<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>dazi Usa Archivi - Confartigianato Imprese</title>
	<atom:link href="https://www.confartigianato.it/tag/dazi-usa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.confartigianato.it/tag/dazi-usa/</link>
	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Jul 2026 09:55:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.confartigianato.it/storage/2017/05/cropped-logo_Confartigianato_Tavola-disegno-1-32x32.png</url>
	<title>dazi Usa Archivi - Confartigianato Imprese</title>
	<link>https://www.confartigianato.it/tag/dazi-usa/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, CNA, Casartigiani e Claai valutano positivamente l&#8216;avvio del confronto tra le principali Organizzazioni imprenditoriali e Cgil, Cisl e Uil [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, Cna e Casartigiani condividono gli obiettivi ambientali del sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso, ma chiedono che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132454</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista della trasmissione UnoMattina su Rai 1 grazie alla partecipazione di Bianca Guscelli, Presidente dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132445</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mercato del lavoro continua a rappresentare un fattore di resilienza dell&#8217;economia italiana, pur mostrando i primi segnali di rallentamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Navigazione incerta per le imprese nell’estate 2026. Il punto sulla congiuntura</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/navigazione-incerta-per-le-imprese-nellestate-2026-il-punto-sulla-congiuntura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[costo dell'energia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132439</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le dinamiche dell’economia internazionale nell’estate del 2026 sono dominate dalle tensioni dello scenario geopolitico. A luglio i costi dell’energia hanno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato su Il Foglio: &#8220;Il climate change costa all&#8217;Italia 7,5 miliardi l&#8217;anno&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/confartigianato-su-il-foglio-il-climate-change-costa-allitalia-75-miliardi-lanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 05:40:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[climate change]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132434</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il cambiamento climatico mette a rischio la competitività del sistema produttivo italiano. È l&#8217;allarme lanciato oggi da Confartigianato sulle pagine [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crisi del Golfo, il punto sui prezzi dell’energia</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/crisi-del-golfo-il-punto-sui-prezzi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[costo energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132381</guid>

					<description><![CDATA[<p>  L&#8217;andamento dei mercati energetici continua a essere dominato dalle incertezze sull’evoluzione del quadro geopolitico nel Golfo Persico. La ripresa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: &#8220;No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi soltanto su conti correnti individuali&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-no-allobbligo-di-accreditare-gli-stipendi-soltanto-su-conti-correnti-individuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conto corrente bancario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132377</guid>

					<description><![CDATA[<p>No all&#8217;obbligo di accreditare gli stipendi esclusivamente su conti correnti bancari individuali. E’ la posizione espressa oggi da Confartigianato e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 13:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[dazi Usa]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132372</guid>

					<description><![CDATA[<p> Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#artigianatochecresce &#8211; Artigianato digitale, IA, domanda di energia e competenze nel report di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianatochecresce-artigianato-digitale-ia-domanda-di-energia-e-competenze-nel-report-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artigiana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132328</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alla fine del primo trimestre del 2026 si contano 13.089 imprese artigiane digitali registrate nei settori che offrono servizi connessi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli a &#8216;Il confronto&#8217; (Rai2) sul futuro delle imprese: &#8220;Giovani e artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/il-presidente-granelli-a-il-confronto-rai2-sul-futuro-delle-imprese-giovani-e-artigianato-avanti-ce-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il confronto]]></category>
		<category><![CDATA[monica setta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132266</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Giovani nell&#8217;artigianato? Avanti, c&#8217;è posto&#8220;. È il messaggio lanciato dal Presidente di Confartigianato Marco Granelli nel corso del programma televisivo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gelati: spesa di 1,8 miliardi € intercettata da 9.345 laboratori di gelateria, 2 su 3 artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/gelati-spesa-di-18-miliardi-e-intercettata-da-9-345-laboratori-di-gelateria-2-su-3-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 06:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[gelato artigianale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132278</guid>

					<description><![CDATA[<p>I mesi estivi sono caratterizzati dal consumo di gelato, uno dei prodotti tipici del made in Italy del comparto alimentare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Accordo sulla rappresentanza e crisi di Hormuz: Granelli a Focus Economia (Radio24)</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-sulla-rappresentanza-e-crisi-di-hormuz-granelli-a-focus-economia-radio24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 17:42:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[radio24]]></category>
		<category><![CDATA[sebastiano barisoni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132283</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato ha sottoscritto l&#8217;accordo tra le principali organizzazioni datoriali sulla rappresentanza e sulla contrattazione facendo prevalere il senso di responsabilità [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Accordo su rappresentanza e contrattazione: servono chiarezza su rappresentatività e impegno antidumping</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/accordo-su-rappresentanza-e-contrattazione-servono-chiarezza-su-rappresentativita-e-impegno-antidumping/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 16:51:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattazione]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza imprenditoriale]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentatività]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132255</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le principali organizzazioni datoriali italiane hanno compiuto un altro passo verso la definizione di regole condivise sulla rappresentanza delle imprese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Premio Confartigianato Motori: presentata a Monza l&#8217;edizione 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/premio-confartigianato-motori-presentata-a-monza-ledizione-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 12:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confatigianato Motori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132248</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si è tenuta il 9 luglio a Monza, negli spazi di APA Confartigianato Imprese Milano Monza e Brianza, la serata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La sanità del futuro nel nuovo numero di Spirito Artigiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/la-sanita-del-futuro-nel-nuovo-numero-di-spirito-artigiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 09:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito artigiano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132228</guid>

					<description><![CDATA[<p>La salute come bene comune, la sanità che esce dagli ospedali per avvicinarsi alle persone, l&#8217;innovazione che incontra il fattore [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Imprese e professioni chiedono il “Buono Digitale” per sostenere innovazione e competitività</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imprese-e-professioni-chiedono-il-buono-digitale-per-sostenere-innovazione-e-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:38:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Buono digitale]]></category>
		<category><![CDATA[fabio mereu]]></category>
		<category><![CDATA[voucher digitale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132208</guid>

					<description><![CDATA[<p>Debutta il Manifesto per l’Italia Digitale, promosso da AIIP, AssoSoftware, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni. Al centro della proposta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Manifesto per l&#8217;Italia digitale: imprese e istituzioni presentano le proposte per la competitività del Paese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/manifesto-per-litalia-digitale-imprese-e-istituzioni-presentano-le-proposte-per-la-competitivita-del-paese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:37:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132194</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, insieme con Assosoftware, AIIP&#124;Associazione Italiana Internet Provider, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni, presenta il Manifesto per l&#8217;Italia Digitale, un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8216;Artigianale&#8217; non è per tutti: il MIMIT fa chiarezza sulle nuove norme al webinar di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/artigianale-non-e-per-tutti-il-mimit-fa-chiarezza-sulle-nuove-norme-al-webinar-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:30:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[legge annuale pmi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132173</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una norma ‘dirompente’ perché introduce per la prima volta una definizione giuridica di &#8216;prodotto artigianale&#8217;, che è da intendersi esclusivamente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027 nel 38° report congiunturale di Confartigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027-nel-38-report-congiunturale-di-confartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 13:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[analisi congiunturale]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132169</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Le incertezze sull’evoluzione della crisi mediorientale, la crescita dell’economia italiana e l’avvicinamento al termine degli interventi del PNRR dominano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	
</channel>
</rss>