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	<title>dazi Usa Archivi - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
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	<title>dazi Usa Archivi - Confartigianato Imprese</title>
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	<item>
		<title>Granelli: &#8220;Da presidente von der Leyen indicazioni importanti per Pmi. Ora servono interventi concreti&#8221;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-da-presidente-von-der-leyen-indicazioni-importanti-per-pmi-ora-servono-interventi-concreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ursula von der leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Meno burocrazia, energia a costi più competitivi, maggiore accesso ai finanziamenti e investimenti nell’intelligenza artificiale, cambiamento climatico e gli incendi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ilva &#8211; Le Confederazioni artigiane: «Serve un pacchetto straordinario e una Legge Speciale per salvare Taranto»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ilva-le-confederazioni-artigiane-serve-un-pacchetto-straordinario-e-una-legge-speciale-per-salvare-taranto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 15:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi dell&#8217;ex ILVA non è una semplice vertenza legata a un singolo impianto, ma una minaccia reale per un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Energie e sostenibilità alla 22ª edizione di Confartigianato High School</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/energie-e-sostenibilita-alla-22a-edizione-di-confartigianato-high-school/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 14:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Energies and Sustainability Confartigianato High School]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133089</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le grandi trasformazioni degli scenari geopolitici, economici ed energetici e il loro impatto sul futuro delle imprese sono al centro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Seize the change. Futuri sostenibili&#8221; è l&#8217;evento di apertura della Settimana per l&#8217;Energia e la Sostenibilità 2026</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/seize-the-change-futuri-sostenibili-e-levento-di-apertura-della-settimana-per-lenergia-e-la-sostenibilita-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 13:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[seize the change]]></category>
		<category><![CDATA[settimana energia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133104</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scegliere con cura, consumare meglio, riutilizzare, non sprecare. La sostenibilità passa da gesti semplici e cambia il modo in cui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mercato del lavoro più inclusivo, con crescita spinta da lavoro stabile, donne, giovani e stranieri</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/mercato-del-lavoro-piu-inclusivo-con-crescita-spinta-da-lavoro-stabile-donne-giovani-e-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 13:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133084</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel secondo trimestre 2026 gli occupati aumentano di 246 mila unità in un anno (+1,0%). Il traino viene dal lavoro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>UNATRAS chiede al Governo di riaprire urgentemente il confronto sul settore</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/unatras-chiede-al-governo-di-riaprire-urgentemente-il-confronto-sul-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 10:07:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Unatras]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133073</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Presidenza di UNATRAS, il coordinamento unitario delle Associazioni nazionali dell’autotrasporto di cui fa parte Confartigianato Trasporti, ha inviato una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In &#8216;100 Storie Italiane di Sport&#8217; la nostra eccellenza manifatturiera tra vela e sport d’acqua</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/in-100-storie-italiane-di-sport-la-nostra-eccellenza-manifatturiera-tra-vela-e-sport-dacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 18:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[farnesina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133047</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8216;100 Storie Italiane Di Sport. Vela e Sport D’acqua&#8217; è l&#8217;iniziativa editoriale promossa e realizzata da Ministero degli Affari Esteri [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<item>
		<title>Maestri d’Eccellenza 2026, premiati a Roma i talenti dell’artigianato italiano</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/maestri-deccellenza-2026-premiati-a-roma-i-talenti-dellartigianato-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 16:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Lvmh]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=133040</guid>

					<description><![CDATA[<p>Carlo Colombo, Lorenzo Seghezzi, Mirei Monticelli, Daniel Mauceri sono i vincitori della quarta edizione del Premio Maestri d’Eccellenza promosso da Mestieri d’Eccellenza LVMH, in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Confartigianato a Bruxelles celebra 80 anni di storia e di futuro in Italia e in Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-a-bruxelles-celebra-80-anni-di-storia-e-di-futuro-in-italia-e-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 10:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella Sberna]]></category>
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		<category><![CDATA[raffaele fitto]]></category>
		<category><![CDATA[SMEunited]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ottant’anni di storia, di rappresentanza e di impegno al fianco degli imprenditori in Italia e in Europa.  Confartigianato ha celebrato a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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		<title>Piccole imprese protagoniste dell&#8217;internazionalizzazione, Confartigianato al Forum PMI Italia &#8211; America Latina di Buenos Aires</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/piccole-imprese-protagoniste-dellinternazionalizzazione-confartigianato-al-forum-pmi-italia-america-latina-di-buenos-aires/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 15:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[buenos aires]]></category>
		<category><![CDATA[forum PMI Italia - America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[IILA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132968</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato protagonista a Buenos Aires della X edizione del Forum PMI Italia-America Latina, organizzato da IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pagamenti digitali, nel 2025 con le carte transati su POS e da remoto 505 miliardi di euro, con 392 transazioni al secondo</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/pagamenti-digitali-nel-2025-con-le-carte-transati-su-pos-e-da-remoto-505-miliardi-di-euro-con-392-transazioni-al-secondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 14:05:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti digitali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132978</guid>

					<description><![CDATA[<p>  La trasformazione digitale modifica in profondità anche le modalità di pagamento degli italiani, determinando un’ulteriore espansione degli strumenti alternativi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli su rialzo tassi Bce: “Con nuova stretta sul credito a rischio investimenti Mpi”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/granelli-su-rialzo-tassi-bce-con-nuova-stretta-sul-credito-a-rischio-investimenti-mpi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 12:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[tacci bce]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132970</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Il nuovo rialzo dei tassi deciso oggi dalla BCE aggiunge pressione sulle imprese che non hanno ancora assorbito gli effetti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Bruxelles il Presidente Granelli incontra la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/a-bruxelles-il-presidente-granelli-incontra-la-presidente-del-parlamento-europeo-roberta-metsola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:18:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[luca crosetto]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Metsola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132946</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ruolo delle micro e piccole imprese nella politica industriale UE e principio del “Think Small First”: questi i temi al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ex Ilva: positiva l’attenzione del Governo. Ora confronto reale e risposte concrete</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/ex-ilva-positiva-lattenzione-del-governo-ora-confronto-reale-e-risposte-concrete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 19:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ex ilva]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132940</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, CNA e Casartigiani esprimono apprezzamento per l’attenzione del Governo sulla vertenza ex Ilva e sulle sue ricadute economiche, occupazionali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A &#8216;Match Point&#8217; Confartigianato entra nelle sfide del futuro</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/a-match-point-confartigianato-entra-nelle-sfide-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 15:23:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[match point]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132919</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato vuole stare pienamente ‘dentro’ le grandi trasformazioni che caratterizzano il nostro tempo e rendere gli artigiani e le piccole [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Match Point 2026, la partita del futuro: intelligenza artificiale, forza delle piccole imprese e sfide per l’Europa</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/match-point-2026-la-partita-del-futuro-intelligenza-artificiale-forza-delle-piccole-imprese-e-sfide-per-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 13:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[match point]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132911</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Dalla rapida diffusione dell’IA alla tenuta delle micro e piccole imprese, fino alle scelte europee su industria, energia e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Trame di rinascita”: ad Amalfi la moda Made in Italy diventa strumento di emancipazione e riscatto per le donne</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/trame-di-rinascita-ad-amalfi-la-moda-made-in-italy-diventa-strumento-di-emancipazione-e-riscatto-per-le-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 08:50:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[amalfi]]></category>
		<category><![CDATA[donne impresa]]></category>
		<category><![CDATA[premio trame di rinascita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132896</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’emancipazione femminile, la dignità del lavoro e il valore dell’artigianato Made in Italy si intrecciano nel cuore della Costiera Amalfitana [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato al Bike Festival di Misano, al fianco degli artigiani della bicicletta</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-al-bike-festival-di-misano-al-fianco-degli-artigiani-della-bicicletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 17:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cargo byke]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132883</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato è al fianco delle imprese artigiane della bicicletta all’International Bike Festival di Misano, uno dei principali appuntamenti europei dedicati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato Motori: tra i premiati 2026 il campione del mondo Lando Norris</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-motori-tra-i-premiati-2026-il-campione-del-mondo-lando-norris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 15:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[LANDO NORRIS]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confartigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il campione del mondo in carica Lando Norris è il Pilota dell’anno di Confartigianato Motori. Il britannico della scuderia McLaren [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png"><img decoding="async" class="wp-image-132373 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png" alt="" width="700" height="273" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-300x117.png 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Effetto-dei-dazi-sulla-dinamica-dellexport-negli-USA-manifattura-totale-e-al-netto-della-farmaceutica-e-settori-di-MPI-350x137.png 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ALPI Design Awards 2026, aperte le candidature al premio dedicato ad artigianato e design per la montagna</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/alpi-design-awards-2026-aperte-le-candidature-al-premio-dedicato-ad-artigianato-e-design-per-la-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 09:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[premio alpi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132843</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato Imprese rinnova anche quest’anno il proprio sostegno agli ALPI Design Awards, il premio internazionale dedicato a progetti, prodotti e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/07/trend-made-in-italy-pesano-i-cali-in-germania-medio-oriente-e-dazi-usa-nei-settori-mpi/">Trend made in Italy, pesano i cali in Germania, Medio Oriente e dazi USA nei settori MPI</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png"><img decoding="async" class="wp-image-85767 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920.png 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2020/01/aircraft-3542681_1920-300x129.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong>Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni italiane mantengono un andamento positivo in valore, ma una analisi più dettagliata evidenzia una dinamica che rimane fragile, in un contesto di elevata turbolenza internazionale. La crescita dell’export è condizionata dai flussi di metalli preziosi mentre pesano il calo dell’export in Germania e la caduta delle vendite in Medio Oriente, mentre i dazi statunitensi colpiscono i settori del made in Italy con una maggiore presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>Tra gennaio e maggio 2026 l’export manifatturiero aumenta del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. La dinamica della domanda estera risulta fortemente condizionata dalle movimentazioni di metalli preziosi, concentrato in Svizzera: al netto dell’export dei metalli (che comprende i preziosi) e prodotti in metallo, nei primi cinque mesi l’export risulta sostanzialmente stabile (-0,1%). Al <a href="https://www.confartigianato.it/2026/02/le-tendenze-del-made-in-italy-tra-dazi-e-impatto-di-quattro-anni-di-guerra-nellanalisi-su-ilsussidiario-net/">precedente “effetto farmacologico”</a> si è dunque sostituito un “effetto metalli preziosi”, che amplifica la crescita nominale senza riflettere un miglioramento altrettanto diffuso del made in Italy.</p>
<p>Le ultime tendenze delle vendite del made in Italy sono esaminate nel report <strong>&#8216;Key data 38° report su economia, congiuntura e MPI&#8217;</strong> – <a href="https://bit.ly/4psIDIF">qui</a> per scaricarlo &#8211; che  aggiorna alcune delle principali evidenze proposte nell&#8217;ultimo report congiunturale, predisposto dall’Ufficio Studi in collaborazione con l’Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia, l’Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna l’Ufficio Studi Confartigianato Vicenza e presentato lo scorso 6 luglio in un <a href="https://bit.ly/4eX3vnr">webinar</a> organizzato nell’ambito della Scuola di Sistema.</p>
<p>La geografia delle esportazioni conferma una elevata differenziazione. Nell’Unione europea cede il principale mercato del made in Italy: l’export in <strong>Germania</strong> scende del 2,2%. L’analisi territoriale proposta nel 38° report congiunturale di Confartigianato &#8211; <a href="https://bit.ly/4y1ridx">qui</a> per scaricarlo – mette in luce un posizionamento differenziato sul mercato tedesco delle maggiori regioni esportatrici: nel primo trimestre 2026 l’export manifatturiero è in crescita su base annua in Emilia-Romagna (+8,5%) e Veneto (+1,0%), mentre segna un calo in Piemonte (-0,9%) e Lombardia (-1,2%).</p>
<p>Tra gli <strong>altri mercati dell’Unione europea</strong> cala la domanda del made in Italy anche in Spagna con -2,9% e Belgio con -3,2%, mentre sono in crescita Polonia (+5,6%), Austria (+5,5%), Francia (+3,1%) e Cechia (+1,2). Più stagnanti le vendite nei Paesi Bassi (+0,5%) e in Romania (-0,5%). La debolezza del mercato tedesco continua quindi a rappresentare un fattore critico per le filiere italiane, mentre la crescita di alcune <strong>economie extra Ue</strong> – come Cina con +19,0%, Africa settentrionale con 16,3%, restanti paesi africani con +7,8% e India con +3,7% &#8211; non è ancora sufficientemente diffusa da compensare le aree di maggiore difficoltà. La turbolenta crescita dell’export in Svizzera (+46,0%) è interamente determinata dai flussi di metalli preziosi (al netto dei metalli la dinamica dell’export in Svizzera segna un -0,2%). Tra gli altri paesi europei non Ue in calo l’export in Russia (-3,2%), nel Regno Unito (-5,2%) e in Turchia (-19,5%, un calo pressoché interamente determinato dai flussi dell’oreficeria).</p>
<p>Particolarmente critica è la situazione dei mercati del <strong>Medio Oriente</strong>, su cui impattano gli effetti della Guerra del Golfo. Nel complesso dei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni scendono del 14,5%, con una perdita di 1,9 miliardi di euro di vendite nei primi tre mesi della crisi di Hormuz. Si tratta di un aggregato di mercati che presenta una rilevante domanda di macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria e altri prodotti caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.</p>
<p>La flessione è diffusa sui territori maggiori esportatori nell’area: nel primo trimestre del 2026 il calo dell’export manifatturiero in Medio Oriente in Toscana è più contenuto (-3,0%), si amplia in Lombardia (-9,1%) e arriva in doppia cifra in Emilia-Romagna (-12,9%) e Veneto (-26,3%).</p>
<p>Negli <strong>Stati Uniti</strong> il quadro appare meno recessivo nei dati aggregati, ma una analisi più dettagliata per settore delinea alcuni segnali di debolezza. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export negli Stati Uniti aumenta del 2,3% su base annua. Anche nell’<strong>intero arco di tempo interessato dai dazi, </strong>tra agosto 2025 e maggio 2026, l’export manifatturiero negli USA cresce del 2,9%, ma al netto della farmaceutica diminuisce dell’1,3%. I dazi hanno avuto un maggiore impatto proprio nei settori a maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno-arredo, gioielleria, occhialeria, articoli sportivi e giochi – dove nei dieci mesi di applicazione delle tariffe la flessione raggiunge l’8,3%, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi sette mesi del 2025.</p>
<p>In chiave territoriale, tra le maggiori regioni esportatrici, nel primo trimestre del 2026 rimane in positivo l’export nei settori di MPI sul mercato statunitense solo per la Toscana (+7,8%), mentre segna una flessione in Emilia-Romagna (-3,1%), che si amplia progressivamente in Veneto (-6,4%) e Lombardia (-12,3%).</p>
<p>L’effetto dei dazi si combina con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, che agisce come un ulteriore dazio implicito, e con il rallentamento della domanda mondiale connessa con i conflitti e le incertezze di natura geopolitica. Gli Stati Uniti rimangono il primo mercato extra UE del made in Italy, assorbendo una quota del 10,9% dell’export nazionale, e garantiscono nei primi cinque mesi un avanzo commerciale di 15,3 miliardi di euro, pari ai tre quarti (75,8%) dell’intero attivo commerciale dell’Italia pari a 20,1 miliardi. Proprio per questa rilevanza, la perdita di competitività nei comparti delle MPI costituisce uno dei principali rischi per la seconda parte del 2026.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Effetto dei dazi sulla dinamica dell’export negli USA: manifattura totale e al netto della farmaceutica e settori di MPI</strong></p>
<p style="text-align: center;">Anno 2025 e gen.-lug. 2025 pre dazi; ago. 2025-mag. 2026 con dazi. Var. % tendenziali. Settori di MPI: CA, CB, 16, CM Ateco 2007 &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat</p>
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