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	<title>conflitto medio oriente Archivi - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Sep 2026 13:56:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>conflitto medio oriente Archivi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Meno burocrazia, energia a costi più competitivi, maggiore accesso ai finanziamenti e investimenti nell’intelligenza artificiale, cambiamento climatico e gli incendi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi dell&#8217;ex ILVA non è una semplice vertenza legata a un singolo impianto, ma una minaccia reale per un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, economici ed energetici e il loro impatto sul futuro delle imprese sono al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133104</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scegliere con cura, consumare meglio, riutilizzare, non sprecare. La sostenibilità passa da gesti semplici e cambia il modo in cui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
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		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133084</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel secondo trimestre 2026 gli occupati aumentano di 246 mila unità in un anno (+1,0%). Il traino viene dal lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Presidenza di UNATRAS, il coordinamento unitario delle Associazioni nazionali dell’autotrasporto di cui fa parte Confartigianato Trasporti, ha inviato una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>In &#8216;100 Storie Italiane di Sport&#8217; la nostra eccellenza manifatturiera tra vela e sport d’acqua</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/in-100-storie-italiane-di-sport-la-nostra-eccellenza-manifatturiera-tra-vela-e-sport-dacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 18:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[farnesina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8216;100 Storie Italiane Di Sport. Vela e Sport D’acqua&#8217; è l&#8217;iniziativa editoriale promossa e realizzata da Ministero degli Affari Esteri [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<title>Maestri d’Eccellenza 2026, premiati a Roma i talenti dell’artigianato italiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/maestri-deccellenza-2026-premiati-a-roma-i-talenti-dellartigianato-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 16:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Lvmh]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carlo Colombo, Lorenzo Seghezzi, Mirei Monticelli, Daniel Mauceri sono i vincitori della quarta edizione del Premio Maestri d’Eccellenza promosso da Mestieri d’Eccellenza LVMH, in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<title>Confartigianato a Bruxelles celebra 80 anni di storia e di futuro in Italia e in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-a-bruxelles-celebra-80-anni-di-storia-e-di-futuro-in-italia-e-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 10:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
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		<category><![CDATA[Antonella Sberna]]></category>
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		<category><![CDATA[marco canaparo]]></category>
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		<category><![CDATA[raffaele fitto]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ottant’anni di storia, di rappresentanza e di impegno al fianco degli imprenditori in Italia e in Europa.  Confartigianato ha celebrato a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Piccole imprese protagoniste dell&#8217;internazionalizzazione, Confartigianato al Forum PMI Italia &#8211; America Latina di Buenos Aires</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-protagoniste-dellinternazionalizzazione-confartigianato-al-forum-pmi-italia-america-latina-di-buenos-aires/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 15:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[buenos aires]]></category>
		<category><![CDATA[forum PMI Italia - America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[IILA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confartigianato protagonista a Buenos Aires della X edizione del Forum PMI Italia-America Latina, organizzato da IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Pagamenti digitali, nel 2025 con le carte transati su POS e da remoto 505 miliardi di euro, con 392 transazioni al secondo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/pagamenti-digitali-nel-2025-con-le-carte-transati-su-pos-e-da-remoto-505-miliardi-di-euro-con-392-transazioni-al-secondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 14:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti digitali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132978</guid>

					<description><![CDATA[<p>  La trasformazione digitale modifica in profondità anche le modalità di pagamento degli italiani, determinando un’ulteriore espansione degli strumenti alternativi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<title>Granelli su rialzo tassi Bce: “Con nuova stretta sul credito a rischio investimenti Mpi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-su-rialzo-tassi-bce-con-nuova-stretta-sul-credito-a-rischio-investimenti-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 12:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[tacci bce]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132970</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Il nuovo rialzo dei tassi deciso oggi dalla BCE aggiunge pressione sulle imprese che non hanno ancora assorbito gli effetti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<title>A Bruxelles il Presidente Granelli incontra la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/a-bruxelles-il-presidente-granelli-incontra-la-presidente-del-parlamento-europeo-roberta-metsola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:18:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[luca crosetto]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Metsola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132946</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ruolo delle micro e piccole imprese nella politica industriale UE e principio del “Think Small First”: questi i temi al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ex Ilva: positiva l’attenzione del Governo. Ora confronto reale e risposte concrete</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ex-ilva-positiva-lattenzione-del-governo-ora-confronto-reale-e-risposte-concrete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 19:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132940</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, CNA e Casartigiani esprimono apprezzamento per l’attenzione del Governo sulla vertenza ex Ilva e sulle sue ricadute economiche, occupazionali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>A &#8216;Match Point&#8217; Confartigianato entra nelle sfide del futuro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/a-match-point-confartigianato-entra-nelle-sfide-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 15:23:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[match point]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confartigianato vuole stare pienamente ‘dentro’ le grandi trasformazioni che caratterizzano il nostro tempo e rendere gli artigiani e le piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Match Point 2026, la partita del futuro: intelligenza artificiale, forza delle piccole imprese e sfide per l’Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/match-point-2026-la-partita-del-futuro-intelligenza-artificiale-forza-delle-piccole-imprese-e-sfide-per-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 13:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[match point]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Dalla rapida diffusione dell’IA alla tenuta delle micro e piccole imprese, fino alle scelte europee su industria, energia e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<title>“Trame di rinascita”: ad Amalfi la moda Made in Italy diventa strumento di emancipazione e riscatto per le donne</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/trame-di-rinascita-ad-amalfi-la-moda-made-in-italy-diventa-strumento-di-emancipazione-e-riscatto-per-le-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 08:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[donne impresa]]></category>
		<category><![CDATA[premio trame di rinascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132896</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’emancipazione femminile, la dignità del lavoro e il valore dell’artigianato Made in Italy si intrecciano nel cuore della Costiera Amalfitana [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Confartigianato al Bike Festival di Misano, al fianco degli artigiani della bicicletta</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-al-bike-festival-di-misano-al-fianco-degli-artigiani-della-bicicletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 17:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cargo byke]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confartigianato è al fianco delle imprese artigiane della bicicletta all’International Bike Festival di Misano, uno dei principali appuntamenti europei dedicati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<title>Confartigianato Motori: tra i premiati 2026 il campione del mondo Lando Norris</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-motori-tra-i-premiati-2026-il-campione-del-mondo-lando-norris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 15:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[LANDO NORRIS]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confartigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il campione del mondo in carica Lando Norris è il Pilota dell’anno di Confartigianato Motori. Il britannico della scuderia McLaren [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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		<title>ALPI Design Awards 2026, aperte le candidature al premio dedicato ad artigianato e design per la montagna</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/alpi-design-awards-2026-aperte-le-candidature-al-premio-dedicato-ad-artigianato-e-design-per-la-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 09:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[premio alpi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132843</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato Imprese rinnova anche quest’anno il proprio sostegno agli ALPI Design Awards, il premio internazionale dedicato a progetti, prodotti e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-86286" src="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2018/10/pallet-1665471_1280-300x129.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Le <strong>imprese italiane</strong> stanno pagando il <strong>prezzo più alto della guerra nel Golfo</strong>. Nei primi quattro mesi del conflitto, da marzo a giugno 2026, le nostre <strong>esportazioni verso il Medio Oriente</strong>, che valgono complessivamente <strong>26,4 miliardi</strong> di euro, sono <strong>calate di 2,2 miliardi</strong>, pari a una<strong> flessione del 22,7% su base annua</strong>. Si tratta della <strong>maggiore perdita di export tra tutti i Paesi europei</strong>: corrisponde al 46,1% dei 4,7 miliardi di minori esportazioni registrate dall’Ue nei paesi mediorientali tra marzo e giugno, pari al &#8211; 8.7%.<span id="more-132657"></span></p>
<p>Lo rileva un’analisi di <strong>Confartigianato</strong> che mette in evidenza l’i<strong>mpatto del conflitto Usa-Iran sulle nostre aziende.</strong></p>
<p>Dopo quella dell’Italia, la perdita più consistente di vendite in Medio Oriente è quella della Spagna, con 802 milioni di euro in meno, seguita dalla Germania, che registra una riduzione di 640 milioni. Tra le principali economie europee, la Francia mostra invece una sostanziale tenuta, con un lieve aumento dello 0,3% dell’export nell’area mediorientale.</p>
<p>Nei primi quattro mesi di guerra il maggiore calo di export italiano si è registrato negli Emirati Arabi Uniti ed è pari a 879 milioni di euro (-27,3%). Seguono il Kuwait con una diminuzione di 649 milioni (-73,6%), il Qatar con 345 milioni (-52,2%), l’Iraq con 129 milioni (-40,7%), l’Iran con 70 milioni (-52,6%) e il Bahrain con 55 milioni (-51,2%).</p>
<p>Secondo Confartigianato, tra i <strong>settori manifatturieri italiani più colpiti</strong> dal calo di vendite in Medio Oriente vi sono quelli a maggiore presenza di micro e piccole imprese — alimentare, moda, legno-arredo, metallo, gioielleria e occhialeria — le cui esportazioni verso il Medio Oriente valgono 7,7 miliardi di euro e che nei mesi di guerra hanno registrato un calo del 17,3%.</p>
<p>La <strong>moda</strong> è il comparto più penalizzato, con una flessione complessiva del 33,7% e un crollo del 44,1% per pelletteria e prodotti in pelle. Il settore dei <strong>macchinari</strong>, principale voce dell’export italiano nell’area, registra una flessione delle vendite del 18,6%. Seguono i <strong>mobili</strong>, in calo del 14,4%, e il comparto della <strong>gioielleria</strong> che scende del 14,9%. L’<strong>alimentare</strong> mostra una diminuzione del 7,7%.</p>
<p>La classifica delle <strong>regioni italiane</strong> che hanno subito il calo più marcato dell’export manifatturiero in Medio Oriente vede al primo posto il <strong>Veneto</strong> (- 26,3%), seguito da <strong>Emilia-Romagna</strong> (-12,9%), <strong>Lombardia</strong> (-9,1%) e <strong>Toscana</strong> (-3,0%). A livello provinciale, le maggiori perdite si concentrano a <strong>Bergamo</strong> (-27,5%), <strong>Vicenza</strong> (-25,9%), <strong>Milano</strong> (-15,5%) e <strong>Firenze</strong> (-6,5%).</p>
<p>«Gli effetti della guerra nel Golfo si stanno moltiplicando. Le nostre imprese &#8211; dichiara <strong>Marco Granelli, presidente di Confartigianato</strong> &#8211; non subiscono soltanto l’aumento dei costi energetici. Il calo dell’export verso il Medio Oriente è particolarmente preoccupante perché coinvolge filiere con una forte presenza di artigiani e micro e piccole aziende. Oltre a misure per attenuare l’impatto dei rincari energetici, è più che mai necessario rafforzare le condizioni che permettono ai nostri imprenditori, soprattutto quelle di minori dimensioni, di continuare a esportare, anche diversificando i mercati di destinazione, investire e competere a livello mondiale”.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/">Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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