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	<title>Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Confartigianato a Bruxelles celebra 80 anni di storia e di futuro in Italia e in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-a-bruxelles-celebra-80-anni-di-storia-e-di-futuro-in-italia-e-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 10:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 11 Settembre 2026·EUROPA Confartigianato a Bruxelles celebra 80 anni di storia e di futuro in Italia e in Europa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
</div>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
<hr />
<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Piccole imprese protagoniste dell&#8217;internazionalizzazione, Confartigianato al Forum PMI Italia &#8211; America Latina di Buenos Aires</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-protagoniste-dellinternazionalizzazione-confartigianato-al-forum-pmi-italia-america-latina-di-buenos-aires/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 15:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[buenos aires]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Settembre 2026·MERCATI ESTERI Piccole imprese protagoniste dell&#8217;internazionalizzazione, Confartigianato al Forum PMI Italia &#8211; America Latina di Buenos Aires [&#8230;]</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>Pagamenti digitali, nel 2025 con le carte transati su POS e da remoto 505 miliardi di euro, con 392 transazioni al secondo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/pagamenti-digitali-nel-2025-con-le-carte-transati-su-pos-e-da-remoto-505-miliardi-di-euro-con-392-transazioni-al-secondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 14:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti digitali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132978</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 10 Settembre 2026·PAGAMENTI Pagamenti digitali, nel 2025 con le carte transati su POS e da remoto 505 miliardi di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
<hr />
<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Granelli su rialzo tassi Bce: “Con nuova stretta sul credito a rischio investimenti Mpi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-su-rialzo-tassi-bce-con-nuova-stretta-sul-credito-a-rischio-investimenti-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 12:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
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<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>A Bruxelles il Presidente Granelli incontra la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/a-bruxelles-il-presidente-granelli-incontra-la-presidente-del-parlamento-europeo-roberta-metsola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:18:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[luca crosetto]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Metsola]]></category>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
<hr />
<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ex Ilva: positiva l’attenzione del Governo. Ora confronto reale e risposte concrete</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ex-ilva-positiva-lattenzione-del-governo-ora-confronto-reale-e-risposte-concrete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 19:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 8 Settembre 2026·EX ILVA Ex Ilva: positiva l’attenzione del Governo. Ora confronto reale e risposte concrete Confartigianato, CNA [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
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		<title>A &#8216;Match Point&#8217; Confartigianato entra nelle sfide del futuro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/a-match-point-confartigianato-entra-nelle-sfide-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 15:23:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[match point]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132919</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 8 Settembre 2026·EVENTI A &#8216;Match Point&#8217; Confartigianato entra nelle sfide del futuro Confartigianato vuole stare pienamente ‘dentro’ le grandi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Match Point 2026, la partita del futuro: intelligenza artificiale, forza delle piccole imprese e sfide per l’Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/match-point-2026-la-partita-del-futuro-intelligenza-artificiale-forza-delle-piccole-imprese-e-sfide-per-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 13:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[match point]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studi 8 Settembre 2026·EVENTI Match Point 2026, la partita del futuro: intelligenza artificiale, forza delle piccole imprese e sfide per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Trame di rinascita”: ad Amalfi la moda Made in Italy diventa strumento di emancipazione e riscatto per le donne</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/trame-di-rinascita-ad-amalfi-la-moda-made-in-italy-diventa-strumento-di-emancipazione-e-riscatto-per-le-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 08:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[donne impresa]]></category>
		<category><![CDATA[premio trame di rinascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132896</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 5 Settembre 2026·DONNE IMPRESA “Trame di rinascita”: ad Amalfi la moda Made in Italy diventa strumento di emancipazione e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato al Bike Festival di Misano, al fianco degli artigiani della bicicletta</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-al-bike-festival-di-misano-al-fianco-degli-artigiani-della-bicicletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 17:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cargo byke]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132883</guid>

					<description><![CDATA[<p>Notizie 4 Settembre 2026·INIZIATIVE Confartigianato al Bike Festival di Misano, al fianco degli artigiani della bicicletta Confartigianato è al fianco [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato Motori: tra i premiati 2026 il campione del mondo Lando Norris</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-motori-tra-i-premiati-2026-il-campione-del-mondo-lando-norris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 15:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[LANDO NORRIS]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confartigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 4 Settembre 2026·MOTORI Confartigianato Motori: tra i premiati 2026 il campione del mondo Lando Norris Il campione del mondo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>ALPI Design Awards 2026, aperte le candidature al premio dedicato ad artigianato e design per la montagna</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/alpi-design-awards-2026-aperte-le-candidature-al-premio-dedicato-ad-artigianato-e-design-per-la-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 09:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[premio alpi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>EVENTI 4 Settembre 2026·MONTAGNA ALPI Design Awards 2026, aperte le candidature al premio dedicato ad artigianato e design per la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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</div>
<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>È online il podcast dei Giovani Imprenditori di Confartigianato con tante storie di eccellenza artigiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/e-online-il-podcast-dei-giovani-imprenditori-di-confartigianato-con-tante-storie-di-eccellenza-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:02:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fare impresa che storia]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 3 Settembre 2026·GIOVANI IMPRENDITORI È online il podcast dei Giovani Imprenditori di Confartigianato con tante storie di eccellenza artigiana [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Premio Confartigianato Motori a Monza: 70mila imprese artigiane, tre su quattro nell’autoriparazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/premio-confartigianato-motori-a-monza-70mila-imprese-artigiane-tre-su-quattro-nellautoriparazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 13:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[autoriparazione]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confartigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 3 Settembre 2026·AUTORIPARAZIONE Premio Confartigianato Motori a Monza: 70mila imprese artigiane, tre su quattro nell’autoriparazione La filiera dell’auto attraversa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
<hr />
<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Presidente Granelli a “Camper” (Rai 1): «L’artigianato è il futuro che ha radici profonde»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/il-presidente-granelli-a-camper-su-rai-1-lartigianato-e-il-futuro-che-ha-radici-profonde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 12:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPER]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[Rai 1]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizie 2 Settembre 2026·MEDIA Il Presidente Granelli a “Camper” (Rai 1): «L’artigianato è il futuro che ha radici profonde» «L’artigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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		<title>PIL e lavoro tengono, ma energia e tassi frenano la ripresa. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/pil-e-lavoro-tengono-ma-energia-e-tassi-frenano-la-ripresa-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 09:39:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[sussidiario.net]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132688</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 2 Settembre 2026·MEDIA PIL e lavoro tengono, ma energia e tassi frenano la ripresa. L’analisi su IlSussidiario.net La crescita [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
<hr />
<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 28 Agosto 2026·MERCATI ESTERI Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente Le imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Persi 2,2 miliardi di euro di made in Italy verso il Medio Oriente in quattro mesi di guerra, il 46% del calo dell’export UE</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/persi-22-miliardi-di-euro-di-made-in-italy-verso-il-medio-oriente-in-quattro-mesi-di-guerra-il-46-del-calo-dellexport-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 10:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132645</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 27 Agosto 2026·EXPORT Persi 2,2 miliardi di euro di made in Italy verso il Medio Oriente in quattro mesi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stop a 850mila finti artigiani: la legge c&#8217;è, ora le Regioni la applichino</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/stop-a-850mila-finti-artigiani-la-legge-ce-ora-le-regioni-la-applichino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicati stampa 24 Agosto 2026·MADE IN ITALY Stop a 850mila finti artigiani: la legge c&#8217;è, ora le Regioni la applichino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
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<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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<div class="synved-social-container synved-social-container-follow" style="text-align: left"><a class="synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-rss nolightbox" data-provider="rss" target="_blank" rel="nofollow" title="Subscribe to our RSS Feed" href="http://feeds.feedburner.com/Confartigianato" style="font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px"><img decoding="async" alt="rss" title="Subscribe to our RSS Feed" class="synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow" width="32" height="32" style="display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none" src="https://www.confartigianato.it/core/modules/d527b5e8d0/synved-social/image/social/regular/64x64/rss.png" /></a></div><p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132565</guid>

					<description><![CDATA[<p>Studi 11 Agosto 2026·LEGGE DI BILANCIO Conti pubblici verso la manovra 2027   Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2025/07/spirito-artigiano-in-viaggio-oltre-la-crisi-tra-creativita-e-rinascita-generativa/">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="row-fluid">
<div class="span12">
<div class="box-article-cat clearfix post-126253 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-news tag-spirito-artigiano" style="background-color:#7BD0E6;color:#002E4A;"><span class="cat-icon"><img decoding="async" src="https://www.confartigianato.it/core/views/6977824424/img/svg/icona_ultime_notizie.svg" width="28" height="28" alt=""></span>Notizie</div>
<div class="box-art-meta"><span class="meta-data">4 Luglio 2025</span><span class="box-meta-separator">·</span><span class="article-footer">MEDIA</span></div>
<h1 class="headInModule single_post">Spirito Artigiano in viaggio oltre la crisi, tra creatività e rinascita generativa</h1>
</div>
</div>
<p><a href="https://spiritoartigiano.it"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-126217 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/07/SpiritoArtigiano-700x300_04072025-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Il nuovo numero di <strong>Spirito Artigiano</strong> esplora le profondità e le prospettive del tessuto imprenditoriale italiano, ponendo al centro una doppia riflessione: da un lato, l’analisi delle strutture economiche che caratterizzano le nostre imprese, dall’altro, il potenziale relazionale e generativo come leva di futuro. E&#8217; un invito a guardare oltre la crisi, per ritrovare il <strong>senso profondo del lavoro come atto creativo, sociale e culturale</strong>. Una lettura per chi crede che <strong>il futuro dell’Italia</strong> passi – ancora – <strong>per le mani e le menti dei suoi artigiani,</strong> protagonisti di un tessuto produttivo che non si limita a resistere, ma prova a rinascere, mettendo al centro le persone, le relazioni, i territori e i saperi.<span id="more-126253"></span><br />
In copertina le analisi del <strong>Prof. Mauro Magatti</strong>, docente di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, il quale propone una lettura articolata della struttura economica italiana, andando oltre la storica contrapposizione tra “piccolo è bello” e necessità di scala. Ripercorrendo il contributo interpretativo del Censis di Giuseppe De Rita, Magatti sottolinea come lo sviluppo italiano del dopoguerra si sia distinto per la straordinaria vitalità delle PMI, capaci di dare forma a un modello produttivo diffuso, resiliente e territoriale. Un modello spesso accusato di frammentazione e inefficienza, ma che – come dimostra il Terzo Rapporto sull’Italia Generativa – ha saputo evolvere, dando vita a un’élite di “multinazionali tascabili” capaci di competere sui mercati internazionali non sui costi ma sulla qualità, l’innovazione e il radicamento.</p>
<p>Ad arricchire le riflessioni il contributo firmato da <strong>Patrizia Cappelletti</strong> e <strong>Riccardo Della Valle</strong>, che spostano il paradigma dall’economia dei numeri a quella dei legami. Cappelletti propone un cambiamento di rotta profondo per l’impresa artigiana e non solo: non più solo soggetto economico, ma attore sociale capace di generare valore collettivo, attraverso una visione relazionale, contestuale e intergenerazionale. Il cuore del contributo è rappresentato dalle esperienze raccolte nel Terzo Rapporto Italia Generativa, dodici casi aziendali che mostrano come si possa fare impresa con senso, radicamento e apertura. Tutto ciò per dire che l’artigianato italiano, quando è generativo, non è nostalgia del passato ma una via concreta per il futuro. Non basta più l’eccellenza individuale: occorre costruire reti territoriali, alleanze educative, filiere glocali. Il “fatto bene” torna al centro, ma con uno sguardo proiettato al domani. Insomma, “la generatività non è una bella teoria o una buona intenzione”: è già visibile in molte realtà italiane, che uniscono tecnica, cultura, etica e creatività. Ed è qui che l’Italia ha ancora molto da dire.</p>
<p>Nell’intervista realizzata da Federico di Bisceglie al professor <strong>Riccardo Ursi,</strong> docente di Diritto amministrativo all’Università di Palermo, si affronta una delle questioni più spinose dell&#8217;economia italiana: l’assenza di una vera politica industriale a sostegno delle PMI e del mondo artigiano. Ursi denuncia una «postura culturale strutturale» orientata più all’assistenzialismo che alla generazione di impresa. A peggiorare la situazione, la crisi del passaggio generazionale e le difficoltà nel rapporto con una Pubblica Amministrazione ancora percepita come un ostacolo. Ma il professore non si limita alla critica: propone tre linee d’azione concrete per il rilancio del settore – semplificazione burocratica, promozione integrata con il turismo e accesso facilitato al credito per l’innovazione.</p>
<p><strong>Giuseppe Iamele,</strong> imprenditore e Principal Expert di The European House &#8211; Ambrosetti, racconta in “Generazioni, generatività e nuove grammatiche del lavoro” l’esperienza di Open Jam, una ricerca che ha coinvolto oltre tremila under 30. Il risultato è un affresco vivido della trasformazione culturale in atto nel mondo del lavoro: i giovani non si ritirano, ma riscrivono i codici della partecipazione lavorativa. Chiedono ambienti autentici, flessibili, basati su relazioni significative. Iamele introduce il concetto di “tensioni generative” come binomi (libertà/azione collettiva, equità/dignità, ecc.) capaci di guidare l’evoluzione delle organizzazioni verso un modello realmente umano e sostenibile. Una sfida che non è solo gestionale, ma filosofica.</p>
<p><strong>Serena Gobbo</strong> racconta l’esperienza di <strong>Lilopera</strong> con il progetto Pop-Up Opera – Con le mani imparo un mestiere, un’iniziativa che unisce teatro musicale, artigianato e orientamento scolastico. Il laboratorio, rivolto a bambini e ragazzi, si propone di contrastare la crescente perdita delle abilità manuali e favorire una cultura del lavoro che metta al centro il “fare” come esperienza educativa e identitaria. Attraverso la creazione di scenografie ispirate all’opera lirica, i giovani riscoprono talenti spesso ignorati dal sistema scolastico tradizionale. Con un approccio concreto all’orientamento e alla lotta contro la dispersione scolastica, Pop-Up Opera si presenta come modello replicabile su scala nazionale.</p>
<p><strong>Antonio Payar</strong>, dirigente di Confartigianato, affronta il tema della crisi di natalità imprenditoriale in Italia – tra i fanalini di coda in Europa per nuove aperture – e lo fa partendo da un’immagine potente: il volo del calabrone. Come l’insetto che non dovrebbe volare ma ci riesce comunque, l’Italia ha costruito un’economia unica al mondo nonostante condizioni non ottimali. Payar ripercorre le riflessioni di grandi pensatori dell’economia italiana come Giacomo Becattini, Giuseppe De Rita, Enzo Rullani, Aldo Bonomi e Giorgio Bocca, delineando la centralità del “capitalismo personale”: un modello fondato sulla persona, sulla sua vocazione e sulla sua capacità di dare vita a reti produttive radicate nei territori. In questo quadro, l’impresa artigiana diventa metafora dell’umano che si trasforma, una “invenzione continua” che abita la possibilità, come scriveva Flannery O’Connor. Lo Spirito Artigiano, in questa visione, non è solo un fare, ma un cammino di senso: la creatività, l’imperfezione fertile (secondo Telmo Pievani), la vocazione, diventano strumenti per affrontare le sfide della contemporaneità, compresa quella posta dall’intelligenza artificiale. “Essere artigiani”, scrive Payar, “significa abitare lo sconosciuto, generare ambienti di fraternità e cultura della meraviglia”. Una prospettiva che trova eco anche nel pensiero di Antonio Spadaro, secondo cui la creatività oggi è ciò che ci permette di restare umani.</p>
<p><strong>Enrico Quintavalle</strong>, responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, offre una lettura rigorosa e dati alla mano dell’evoluzione dell’artigianato. In un contesto segnato da crisi multiple – pandemia, guerre, instabilità energetica e inflazione – le imprese hanno dimostrato una sorprendente capacità di adattamento e selezione virtuosa. L’analisi individua dieci ambiti di crescita tra il 2019 e il 2024, nonostante un calo complessivo delle imprese artigiane (-3,5%). Dall’artigianato del sistema casa (+10,1%) alla cura della persona e dello sport (+20,5%), dal digitale (+23,7%) al design e alla creatività (+21,9%), emerge un artigianato che si rinnova nei servizi, nella prossimità, nell’ibridazione tra manualità e tecnologia. Ogni ambito racconta una storia di trasformazione: il ritorno alla qualità, la personalizzazione, l’economia del riuso, l’attenzione alla sostenibilità, l’integrazione tra digitale e umano. È un artigianato che crea valore relazionale e culturale, capace di affrontare le sfide globali con soluzioni locali.</p>
<p><strong>Massimiliano Valerii</strong>, direttore del Censis, tratteggia un’Italia sospesa, in cui i giovani, privi di fiducia nel progresso e senza stimoli a investire su se stessi, mettono in pausa il futuro. La scelta di avere figli o di aprire un’impresa appare oggi più come un rischio che come un atto di costruzione. La generatività – biologica ed economica – è in crisi perché è venuto meno il senso di un domani migliore. E in assenza di fiducia nel futuro, si preferisce aspettare l’eredità, piuttosto che inventarlo.</p>
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<p><strong data-wp-editing="1"><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://spiritoartigiano.it" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Leggi-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a> Sfoglia il nuovo numero di Spirito Artigiano</strong></p>
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