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	<title>Notizie Archivi - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>Notizie Archivi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 11:58:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<hr />
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni all&#8217;Assemblea di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/il-presidente-del-consiglio-giorgia-meloni-allassemblea-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea 2026]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si svolge mercoledì 28 ottobre, a Roma, presso l’Auditorium Conciliazione, l’Assemblea di Confartigianato, alla presenza dei delegati del Sistema Confederale, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato a NetZero Milan 2026: gli ostacoli all’elettrificazione delle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/confartigianato-a-netzero-milan-2026-gli-ostacoli-allelettrificazione-delle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 13:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[netzero milan]]></category>
		<category><![CDATA[valentina bagozzi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133735</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 20 ottobre, Confartigianato ha preso parte all&#8217;evento inaugurale di NetZero Milan 2026, l&#8217;Expo Summit di Fiera Milano dedicato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<hr />
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il 24 ottobre Linea Verde Start ad Ancona con i valori artigiani che costruiscono il futuro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/linea-verde-start-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[linea verde start]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=129985</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160;  Dal porto di Ancona alle bellezze del Monte Conero, dalle botteghe orafe ai laboratori di falegnameria e progettazione di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spread del 23% del costo dell&#8217;energia elettrica per una piccola impresa manifatturiera italiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/spread-del-23-del-costo-dellenergia-elettrica-per-una-piccola-impresa-manifatturiera-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133714</guid>

					<description><![CDATA[<p> Dal 19 al 24 ottobre Confartigianato promuove la Settimana per l’Energia e la Sostenibilità, con 50 eventi in tutta Italia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<hr />
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Percorsi Accoglienti&#8221;, le botteghe che raccontano l’Italia e fanno rete con il territorio</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/percorsi-accoglienti-le-botteghe-che-raccontano-litalia-e-fanno-rete-con-il-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancos Aps]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi accoglienti]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo esperienziale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133707</guid>

					<description><![CDATA[<p>C’è un’Italia che non si misura in numeri di presenze, ma in storie. È quella dei piccoli centri, delle piazze [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<hr />
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato al TTG di Rimini: l’artigianato al centro del turismo esperienziale</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/confartigianato-al-ttg-di-rimini-lartigianato-al-centro-del-turismo-esperienziale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 13:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ttg travel experience]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133662</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mettere al centro le persone, le attività artigiane, le produzioni e le comunità che rendono unico ogni territorio italiano. È [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Energia e sostenibilità: al via la Settimana di Confartigianato con eventi in tutta Italia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/energia-e-sostenibilita-al-via-la-settimana-di-confartigianato-con-eventi-in-tutta-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 06:09:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133638</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi il quotidiano Il Foglio dà notizia della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità di Confartigianato, approfondendone gli obiettivi e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<hr />
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Innovazione in crescita, soprattutto nelle piccole imprese. Il report dell’Istat</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/innovazione-in-crescita-soprattutto-nelle-piccole-imprese-il-report-dellistat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133594</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo l’Istat, nel recente report “L’innovazione nelle imprese &#124; anni 2022-2024 &#8211; Innovazione in crescita nelle imprese, soprattutto nelle piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La giornalista Maria Latella a Confartigianato: «Riprendiamoci l’orgoglio del Made in Italy»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-giornalista-maria-latella-a-confartigianato-riprendiamoci-lorgoglio-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 15:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Mellone]]></category>
		<category><![CDATA[maria latella]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133579</guid>

					<description><![CDATA[<p>Valorizzare il saper fare italiano con la consapevolezza e l&#8217;orgoglio dell&#8217;identità collettiva made in Italy. Sono i temi al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Milano, scuola e impresa affollano il teatro Strehler per &#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-milano-scuola-e-impresa-affollano-il-teatro-strehler-per-seize-the-change-futuri-sostenibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133525</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;impresa incontra la scuola e lo fa sui temi della sostenibilità ambientale. È questo il senso dell&#8217;evento Seize the change. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<hr />
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Green skill, introvabili 1,6 milioni di lavoratori. Il report di Confartigianato all’evento ‘Seize the Change’</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/green-skill-introvabili-16-milioni-di-lavoratori-il-report-di-confartigianato-allevento-seize-the-change/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 15:12:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[SETTIMANA ENERGIA E SOSTENIBILITA' 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133518</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un futuro sostenibile inizia dalle competenze capaci di costruirlo. Ma le green skill sono ancora difficili da trovare. Lo scorso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133104</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scegliere con cura, consumare meglio, riutilizzare, non sprecare. La sostenibilità passa da gesti semplici e cambia il modo in cui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<hr />
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Open Jam i Giovani Imprenditori Confartigianato raccontano agli studenti il valore del fare impresa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-open-jam-i-giovani-imprenditori-confartigianato-raccontano-agli-studenti-il-valore-del-fare-impresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 12:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[open jam]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133504</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;8 ottobre una delegazione del Movimento Giovani Imprenditori Confartigianato ha partecipato al Festival Open Jam, proseguendo il percorso di confronto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A metà 2026 persiste il calo (-3,6%) dei prestiti alle piccole imprese. Le tendenze per regione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/a-meta-2026-persiste-il-calo-36-dei-prestiti-alle-piccole-imprese-le-tendenze-per-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 12:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133476</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’aumento dei prezzi dell’energia sta spingendo al rialzo l’inflazione, i tassi di interesse e le curve dei rendimenti. Attualmente l’economia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<hr />
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La campagna fiscale 2026 del CAAF Confartigianato si chiude con numeri in aumento e un’assistenza sempre più qualificata</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/la-campagna-fiscale-2026-del-caaf-confartigianato-si-chiude-con-numeri-in-aumento-e-unassistenza-sempre-piu-qualificata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 11:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[caaf]]></category>
		<category><![CDATA[campagna fiscale 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133453</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 30 settembre è stato l’ultimo giorno utile per la trasmissione telematica dei Modelli 730/2026. Una scadenza che, di fatto, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<hr />
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con Intesa Sanpaolo un patto per la crescita delle piccole imprese e dei territori. Nuovo piano da 20 miliardi</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/con-intesa-sanpaolo-un-patto-per-la-crescita-delle-piccole-imprese-e-dei-territori-nuovo-piano-da-20-miliardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 10:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[anna roscio]]></category>
		<category><![CDATA[carlo messina]]></category>
		<category><![CDATA[INTESA SANPAOLO]]></category>
		<category><![CDATA[stefano barrese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133454</guid>

					<description><![CDATA[<p>Intesa Sanpaolo, attraverso la Divisione Banca dei Territori, lancia un piano dedicato alle piccole e piccolissime imprese di commercio, artigianato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Export delle MPI, Confartigianato: “Creare le condizioni per competere sui mercati internazionali”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/export-delle-mpi-confartigianato-creare-le-condizioni-per-competere-sui-mercati-internazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 12:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[maeci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133443</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Le micro e piccole imprese del Centro Italia non hanno un problema di capacità, ma spesso un problema di scala”. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<hr />
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tra Ministero dell&#8217;Istruzione e Confartigianato alleanza scuola-impresa per costruire il futuro dei giovani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/tra-ministero-dellistruzione-e-confartigianato-alleanza-scuola-impresa-per-costruire-il-futuro-dei-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 16:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori confartigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Valditara]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Porta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133409</guid>

					<description><![CDATA[<p>Meno giovani, più inattivi, talenti che emigrano. È la tripla emergenza che rischia di indebolire il futuro dell’Italia. Entro il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto al top dell’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026: le opportunità per i giovani tra impresa e lavoro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/10/lombardia-emilia-romagna-e-veneto-al-top-dellindice-confartigianato-youth-friendly-2026-le-opportunita-per-i-giovani-tra-impresa-e-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 11:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133407</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dove un giovane può costruire il proprio futuro? È la domanda che si pone l’Indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-86330 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/09/pexels-steve-ferency-3520262-1-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p>Le incertezze dell’economia tedesca si intrecciano con un riassetto negli equilibri politici. La frammentazione politica che emerge dalle elezioni regionali di settembre si sovrappone alle difficoltà di un sistema manifatturiero alle prese con la crisi dell’automotive, la transizione tecnologica, gli elevati costi energetici e le tensioni commerciali internazionali.</p>
<p><strong>La crisi dell’auto trascina la manifattura tedesca.</strong> La prevista crescita della spesa per la difesa in Germania non è ancora associata ad una ripresa dell’attività manifatturiera. Secondo il <a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf">rapporto Defence Investment of NATO Countries (2014-2026)</a>, nel 2026 la spesa reale per la difesa in Germania è stimata in aumento del 22,3%. In parallelo, nei primi otto mesi del 2026 la produzione manifatturiera in Germania cede del 2,2%, un trend peggiore del calo dello 0,5% della media Ue a 27 e in controtendenza rispetto alla crescita in Francia (+0,7%) e alla stabilità in Italia (+0,1%).</p>
<p>Il calo è appesantito dalla caduta del 7,5% della produzione di autoveicoli, dopo il modesto aumento dello 0,3% registrato nella media del 2025. La crisi dell’auto interessa un settore che – comprendendo carrozzeria e componentistica &#8211; genera il 19,0% del valore aggiunto manifatturiero, assumendo una rilevanza sistemica, trasmettendosi alla domanda di componenti, lavorazioni meccaniche, prodotti in metallo e macchinari. Nella produzione di autoveicoli in Germania lavorano 556mila addetti, la metà (50,6%) degli occupati del settore nell’Ue a 27.</p>
<p>Le difficoltà interessano anche la meccanica strumentale: nei primi otto mesi del 2026 la produzione di macchinari e apparecchiature diminuisce del 4,3%, accentuando la flessione dell’1,4% registrata nel 2025. Complessivamente, automotive e meccanica rappresentano il 33,7% del valore aggiunto manifatturiero tedesco: la contemporanea contrazione dei due comparti costituisce uno dei principali fattori di debolezza dell&#8217;industria.</p>
<p>Tra gli altri maggiori settori della manifattura tedesca provengono segnali di flessione per prodotti chimici con -2,8%, prodotti metallo con -1,5%, gomma e materie plastiche con -1,3% e computer ed elettronica con -1,1%. Maggiore stabilità per alimentari (-0,5%) e metallurgia (+0,8%), mentre segnano un recupero apparecchiature elettriche con 4,5% e prodotti raffinati con 6,8%.</p>
<p><strong>Le ricadute sulle esportazioni italiane.</strong> La Germania è il primo mercato di destinazione del made in Italy, assorbendo l’11,2% delle esportazioni nazionali. Nei primi otto mesi del 2026 le vendite italiane verso il mercato tedesco crescono del 2,1%, una dinamica che a fronte di una crescita del 2,4% dei prezzi all’esportazione nell’area dell’euro nasconde una decrescita delle vendite in termini reali in Germania.</p>
<p>In Germania ristagna la spesa delle famiglie &#8211; che nel secondo trimestre del 2026 segna un +0,3% su base annua a fronte del +1,3% della media Ue 27 – contribuendo ad un calo della domanda di beni di consumo tipici del made in Italy, con l’export della moda che diminuisce del 3,7%, mentre legno, carta e stampa arretrano del 4,7% e i mobili cedono del 10,6%.</p>
<p>Nonostante il calo della produzione tedesca, le esportazioni italiane di macchinari crescono del 2,5%; aumentano del 7,5% quelle di metalli e prodotti in metallo e del 5,6% quelle di apparecchiature elettriche. Anche le vendite di autoveicoli italiani crescono del 6,2%. La crisi tedesca determina impatti differenziati sulle importazioni, su cui influiscono la specializzazione e la qualità delle forniture, oltre alla diversa evoluzione delle filiere produttive. Resta tuttavia elevato il rischio che il protrarsi della crisi dell’automotive e della meccanica riduca gli ordinativi rivolti alle imprese italiane della subfornitura.</p>
<p><strong>I territori italiani più esposti alla crisi tedesca.</strong> Negli ultimi quattro trimestri, dal terzo trimestre 2025 al secondo trimestre 2026, le esportazioni italiane verso la Germania ammontano a 72,9 miliardi di euro, pari al 3,3% del PIL. L’esposizione è particolarmente elevata in Friuli-Venezia Giulia, dove le vendite sul mercato tedesco valgono il 7,0% del PIL regionale, seguito da Emilia-Romagna (5,5%), Veneto (5,2%), Trentino-Alto Adige e Piemonte (entrambe con 5,1%). Sopra la media nazionale si collocano anche Lombardia (3,9%) e Abruzzo (3,8%).</p>
<p>In termini assoluti, la Lombardia è la regione maggiormente esposta, con 19,5 miliardi di esportazioni verso la Germania, seguita da Emilia-Romagna (11,0 miliardi), Veneto (10,5 miliardi) e Piemonte (8,3 miliardi). Questi quattro territori concentrano oltre due terzi (67,7%) delle esportazioni italiane sul mercato tedesco. La persistenza delle difficoltà industriali della Germania rappresenta quindi un fattore di rischio soprattutto per i sistemi produttivi settentrionali, caratterizzati da una forte integrazione nelle catene europee del valore e da una diffusa presenza di micro e piccole imprese della subfornitura.</p>
<p><strong>Le prospettive del made in Italy nel 39° report Confartigianato.</strong> Il focus della dinamica delle esportazioni in Germania e nei mercati più critici e le ricadute sui sistemi produttivi italiani saranno tra i temi del 39° report su trend dell&#8217;economia, congiuntura e MPI, dal titolo <em>“Economia e imprese tra tensioni globali e nuove scelte di politica economica”</em>, che sarà presentato nel <a href="https://bit.ly/39_Report">webinar di lunedì 9 novembre 2026</a>, alle ore 11.30, organizzato dall&#8217;Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con la Direzione Politiche Fiscali nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
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<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-133763 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg" alt="" width="700" height="394" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-300x169.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/10/webinar_US_9-novembre-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong>Programma webinar di lunedì 9 novembre 2026 ore 11.30-13.00</strong></p>
<p>Apertura lavori di <strong>Vincenzo Mamoli</strong>, Segretario Generale Confartigianato<br />
Introduzione di <strong>Enrico Quintavalle</strong>, Responsabile Ufficio Studi<br />
<strong>Le evidenze del 39° report</strong><br />
<strong>Licia Redolfi</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia<br />
<strong>Monica Salvioli</strong>, Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna<br />
<strong>Carlotta Andracco</strong>, Ufficio Studi Confartigianato Vicenza<br />
Conclusioni di <strong>Andrea Trevisani</strong>, Direttore politiche fiscali Confartigianato</p>
<p><a class="confbtn" style="width: 22px; height: auto; display: inline-block; margin: 0 5px; vertical-align: middle; margin-bottom: 0;" href="https://bit.ly/39_Report"><img decoding="async" class="alignnone" style="width: 22px; height: auto; margin-bottom: 0; vertical-align: baseline;" src="https://www.confartigianato.it/storage/2021/07/22-Link-esterno-1.png" alt="" width="22" height="22" /></a><strong>Info per ulteriori info e iscrizioni al webinar</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/10/germania-crisi-della-manifattura-e-consumi-deboli-mettono-alla-prova-il-made-in-italy-il-focus-sui-mercati-critici-nel-webinar-del-9-novembre/">Germania, crisi della manifattura e consumi deboli mettono alla prova il made in Italy. Il focus sui mercati critici nel webinar del 9 novembre</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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