSTRUZIONI Dalla crisi del Golfo ai cantieri: le tendenze dell’edilizia nel report di Confartigianato   A metà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese colpite dalla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/dal-piano-per-lexport-40-milioni-di-euro-per-le-micro-e-piccole-imprese-colpite-dalla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:24:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[HORMUZ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131789</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 15 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE Dal Piano per l’Export 40 milioni di euro per le micro e piccole imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-presidente-granelli-lartigianato-e-motore-del-turismo-diffuso-e-sostenibile-che-valorizza-il-brand-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 10:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Vespa]]></category>
		<category><![CDATA[forum in masseria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131780</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Giugno 2026·TURISMO Il Presidente Granelli: &#8220;L&#8217;artigianato è motore del turismo diffuso e sostenibile che valorizza il brand Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/transizione-5-0-al-via-le-prenotazioni-per-il-nuovo-iperammortamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 17:48:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[iperammortamento]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione 5.0]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·TRANSIZIONE 5.0 Transizione 5.0: al via le prenotazioni per il nuovo iperammortamento Al via lo strumento per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/lucio-caracciolo-limes-il-futuro-e-nella-storia-del-nostro-artigianato-e-nella-cultura-profonda-dellitalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 12:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[limes]]></category>
		<category><![CDATA[lucio caracciolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026·EVENTI Lucio Caracciolo (Limes): “Il futuro è nella storia del nostro artigianato e nella cultura profonda dell&#8217;Italia&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/trappole-col-fiocco-e-soffitti-di-cristallo-focus-di-spirito-artigiano-sulla-condizione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Giugno 2026 Trappole col fiocco e soffitti di cristallo: focus di Spirito artigiano sulla condizione femminile Al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/bassa-crescita-dellitalia-i-nodi-da-sciogliere-nellaudizione-di-confartigianato-alla-camera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 06:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[audizione Camera]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131748</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 12 Giugno 2026·PIL Bassa crescita dell’Italia: i nodi da sciogliere nell’audizione di Confartigianato alla Camera Sulla dinamica del PIL [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/con-aumento-tassi-bce-a-rischio-investimenti-delle-piccole-imprese-in-transizioni-digitale-e-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 11 Giugno 2026·CREDITO Con aumento tassi BCE a rischio investimenti delle piccole imprese in transizioni digitale e green [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, sostenibilità e innovazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-e-symbola-celebrano-lartigianato-simbolo-del-futuro-del-made-in-italy-tra-design-sostenibilita-e-innovazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Giugno 2026·MADE IN ITALY Confartigianato e Symbola celebrano l&#8217;artigianato protagonista del futuro del made in Italy tra design, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/burocrazia-e-normativa-complessa-pesano-sulla-qualita-dei-servizi-pubblici-italia-al-26-posto-in-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131714</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 10 Giugno 2026·PA Burocrazia e normativa complessa pesano sulla qualità dei servizi pubblici: Italia al 26° posto in Ue [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/il-forum-sulla-sostenibilita-di-confartigianato-per-uno-sviluppo-inclusivo-e-a-misura-duomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:36:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[forum sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131676</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Giugno 2026·EVENTI Il Forum sulla Sostenibilità di Confartigianato per uno sviluppo inclusivo e a misura d&#8217;uomo Confartigianato punta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/moda-congiuntura-ancora-debole-e-i-timori-per-gli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 12:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Giugno 2026·MODA Moda, congiuntura ancora debole e i timori per gli investimenti Nel primo trimestre del 2026 la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna con Symbola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/artigianato-aumentato-e-made-in-italy-l11-giugno-a-mantova-levento-conclusivo-della-campagna-con-symbola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:17:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[sy]]></category>
		<category><![CDATA[symbola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Giugno 2026·MADE IN ITALY Artigianato aumentato e Made in Italy: l’11 giugno a Mantova l’evento conclusivo della campagna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
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</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/confartigianato-rinnova-il-proprio-impegno-nellalleanza-europea-per-lapprendistato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza europea apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[EAFA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·FORMAZIONE Confartigianato rinnova il proprio impegno nell’Alleanza europea per l’apprendistato Oggi a Roma, nell’ambito dell’high-level event della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/a-bruxelles-smeunited-definisce-le-priorita-strategiche-per-rafforzare-il-ruolo-delle-pmi-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide galli]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Giugno 2026·EUROPA A Bruxelles SMEunited definisce le priorità strategiche per rafforzare il ruolo delle Pmi in Europa Due [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in Medio Oriente. Il punto sulla crisi di Hormuz</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/in-due-mesi-di-guerra-perso-un-terzo-330-del-made-in-italy-in-medio-oriente-il-punto-sulla-crisi-di-hormuz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 13:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 3 Giugno 2026·GUERRA MEDIO ORIENTE In due mesi di guerra perso un terzo (-33,0%) del made in Italy in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/06/granelli-a-restart-rai3-il-lavoro-ce-ed-e-artigiano-investiamo-sulle-competenze-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:22:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa bruchi]]></category>
		<category><![CDATA[restart]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=131596</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 1 Giugno 2026·MEDIA Granelli a ReStart (Rai3): &#8220;Il lavoro c’è ed è artigiano. Investiamo sulle competenze dei giovani&#8221; Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-124624 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-energia-2 tag-esportazioni tag-guerra" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Studi</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">16 Giugno 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">ATTUALITA&#039;</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</h1>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124416" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/venti-di-guerra.png" alt="" width="700" height="300" /></a></p>
<p>Con l’attacco di Israele all’Iran nella notte tra giovedì e venerdì scorsi si intensificano i venti di guerra che nell’estate del 2025 interessano i paesi del <strong>Medio Oriente</strong>, con alcune aree limitrofe &#8211; <strong>Egitto</strong>, <strong>Libia</strong> e <strong>Turchia</strong> &#8211; su cui si possono riverberare gli effetti della crisi mediorientale, i paesi coinvolti nella <strong>guerra russo-ucraina</strong> a cui si aggiungono <strong>India</strong> e <strong>Pakistan</strong>, interessati da scontri ai confini a inizio maggio.</p>
<p>L’acuirsi della crisi in Medio Oriente ha determinato un rialzo delle <strong>quotazioni delle commodities energetiche</strong>, accentuando l’incertezza sugli scambi internazionali, già elevata a causa dell’annunciata guerra dei dazi. Per l’Italia è a rischio la ripresa delle esportazioni avviata nel primo quadrimestre dell’anno.</p>
<p>L’Italia presenta una elevata <strong>dipendenza energetica</strong> dalle aree maggiormente interessate dai conflitti, con un import per petrolio greggio e raffinato e gas naturale da 17 dei 25 paesi in esaame che nel 2025 ammonta a 27,6 miliardi di euro, rappresentando il 40,7% degli acquisti di energia dall’estero. Si tratta di una dipendenza elevata, ma in discesa (era del 64,0% nel 2021) a seguito del taglio delle forniture di gas e petrolio russo.</p>
<p>Nel dettaglio dall’area in esame l’Italia nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) importa 13,2 miliardi di petrolio greggio pari al 50,9% dell’import di questa commodity, di 8,8 miliardi di euro di gas naturale, pari al 37,3% del totale e di 5,7 miliardi di petrolio raffinato, pari al 47,0% del totale. Assenti gli acquisti di carbone ed energia elettrica.</p>
<p><strong>Tensioni sui prezzi dell’energia e impatto sulla crescita</strong> &#8211; L’analisi di rischio effettuata dal MEF nel Documento di finanza pubblica indica che un livello dei prezzi che, dal terzo trimestre del 2025 a tutto il 2026, risultasse più elevato rispetto allo scenario di riferimento di 10 dollari al barile per il petrolio e di 10 euro al MWh del gas determinerebbe un impatto negativo sul tasso di crescita del PIL di 0,2 punti percentuali nel 2026 e di 0,1 punti nel 2027.</p>
<p>La spinta dei prezzi dell’energia determinerebbe un rialzo delle <strong>aspettative di inflazione</strong> e potrebbe determinare un rinvio dei prossimi tagli dei <strong>tassi da parte della BCE</strong> che metterebbe un freno alla ripresa degli <strong>investimenti</strong>, indicati in crescita dell’1,2% nel 2025 e dell’1,7% nel 2026 nelle <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/Prospettive-per-leconomia-italiana_giugno2025.pdf">ultime previsioni dell’Istat</a>.</p>
<p><strong>Nelle aree in guerra il 9,8% dell’export </strong>&#8211; Una crescente instabilità geopolitica potrebbe compromettere la <strong>ripresa dell’export</strong>, già <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-come-sta-andando-leconomia-italiana-alle-porte-dellestate-2025-nellanalisi-dellufficio-studi-su-ilsussidiario-net/">a rischio nel caso di esito negativo dei negoziati sui dazi</a>, e rallentare il tentativo di recupero della crisi della manifattura, <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/https:/www.confartigianato.it/2025/06/attualita-granelli-dalla-produzione-industriale-un-segnale-incoraggiante-da-rafforzare/">sottolineato da Confartigianato nei giorni scorsi</a>. I dati pubblicati dall’Istat venerdì scorso confermano nei primi quattro mesi del 2025 una dinamica tendenziale dell’export positiva (+2,5%), con un maggiore dinamismo dei paesi UE (+2,8%) rispetto ai paesi extra UE (+2,1%), manifestando una inversione di segno rispetto al -0,4% del 2024.</p>
<p>Nel complesso il rischio geopolitico determinato dai conflitti interessa un’<strong>area che complessivamente include 25 mercati</strong> &#8211; di cui 17 in Medio Oriente – e nella quale nel 2025 (ultimi dodici mesi a marzo) il made in Italy vale 61,4 miliardi di euro, pari al 9,8% dell’export totale e il 19,9% delle esportazioni dei paesi extra Ue. Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan.</p>
<p>Nel complesso dei mercati in esame nel primo trimestre del 2025 si osserva un ristagno (-0,6%) dell’export, combinazione di diminuzioni del 14,7% nei paesi confinanti l’area mediorientale di Egitto, Libia e Turchia e del 10,4% sui paesi interessati dalla guerra russo-ucraina non sufficientemente compensati dagli aumenti del 13,7% in Medio Oriente, e del 6,0% in India e Pakistan.</p>
<p>I <strong>maggiori mercati</strong> del Medio Oriente sono Emirati Arabi Uniti con 8,4 miliardi di euro  (+21,5% nel primo trim. 2025 vs +19,4% nel 2024), Arabia Saudita con 6,4 miliardi  (+10,1% nel primo trim. 2025 vs +27,9% nel 2024), Israele con 3,4 miliardi  (+12,0% nel primo trim. 2025 vs -1,1% nel 2024), Qatar con 2,3 miliardi  (-18,3% nel primo trim. 2025 vs -9,4% nel 2024), Kuwait con 1,6 miliardi  (+154,2% nel primo trim. 2025 vs -43,2% nel 2024) e Libano con 0,8 miliardi  (-4,6% nel primo trim. 2025 vs -25,1% nel 2024).</p>
<p>Tra i paesi confinanti l’area di crisi mediorientale troviamo la Turchia con esportazioni per 16,8 miliardi di euro (-17,8% nel primo trim. 2025 vs +23,9% nel 2024), Egitto con 2,8 miliardi (-0,7% nel primo trim. 2025 vs -16,6% nel 2024) e Libia con 2,3 miliardi (-5,5% nel primo trim. 2025 vs +34,2% nel 2024). La guerra alle porte d’Europa in corso da oltre tre anni interessa Russia con l’export che vale 4,1 miliardi di euro (-17,1% nel primo trim. 2025 vs -7,2% nel 2024), Ucraina con 2,2 miliardi (+8,3% nel primo trim. 2025 vs +21,9% nel 2024) e Bielorussia con 0,3 miliardi (-23,2% nel primo trim. 2025 vs +23,7% nel 2024 mentre sul fronte dei conflitti nel continente asiatico troviamo l’India con 5,3 miliardi (+5,7% nel primo trim. 2025 vs +1,0% nel 2024) e il Pakistan con 0,5 miliardi (+8,7% nel primo trim. 2025 vs +9,0% nel 2024).</p>
<p><strong>Export di 20,3 miliardi di euro in settori di MPI</strong> – I settori con le maggiori esportazioni nei mercati in esame sono quelli di macchinari e impianti con 14,3 miliardi di euro nel 2024 (23,2% dell’export nei 25 paesi in esame), altre manifatture con 9,7 miliardi (15,7%), metallurgia e metalli con 5,1 miliardi (8,2%) e moda con 5 miliardi (8,2%). Un terzo (33,0%) dell’export nell’area dei 25 paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa è prodotto in<strong> settori di micro e piccola impresa</strong>, per un totale di 20,3 miliardi di euro. In questi comparti a maggiore vocazione di MPI, oltre alla moda troviamo le altre manifatture, dominate da gioielleria e occhialeria, con 8,4 miliardi di euro (13,7%), alimentari con 2,8 miliardi (4,6%), prodotti metallo con 2,5 miliardi (4,1%) e mobili con 1,3 miliardi (2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Export nei mercati coinvolti da conflitti per settore e totale settori MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>2024, milioni di euro, Medio Oriente, Egitto, Libia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, India e Pakistan, settori MPI: C10, CB, C16, C18, C25, C31 e C32</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</em></p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-124417" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/06/news_20250616_venti_guerra_instabilita_v03_2ID-2.png" alt="" width="700" height="245" /></a></p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/">Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Venti di guerra e instabilità geopolitica, rischi per 9,8% del made in Italy e 40,7% dell’import di energia - Confartigianato Imprese </title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2025/06/studi-venti-di-guerra-e-instabilita-geopolitica-rischi-per-98-del-made-in-italy-e-407-dellimport-di-energia/</link>
		<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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