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	<title>Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>All&#8217;Assemblea di Confartigianato la premier Meloni annuncia la riforma della legge quadro dell&#8217;artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/allassemblea-di-confartigianato-la-premier-meloni-annuncia-la-riforma-della-legge-quadro-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 17:55:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 28 Ottobre 2026·EVENTI All&#8217;Assemblea di Confartigianato la premier Meloni annuncia la riforma della legge quadro dell&#8217;artigianato Il via libera [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
<hr />
<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/granelli-con-riforma-legge-quadro-imprese-libere-di-crescere-senza-perdere-identita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:36:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[MELONI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Ottobre 2026·RIFORMA LEGGE QUADRO Granelli: “Con riforma legge quadro, imprese libere di crescere senza perdere identità” “Dopo [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 09:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=129985</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 27 Ottobre 2026·MEDIA Il 31 ottobre Linea Verde Start a Mantova: tradizione, sostenibilità e giovani talenti artigiani &#160; Una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
<hr />
<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni manifatturiere]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 26 Ottobre 2026·CONGIUNTURA Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-del-consiglio-giorgia-meloni-allassemblea-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133757</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 23 Ottobre 2026·EVENTI Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, [&#8230;]</p>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
<hr />
<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/confartigianato-a-netzero-milan-2026-gli-ostacoli-allelettrificazione-delle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 22 Ottobre 2026·ENERGIA Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/spread-del-23-del-costo-dellenergia-elettrica-per-una-piccola-impresa-manifatturiera-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 21 Ottobre 2026·ENERGIA Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana  Dal 19 al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/percorsi-accoglienti-le-botteghe-che-raccontano-litalia-e-fanno-rete-con-il-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 20 Ottobre 2026·TURISMO &#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio C’è un’Italia che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/confartigianato-al-ttg-di-rimini-lartigianato-al-centro-del-turismo-esperienziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133662</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·TURISMO Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale Mettere al centro le persone, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/energia-e-sostenibilita-al-via-la-settimana-di-confartigianato-con-eventi-in-tutta-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133638</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 17 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia Oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/innovazione-in-crescita-soprattutto-nelle-piccole-imprese-il-report-dellistat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133594</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 15 Ottobre 2026·INNOVAZIONE Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat Secondo l’Istat, nel recente report “L’innovazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-giornalista-maria-latella-a-confartigianato-riprendiamoci-lorgoglio-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[maria latella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133579</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 14 Ottobre 2026·EVENTI La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy» Valorizzare il saper fare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<item>
		<title>A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-milano-scuola-e-impresa-affollano-il-teatro-strehler-per-seize-the-change-futuri-sostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133525</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 13 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the Change’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/green-skill-introvabili-16-milioni-di-lavoratori-il-report-di-confartigianato-allevento-seize-the-change/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[SETTIMANA ENERGIA E SOSTENIBILITA' 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133518</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
</div>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
<hr />
<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 12 Ottobre 2026·SETTIMANA ENERGIA &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<item>
		<title>A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-open-jam-i-giovani-imprenditori-confartigianato-raccontano-agli-studenti-il-valore-del-fare-impresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[open jam]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133504</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 9 Ottobre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa [&#8230;]</p>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
<hr />
<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-meta-2026-persiste-il-calo-36-dei-prestiti-alle-piccole-imprese-le-tendenze-per-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studii 8 Ottobre 2026·CREDITO A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre più qualificata</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-campagna-fiscale-2026-del-caaf-confartigianato-si-chiude-con-numeri-in-aumento-e-unassistenza-sempre-piu-qualificata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[caaf]]></category>
		<category><![CDATA[campagna fiscale 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Ottobre 2026·CAAF La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo piano da 20 miliardi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/con-intesa-sanpaolo-un-patto-per-la-crescita-delle-piccole-imprese-e-dei-territori-nuovo-piano-da-20-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anna roscio]]></category>
		<category><![CDATA[carlo messina]]></category>
		<category><![CDATA[INTESA SANPAOLO]]></category>
		<category><![CDATA[stefano barrese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133454</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Ottobre 2026·CREDITO Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/export-delle-mpi-confartigianato-creare-le-condizioni-per-competere-sui-mercati-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 12:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[maeci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133443</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 7 Ottobre 2026·MERCATI ESTERI Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali” “Le micro e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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