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	<title>legge bilancio 2027 Archivi - Confartigianato Imprese</title>
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	<description>La più rappresentativa organizzazione italiana dell&#039;artigianato e della micro e piccola impresa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Sep 2026 10:15:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>legge bilancio 2027 Archivi - Confartigianato Imprese</title>
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		<title>Confartigianato al Bike Festival di Misano, al fianco degli artigiani della bicicletta</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-al-bike-festival-di-misano-al-fianco-degli-artigiani-della-bicicletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 17:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cargo byke]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confartigianato è al fianco delle imprese artigiane della bicicletta all’International Bike Festival di Misano, uno dei principali appuntamenti europei dedicati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Confartigianato Motori: tra i premiati 2026 il campione del mondo Lando Norris</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/confartigianato-motori-tra-i-premiati-2026-il-campione-del-mondo-lando-norris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 15:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_A]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[LANDO NORRIS]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confartigianato Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il campione del mondo in carica Lando Norris è il Pilota dell’anno di Confartigianato Motori. Il britannico della scuderia McLaren [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ALPI Design Awards 2026, aperte le candidature al premio dedicato ad artigianato e design per la montagna</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/alpi-design-awards-2026-aperte-le-candidature-al-premio-dedicato-ad-artigianato-e-design-per-la-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 09:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[premio alpi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132843</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato Imprese rinnova anche quest’anno il proprio sostegno agli ALPI Design Awards, il premio internazionale dedicato a progetti, prodotti e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>È online il podcast dei Giovani Imprenditori di Confartigianato con tante storie di eccellenza artigiana</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/e-online-il-podcast-dei-giovani-imprenditori-di-confartigianato-con-tante-storie-di-eccellenza-artigiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Cassieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 14:02:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fare impresa che storia]]></category>
		<category><![CDATA[giovani imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132785</guid>

					<description><![CDATA[<p>È online “Fare impresa, che storia!”, il podcast promosso dal Movimento Giovani Imprenditori Confartigianato, in collaborazione con TEHA Group &#124; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Premio Confartigianato Motori a Monza: 70mila imprese artigiane, tre su quattro nell’autoriparazione</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/premio-confartigianato-motori-a-monza-70mila-imprese-artigiane-tre-su-quattro-nellautoriparazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 13:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[autoriparazione]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Confartigianato Motori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132798</guid>

					<description><![CDATA[<p>La filiera dell’auto attraversa una profonda trasformazione, segnata dal cambiamento della domanda, connesso in particolare con la transizione verso la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Presidente Granelli a “Camper” (Rai 1): «L’artigianato è il futuro che ha radici profonde»</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/il-presidente-granelli-a-camper-su-rai-1-lartigianato-e-il-futuro-che-ha-radici-profonde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 12:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPER]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[Rai 1]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132718</guid>

					<description><![CDATA[<p>«L’artigianato italiano non è il passato che resiste: è il futuro che ha radici profonde». È il messaggio lanciato oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PIL e lavoro tengono, ma energia e tassi frenano la ripresa. L’analisi su IlSussidiario.net</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/09/pil-e-lavoro-tengono-ma-energia-e-tassi-frenano-la-ripresa-lanalisi-su-ilsussidiario-net/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 09:39:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[ILSUSSIDIARIO.NET]]></category>
		<category><![CDATA[sussidiario.net]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132688</guid>

					<description><![CDATA[<p>La crescita dell’economia italiana tiene nonostante il difficile contesto internazionale, i rialzi del costo dell&#8217;energia e l&#8217;avvio di un nuovo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con guerra nel Golfo perso 23% di export italiano in Medio Oriente</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/con-guerra-nel-golfo-perso-23-di-export-italiano-in-medio-oriente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa e Mercati Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132657</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le imprese italiane stanno pagando il prezzo più alto della guerra nel Golfo. Nei primi quattro mesi del conflitto, da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Persi 2,2 miliardi di euro di made in Italy verso il Medio Oriente in quattro mesi di guerra, il 46% del calo dell’export UE</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/persi-22-miliardi-di-euro-di-made-in-italy-verso-il-medio-oriente-in-quattro-mesi-di-guerra-il-46-del-calo-dellexport-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 10:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto medio oriente]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[guerra medio oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132645</guid>

					<description><![CDATA[<p>La guerra del Golfo sta influendo su un rallentamento del commercio internazionale con la flessione dei flussi commerciali con le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stop a 850mila finti artigiani: la legge c&#8217;è, ora le Regioni la applichino</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/stop-a-850mila-finti-artigiani-la-legge-ce-ora-le-regioni-la-applichino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 08:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132594</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;etichetta &#8216;artigianale&#8216; non può più essere usata da tutti. Lo stabilisce la nuova legge, in vigore dal 7 aprile, che tutela [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Conti pubblici verso la manovra 2027</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[legge bilancio 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rialzo tassi BCE: il punto sul costo del credito e i prestiti alle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/rialzo-tassi-bce-il-punto-sul-costo-del-credito-e-i-prestiti-alle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito a pmi]]></category>
		<category><![CDATA[credito più costoso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132573</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rialzo dei tassi avviato dalla BCE nel giugno 2026 porterà ad un aumento del costo del credito, frenando la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Per le Pmi credito più scarso e costoso. In sette anni finanziamenti giù del 25,9%</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/per-le-pmi-credito-piu-scarso-e-costoso-in-sette-anni-finanziamenti-giu-del-259/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[nuova Artigiancassa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132556</guid>

					<description><![CDATA[<p>Finanziamenti in netto calo e denaro sempre più costoso per le piccole imprese italiane. Dal 2019 a marzo 2026 i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Granelli a UnoMattina (Rai1): &#8216;L&#8217;Artiturismo che rilancia territori, imprese e Made in Italy&#8217;</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/granelli-a-unomattina-rai1-lartiturismo-che-rilancia-territori-imprese-e-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[newsletter_B]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[artiturismo]]></category>
		<category><![CDATA[marco granelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai1]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132546</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un turismo diffuso, sostenibile e capace di valorizzare i borghi, le aree interne e i territori montani attraverso il protagonismo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nel 2026 sono 205mila le imprese artigiane interessate da domanda turistica con 544mila addetti, il 16,7% dell’artigianato</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/nel-2026-sono-205mila-le-imprese-artigiane-interessate-da-domanda-turistica-con-544mila-addetti-il-167-dellartigianato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 13:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le evidenze statistiche disponibili segnalano nella prima parte del 2026 un trend positivo del turismo in Italia. L’Italia, lo ricordiamo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’undertourism cresce e piace al 21% dei vacanzieri. Protagonisti 205mila artigiani</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/08/lundertourism-cresce-e-piace-al-21-dei-vacanzieri-protagonisti-204mila-artigiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 08:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[undertourism]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132494</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; Via dalla pazza folla delle mete turistiche da tutto esaurito per scoprire i luoghi in cui nasce l’autentico made [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Confederazioni artigiane: “Sì a confronto con Sindacati per difendere la buona contrattazione”</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/le-confederazioni-artigiane-si-a-confronto-con-sindacati-per-difendere-la-buona-contrattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 17:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132471</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, CNA, Casartigiani e Claai valutano positivamente l&#8216;avvio del confronto tra le principali Organizzazioni imprenditoriali e Cgil, Cisl e Uil [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Imballaggi: sì al deposito cauzionale, ma costi e burocrazia non ricadano sulle piccole imprese</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/imballaggi-si-al-deposito-cauzionale-ma-costi-e-burocrazia-non-ricadano-sulle-piccole-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:29:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Confartigianato, Cna e Casartigiani condividono gli obiettivi ambientali del sistema di deposito cauzionale per i contenitori monouso, ma chiedono che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;eccellenza artigiana dell&#8217;argento protagonista a UnoMattina (Rai1) con Bianca Guscelli</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/leccellenza-artigiana-dellargento-protagonista-a-unomattina-rai1-con-bianca-guscelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Manessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:17:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bianca guscelli]]></category>
		<category><![CDATA[brandimarte]]></category>
		<category><![CDATA[unomattina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132454</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;artigianato artistico italiano è stato protagonista della trasmissione UnoMattina su Rai 1 grazie alla partecipazione di Bianca Guscelli, Presidente dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Occupazione in rallentamento, con maggiore dinamismo per donne, Centro-Sud e costruzioni mentre si attenua il mismatch</title>
		<link>https://www.confartigianato.it/2026/07/occupazione-in-rallentamento-con-maggiore-dinamismo-per-donne-centro-sud-e-costruzioni-mentre-si-attenua-il-mismatch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Demenego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 09:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro e Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carenza manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione sud]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.confartigianato.it/?p=132445</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mercato del lavoro continua a rappresentare un fattore di resilienza dell&#8217;economia italiana, pur mostrando i primi segnali di rallentamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-127228 size-full aligncenter" src="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg" alt="" width="700" height="300" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-300x129.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2025/09/governo-350x150.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le incertezze sull’evoluzione della crisi del Golfo, la debole crescita dell’economia italiana e l’avvicinarsi della conclusione degli interventi del PNRR definiscono il contesto nel quale si delineano le scelte di politica fiscale.</p>
<p>Secondo le <a href="https://economy-finance.ec.europa.eu/economic-surveillance-eu-member-states/country-pages-including-country-reports/italy/economic-forecast-italy_en">previsioni della Commissione europea</a> nel biennio 2026-2027 il <strong>PIL</strong> dell&#8217;Italia cumula una crescita dell&#8217;1,1%, meno della metà del +2,5% della media UE e risultando la crescita più bassa tra i 27 Paesi dell&#8217;Unione. La valutazione migliora se si considera il <strong>PIL pro capite</strong>, che nel biennio 2026-2027 aumenta dell&#8217;1,2%. In questo caso l’Italia risale al ventiduesimo posto nell&#8217;UE, superando Paesi Bassi (+1,1%), Austria (+1,0%), Lussemburgo e Belgio (entrambi con +0,9%) e Irlanda (-0,1%).</p>
<p>In vista della manovra di bilancio 2027, il dibattito estivo si sta progressivamente concentrando sull’<strong>evoluzione dei conti pubblici </strong>e sulle priorità di politica economica, anche in relazione all’eventuale utilizzo della flessibilità europea su energia e difesa. Un ulteriore passaggio decisivo sarà rappresentato dall&#8217;aggiornamento dei conti nazionali che l’Istat pubblicherà il 22 settembre, dal quale potrebbe calcolarsi un rapporto deficit/PIL già pari al 3,0% (o inferiore) nel 2025, consentendo all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo e di beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio.</p>
<p>Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica 2026 pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del <strong>rapporto deficit/PIL</strong> fino al 2,5% nel 2028, accompagnata da una diminuzione del <strong>rapporto debito/PIL</strong> a partire dal 2027, uno scenario tuttavia più favorevole rispetto alle più prudenti previsioni di maggio della Commissione europea.</p>
<p>Il quadro programmatico dei conti pubblici per il prossimo triennio sarà definito nel Documento programmatico di finanza pubblica atteso all’inizio di ottobre. Parallelamente, il dibattito sulle <strong>priorità di politica fiscale</strong> riguarda l’incremento della spesa per la difesa – nel 2026 prevista al 2,1% del PIL secondo l’<a href="https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/finance/def-exp-2026-en.pdf#page=7">ultimo monitoraggio della NATO</a> &#8211; e il finanziamento della sanità, la cui incidenza sul PIL è prevista rimanere stabile al 6,4% nel triennio 2027-2029. Il perdurare del conflitto nel Golfo potrebbe rendere necessari ulteriori <strong>interventi per contrastare il caro-energia</strong>. Inoltre, è possibile un intervento sulle aliquote IRPEF e il <strong>riordino delle <em>tax expenditures</em></strong>, un sistema che nel <a href="https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/documenti-allegati/2025/RSF-2025-bis.pdf#page=10">Rapporto annuale sulle spese fiscali 2025 del Ministero dell’Economia e delle Finanze</a> risulta composto da 573 agevolazioni fiscali che comportano minori entrate per 129,7 miliardi di euro nel 2026. In particolare, la Commissione europea continua a sollecitare una revisione dei <strong>sussidi ambientalmente dannosi</strong>. Secondo l’ultimo aggiornamento del <a href="https://www.mase.gov.it/portale/catalogo-dei-sussidi-ambientalmente-dannosi-e-dei-sussidi-ambientalmente-favorevoli">Catalogo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,</a> nel 2025 i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 22,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi riconducibili all’IVA agevolata.</p>
<p>Per recuperare spazi fiscali e rispettare i vincoli europei, è necessario <strong>intervenire sulla spesa pubblica a più bassa efficienza</strong>, più che su nuove entrate. I margini di intervento derivano dall&#8217;elevato livello della spesa pubblica che, al netto degli interessi, supera i mille miliardi di euro: nel 2025 vale 1.068 miliardi di euro, pari al 47,3% del PIL. Nelle Raccomandazioni <a href="https://reforms-investments.ec.europa.eu/document/download/66face8a-f8ac-4bd0-b5e2-e114201e219f_it?filename=COM_2026_212_1_IT_ACT_part1_v2.pdf">pubblicate lo scorso 3 giugno</a> Commissione europea invita a “<em>intensificare gli sforzi per migliorare l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia della spesa pubblica</em>”.</p>
<p>La <strong>sfida per la prossima manovra di bilancio</strong> sarà quindi quella di trasformare la spesa pubblica esistente in un motore più efficiente di investimenti e produttività, considerati i limitati margini di intervento sul lato delle entrate, con l’Italia che nel 2026 presenta un <a href="https://webgate.ec.europa.eu/ecfin/redisstat/databrowser/bookmark/f8fb2e28-3827-42b2-8f02-9885f169df6f?lang=en"><strong>carico fiscale</strong></a> del 43,2% del PIL, superiore di 2,1 punti alla media dell’UE a 27. In caso contrario, il venir meno della spinta straordinaria del PNRR rischia di lasciare l’economia italiana esposta ad una fase di stagnazione combinata con una minore competitività delle imprese.</p>
<p>Inoltre, la politica fiscale dovrà reperire risorse per sostenere gli <strong>investimenti pubblici nell’era del “post PNRR”</strong>, per evitare di ripetere una nuova contrazione degli investimenti pubblici come quella registrata nel decennio 2009-2018, nel quale il rapporto tra investimenti della PA e PIL crollò di 1,5 punti, passando dal 3,6% del PIL del 2009 al 2,1% del 2018; per ritornare al livello del 2009 sono serviti 15 anni (livello raggiunto nel 2024) e la spinta data dagli interventi del PNRR, come ha evidenziato Confartigianato <a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/06/Confartigianato_indagine_conoscitiva_PIL-1.pdf">in una recente audizione alla Camera</a>.</p>
<p>In questo panorama, la nuova fase di politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE potrebbe frenare la ripresa degli investimenti in corso, che nel primo trimestre 2026 salgono del 4,6%, anche grazie alla spinta degli interventi del PNRR.</p>
<p><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align: center;">Saldo bilancio e debito in rapporto al PIL: DFP 2026 a confronto con previsioni Commissione europea</h4>
<p style="text-align: center;">2025-2028, % del PIL &#8211; Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Mef e Commissione europea</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-132485 size-full" src="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg" alt="" width="700" height="201" srcset="https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea.jpg 700w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-300x86.jpg 300w, https://www.confartigianato.it/storage/2026/07/Saldo-bilancio-e-debito-in-rapporto-al-PIL-DFP-2026-a-confronto-con-previsioni-Commissione-europea-350x101.jpg 350w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.confartigianato.it/2026/08/conti-pubblici-verso-la-manovra-2027/">Conti pubblici verso la manovra 2027</a> proviene da <a href="https://www.confartigianato.it">Confartigianato Imprese</a>.</p>
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